Follow me to... (di Murad Osman)

La nuova travel photography


Ritorniamo a parlare di fotografia e soprattutto di nuovi generi che sorgono. Dopo la FILMography di Maloney e il progetto DAU di Matter oggi vi presento quello che diventerà il tormentone virale del 2013. 



Se non lo sarà perché oltre manica si è già un po’ smorzato sono sicura che riscoppierà nelle foto album delle vacanze dei vostri amici FB. Come faccio ad esserne così sicura? Perché Osman ha unito la fotografia di ritratto e quella paesaggistica cambiando completamente faccia alla travel photography.

Harlem Shake


Arridatece la maccarena piuttosto!


Qualche giorno fa ero in macchina e ascoltavo la classifica di radio Deejay chiamata 50 songs. Al non-mi-ricordo-quale-posto c’era una nuova hit, Harlem Shake, che Albertino ha presentato come il futuro tormentone dell’estate 2013 e il nuovo Gangnam style, anzi a dir suo, ancora più dirompente visto che questo pezzo favorisce chi non sa ballare.

Dopo aver ascoltato qualche minuto la canzone che non so neanch’io come ho fatto ad ascoltare (dite che sono già entrata nel loop “vecchia”?) e il mio sconcerto nel constatare che sarebbe diventata la canzone simbolo di quest’estate, ho iniziato qualche piccola ricerca.

Innanzitutto ho scoperto e capito che non è tanto la canzone ad essere diventata famosa e essere arrivata alla numero uno di Billboard per il suo mix “eccezionale”: è il video che hanno fatto 5 ragazzi australiani chiamati The Sunny Coast Skate ad aver attratto popolarità. Popolarità che per un metodo di audit basato su youtube si è riflessa sulla hit facendola arrivare al primo posto. Detto questo, in cosa consiste il video? Su 30 secondi di musica di Baauer (è il DJ della canzone) i 5 cinque hanno creato una sorta di coreografia che viene replicata da buona parte degli altri utenti youtube in diversi scenari sempre più disparati.

La "sorta di coreografia" è: un tizio con qualche accessorio molto strano (leggi casco o sacchetto di carta in testa) irrompe con un balletto scoordinato in mezzo ad un gruppo di persone pacifiche e calmissime che tendono ad ignorarlo fino al primo stacco. Lì con un taglio viene aggiunta la scena successiva in cui tutti i presenti si animano e ballano senza senso ovunque nello spazio e tutti sono accessoriati con oggetti assurdi.

Ora, posso capire la bellezza del lasciarsi andare al di là della tecnica ferrea di piroette, attitudes e jeté ma ragazzi…nooooo... che roba è?!? Sarò ancora della vecchia guardia ma preferisco i ballerini improvvisati di Full monty, la danza sfigata di Hugh Grant/Primo ministro in Love actually e addirittura potrei spezzare una lancia per l’orribile Macarena che ci siamo sorbiti durante gli anni’90 piuttosto….ma questo come ballo dell’estate proprio no.

Per me è un not enjoy sulla pista da ballo e al massimo potrei arrivare a paragonarlo al video Call me maybe che gli sportivi americani fecero durante le ultime olimpiadi...ma solo perchè molti sportivi si cimentano per parlare con i loro fan. Nulla più eh!

In ogni caso se volete dare un occhio alla creatività di quanti si sono lanciati in questa moda ecco qualche link:


Miami HEAT edition: http://youtu.be/Ir2TdfSwH8g
Asganaway Edition by Radio Deejay: http://youtu.be/KylyJyipPDo

Dancers among us di Jordan Matter

Le emozioni del quotidiano    

  

Non è vero che certe ricerche senza meta non conducono a scoperte. Ogni tanto ci ritroviamo di fronte a grandi idee senza nemmeno aver faticato tanto. In due righe questo è ciò che mi è successo sabato pomeriggio: digitando a caso dance photography sono arrivata a scoprire DAU di Jordan Matter.

Non Fidarti Della Str.. Dell'Interno 23

L'importanza del titolo

Da Wikipedia
Ok non si può guardare una serie e definirla alla prime quattro puntate. In genere però le prime puntate svelano già se si sta guardando un successo destinato ad arrivare a gloriose stagioni (vedi Friends con le sue 10 stagioni, Grey’s anatomy con 9 etc etc)  o a rimanere nella mente di tutti quando pensiamo a situazioni comiche (come Will e Grace) a momenti imbarazzanti (Scrubs) a grandi intrighi ( Desperate Housewife tra gli altri). Sappiamo anche se in realtà quel successo sperato è solo il preludio di un’unica stagione perché è una storia che non spacca come lo sfigato The Ex List (cancellato prima che potesse iniziare sul serio) e l’incompreso Kitchen confidential. 
Questo “Non fidarti della Str.. dell’interno 23” mi sembrava con un titolo abbastanza strano e curioso… così momento relax e zero pregiudizi alla mano mi sono appostata davanti allo schermo.

Ecco i punti salienti che mi hanno fatto dare il mio voto finale:


  • Il cast : abbiamo il volto noto Krysten Ritter, James Van Der Beek alias il Dawson dell’omonimo telefilm e la sconosciuta Dreama Walker. La prima l’avete vista in commedie come Notte brava a Las Vegas o I love Shopping (non era la protagonista in nessuna delle due)e il secondo stranamente interpreta se stesso ma in una versione che a mio giudizio è stata troppo scritta da altri e sembra fin anche l’estensione del video di Kesha a cui ha partecipato. La terza ha fatto qualche personaggio minore in grandi serie tv ma sinceramente era talmente diversa da non riconoscerla se non attraverso l’uso di wikipedia. La domanda quindi sorge lampante: chi dei tre doveva essere il punto cardine? Considerate che nessuno dei tre è propriamente protagonista: la prima sarebbe la famigerata St.. ma non parla mai in prima persona, il secondo si vede più come cammeo o personaggio minore , la terza invece racconta in prima persona ma cede volentieri il passo agli altri. Ripeto: quindi chi dei tre doveva essere il punto cardine?
  • la trama: la dolce June si trasferisce a New York per iniziare un nuovo lavoro e vivere in un bellissimo appartamento finchè il suo fidanzato non la raggiungerà per sposarla…ma lo scenario cambia drasticamente quando scopre che l’azienda per cui deve lavorare è fallita ed è in mezzo ad una strada. Rispondendo ad un annuncio si ritrova ad essere la nuova coinquilina della bizzarra e sociopatica Chloe che si rivela molto diversa da lei e da quel che ci si aspetta (la truffa senza mezzi termini ma poi diventano amiche). 
    Decisamente scritta così invoglia, peccato che la sorpresa e la curiosità di vedere come progredisce l’amicizia delle due regga per due puntate poi si appiattisca a causa di una storia che fatica parecchio a svilupparsi e diventare qualcosa a cui appassionarsi. 
    Vi state chiedendo cosa c’entra con queste due Van Der Beek? Ogni tanto nella puntata sbuca fuori e fa l’attore fallito che non riesce a levarsi di dosso il personaggio che l’ha reso famoso…ma sinceramente non sembra né vero né convincente.

  • la sigla: contrariamente ai due punti precedenti mi piace molto. Veloce, con una buona grafica e un motivetto che rimane in testa. Si ce la vedrei bene come suoneria del telefono.

Come avete capito a malincuore decreto un “not enjoy” per questa serie da cui sinceramente mi aspettavo di più. Avrei preferito che anziché aggiungere stranezze ai personaggi per renderli politicamente scorretti e diversi a tutti i costi, i cari autori avessero investito un po’ di più sulla storia e magari su sketch comici alla Scrubs o Will & Grace.
Un gran peccato perché il cast poteva dare di più in quei quasi 21 minuti per puntata.
Se proprio volete vederlo tenetelo come il tappa-buchi se non avete molto da fare…anche perché Wikipedia dice che ci ha regalato, grazie al cielo, solo due stagioni.

Se volete comunque vederla per giudicare voi stessi se merita o meno ecco il sito del canale FOX dove viene trasmessa: http://www.foxtv.it/non-fidarti-della-s-dellinterno-23/magazine/articolo/non-fidarti-della-s-dellinterno-23-risate-e-cattiveria

ADV: digital signage 2.0 per Ultrabook Intel

D’accordo mi ero ripromessa che non avrei mai parlato di Adv e forme di pubblicità in questo blog per una svariata serie di ragioni ma… ma… ma non si può mutare completamente il dna di una donna di comunicazione!
Il casus belli che mi porta a scrivere e a mostrarvi un bell'esempio del genere adv non convenzionale e 2.0 è la pubblicità di Intel per il loro nuovo Ultrabooktm che il guru Morihiro Harano ha creato sfruttando quel che tra tecnici si definisce “digital signage” e “flash mob”.
Il concetto del primo è semplice: far passare un messaggio animato su uno schermo digitale piuttosto grande. Il secondo, invece, si fonda sull'improvvisazione, l’esperienza e il momento all'apparenza meno opportuno ma in realtà perfetto. Su questi due pilastri del marketing non convenzionale nasce questo video che in un modo o nell'altro vi farà esclamare: “Nooo troppo bello” perché per la prima volta vedrete il vostro pc vissuto in un altro modo, che fa nuove cose e con potenzialità decisamente avanzate. Svecchiando il primo e digitalizzando il secondo il risultato è decisamente buono e abbastanza virale da portare molte persone a vederlo, condividerlo e commentarlo come vuole la grande scuola del Marketing Non Convenzionale.

Probabilmente mentre vedrete il video vi scapperà anche un “non avrei mai pensato che..” e in quel momento il caro Harano si godrà il complimento implicito che piace tanto ai creatori di idee e ai comunicatori.
Già c’è chi vive per quel momento, per cui enjoy questo bell'esempio di adv creativo e date un po’ di soddisfazione al collega nipponico.


P.s. un grazie all'articolo istigatore che senza saperlo ha ispirato questo post: http://thebizloft.com/digital-signage-nuovi-forma/?goback=%2Egde_1277987_member_218339333