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Pechino Express 3: nona tappa

Siamo in semifinale. Niente Sposini e siamo in semifinale, cosa ci può riservare quindi la regia di Pechino Express? Una puntata tutta balli e qualche corsetta come sembrava essere la puntata di Pechino Express di settimana scorsa? Assolutamente no! Scopriamo nel recap la tappa più adrenalinica e faticosa di tutte.


Pechino Express 3: ottava tappa

La settima tappa di Pechino Express è stata descritta da tutti i concorrenti come la più faticosa in assoluto. Dalla prima prova vantaggio alla competitività dei Perez fino alla tanto attesa eliminazione delle Immigrate e la altrettanto attesa vittoria degli Sposini. L'ottava tappa, invece? Sarà più leggera o più facile? Chi porterà alla semifinale? Scopriamolo nel recap.

Pechino Express 3: settima tappa

Li abbiamo lasciati eleganti, alle prese con le miracolate Immigrate e nel bel mezzo di Singapore. Dove troveremo i nostri eroi di Pechino Express nella settima tappa? Dal piccolo trailer di settimana scorsa se ne vedono delle belle ma non si riesce a capire se saranno momenti all'altezza del primo screzio delle Cattive, della vendetta dei Fratelli da parte degli Sposini, e successiva eliminazione dei Coreografi, o l'ingresso dei Perez della sesta tappa. Rimane solo da leggere il recap per scoprirlo! 

Pechino Express 3: sesta tappa

Scompiglio a Singapore












Non c'è dubbio la quinta tappa di Pechino Express si è chiusa con tantissima amarezza e molte lacrime di commozione per l'eliminazione dei Fratelli e allo stesso tempo ha lasciato sbigottiti gli spettatori che hanno visto un gran miscuglio di coppie rivelandone alcune azzeccatissime. La sesta tappa di Pechino Express, invece, si apre con il sapore dell'avventura vera e propria che riserva emozioni decisamente interessanti per i nostri concorrenti e tantissimi colpi di scena che non si sarebbero mai immaginati. Di cosa stiamo parlando? Vediamolo nel recap.


Pechino Express 3: prima puntata

I fattori che fanno innamorare di Pechino Express


Per tutto un anno sempre le stesse domande: "Quanto è bello Pechino Express?!" "Ma hai visto i finalisti di Pechino Express?" "ma che stupendi non sono i paesaggi di Pechino Express?" ma per un motivo o per l'altro non riuscivo mai a vedere una puntata di fila. Quest'anno, invece, ho prenotato divano, tv e mi sono unita al live tweet con tutti gli altri fan portando il mio contributo da Neofita del programma. Ovviamente, come è successo ai tempi di Masterchef 3, ho iniziato la mia visione con una puntata di ritardo ma ho recuperato in corsa commentando la diretta dell'episodio del lunedì.

Ecco qui sotto il recap e le impressioni della neofita ormai diventata fan. 

Buffa racconta storie mondiali

I mondiali visti da una nuova prospettiva


Ogni quattro anni succede sempre lo stesso: s'inizia a parlarne un po' in sordina, si cerca di capire chi del gruppo di amici è favorevole e chi è contro, si iniziano a capire gli orari, ci si organizza e in pochi secondi scatta impetuosa come non mai. La febbre da mondiale. Quella voglia di godersi una serata tutti incollati ad uno schermo a condividere grandissime sensazioni. La sicurezza che tutti capiscono il tuo stato d'animo. L'atmosfera che diventa surreale in attesa dell'urlo. Quell'urlo che scoppia per i goal e le azioni più belle. 

Siamo tutti tifosi sotto sotto. Anche se non lo diamo vedere e anche se consideriamo il calcio un noioso sport che papà e fidanzati ci obbligano a sorbire ogni domenica. La Nazionale, però, è diversa e lo sono anche i mondiali. 

Sky sport quest'anno ha deciso di creare una preparazione unica per gli appassionati di calcio: il racconto dei più bei mondiali di tutti i tempi narrato dall'incredibile Federico Buffa
La serie, in onda ogni sabato alle h 23:30 su Sky sport HD e in on demand fino a fine luglio, s'intitola Federico Buffa racconta storie mondiali e mira a raccontare i personaggi, i goal e i momenti storici che hanno contraddistinto i Mondiali più belli della storia. 

Con un ritmo incalzante, scandito da jazz in studio e musica iconica dell'epoca che sta raccontando, Federico Buffa sapientemente unisce aneddoti della storia del calcio a quella della musica, politica e culturale delle squadre che sono nella memoria dei tifosi e degli appassionati.

10 puntate speciali che difficilmente riescono a distrarre il tifoso e a non attrarre il profano di calcio che inizia a vedere dietro ad una coppa e 11 omini che corrono una filosofia e un riscatto sociale solamente ipotizzato. Ogni puntata parte con un piccolo incipit che cattura per poi dispiegarsi sui grandi nomi, fotografie, spezzoni di dirette, facendo trepidare lo spettatore come all'epoca.

Si rivivono le lacrime quando il grande Roberto Baggio sbagliò il calcio di rigore in USA '94. Si ritorna alla "Manos de Dios" di Maradona. L'ebbrezza della vittoria di Berlino nel 2006 in cui tutti ci siamo stretti intorno a quel "vogliamoci bene". Grandi momenti, raccontanti da un narratore unico, Federico Buffa, che mostra un nuovo punto di vista che va oltre al calcio fondendolo con la cultura umana espressa solo nei più grandi eventi collettivi come suggeriscono i più grandi sociologi. 

"I mondiali hanno scandito i tempi della nostra vita, e scandiranno quelli di chi verrà"


Sigla Federico Buffa racconta i Mondiali - Sky... di oldbritishfootball

Con questo incipit, che apre tutte le puntate della serie, non rimane che sventolare la bandiera Enjoy e invitarvi a recuperare le puntate per far salire la febbre mondiale in attesa di quel momento. Quell'unico istante in cui inizieremo a tifare solo ed unicamente per la nostra grande maglia azzurra!

P.s. ragazze non tifose: vi assicuro che per una volta il calcio è raccontanto con una voce ammaliante e non la solita telecronaca che o innervoscise o fa dormire. Provare per credere!



Masterchef Italia: decima puntata e i migliori mastermoments

La puntata dei desideri!


Se la nona puntata ci aveva fatto urlare al vilipendio del fornello, con la decima Masterchef si è decisamente ristabilito al livello che avremmo voluto vedere sin dall'inizio. I sei concorrenti infatti si sono sfidati su una mistery box a forma di frigorifero sfoderando dei piatti succulenti e da veri chef! Purtroppo come tutte le favole, vince il Dottorino Federico che si aggiudica il vantaggio nell'invention test ma, si sa, non può vincere per sempre. Infatti a spuntarla, inaspettatamente, è... Salvatore!!! Con un voto di Cracco dal 9 all'8 scherzando sul soprannome del concorrente. Ancora un po' di bocca asciutta per Enrica e un po' di spazio per le cattiverie di Eleonora finché....
Beh lo scoprirete nei #mastermoments qui sotto!

#Mastermoments della decima puntata:

La miglior scenata di Rachida


Photo by Masterchef.sky.it
Questa volta lo scrivo senza nessuna ironia. Rachida, tra i finalisti più forti della competizione di quest'anno, ha provato a destreggiarsi ma, come previsto da tutti i fan del programma, non è riuscita a mantenere il passo con il livello raggiunto dagli altri. Infatti oltre dalla mistery box dove per la prima volta si è cimentata in un piatto vegetariano che non ha passato minimamente la selezione a migliore dei tre (sul podio Almo, Federico e Enrica), la catastrofe si è suggellata nel piatto dell'invention test. Il cuore di vitella dalla chef Cristina Bowerman, oggetto della sfida, viene cucinato da Rachida senza ascoltare i consigli dell'ospite. Ospite che dolcemente, ma senza mezzi termini, all'assaggio le ricorda che in cucina non esiste il "mi dispiace". 
Battuta su un cuore la concorrente "tutto cuore" regala l'ultimo pianto alla cucina di Masterchef, ringraziando tutti per la bellissima esperienza e soprattutto i cuochi che abbraccia con ammirazione. 


Per chi ha visto la puntata...
Sono stata una delle prime detrattrici di Rachida e le ho sempre gufato contro come non mai ma sinceramente sul finale mi ha stupito: mi sono ritrovata qualche lacrimuccia nel lato dell'occhio. Sarà che ero troppo contenta? O forse per una volta il pianto di Rachida che ringraziava del viaggio in Marocco, dell'opportunità e della bellissima esperienza era vero? 
In ogni caso credo che il tweet qui sotto di Cecilia sia il più veritiero di tutti e se anche non la troveremo tra le "quote rosa", decisamente credo che Rachida sarà un personaggio di cui potremmo sentire ancora parlare in tv! Grazi! :) 







Ora sono rimasti in 4 e devo ammettere che per chiunque esca un po' mi dispiacerà perché tutti, con i loro diversi modi di cucinare, meritano un loro posticino sul piatto della vittoria. Vediamo come andrà di sicuro noi di Twitter vi seguiremo passo a passo in questi ultimi giovedì! Forza ragazzi...fateci ingolosire!!!

La vittoria di Enrica e la sconfitta di Federico
No no non sto parlando dell'invention test ma Enrica ha vinto la pressure proprio come si vince la Champions League! (spero di aver azzeccato il paragone calcistico) Spieghiamo meglio: finiscono al pressure test la coppia "disfatta" Federico e Enrica che si devono sfidare per poi battere in duello Eleonora eliminata da Salvatore prima dell'esterna.
Dopo la serie di insulti dell'agguerrita e boriosa Eleonora, su le cloche e....parte la sfida creativa. Si deve inventare un piatto a base di riso bollito che però sia di alta cucina come vuole il pressure. Tutti gridano alla vittoria di Federico ed Eleonora si pregusta la sfida ma... lì nell'angolino della sicurezza del Dottorino, Enrica affonda un piatto decisamente migliore. 
Infatti Enrica si presenta con una rivisitazione della cucina cinese in cui ci sarebbe voluta una lacrima di soia, mentre Federico il piatto della disfatta. Tanto per darvi la misura: Cracco ha urlato come un forsennato, manco l'avessero spennato vivo e Barbieri gli ha fatto una ramanzina che manco con uno 0 in condotta!
Insomma d'accordo sottovalutare l'avversario, ma mai abusare della propria sicurezza.


Per chi ha visto la puntata...
Lo so che non si deve gongolare ma sinceramente  per una volta credo che gli chef abbiano fatto bene a rimettere al suo posto Federico. Non si può passare un intero programma a fare i saputelli e poi arrivare in pressure con un'insalata di riso con sapori forti e basta. Trovo anche che il commento di Barbieri riguardo quando gli dice che ognuno ha la sua insalata di riso sia il top. D'altra parte ci si può immaginare che l'insalata di riso di due chef stellati non sarà mai un po' di riso con rovesciato il condimento già pronto, no? Dottorino...vola basso!

L'uscita di Eleonora


Gran momento e grande sfida. Mi dispiace per i suoi fan ma una serpe così che sa solo insultare e dire parolacce per farsi vedere forte non può stare in cucina. Anche Cracco le ha fatto notare che, come aveva detto, non si insultano i compagni per la persona che sono ma si giudica semmai il loro piatto. 
Infatti Eleonora, da gran signora della cucina, che fa? Inizia ad insultare Salvatore perché l'ha mandata direttamente al duello, poi passa ad Enrica dandole quasi della poco di buono e poi si scatena con un altro paio di parolacce per condire.
Peggio dell'insalata di Federico insomma.
Tanta grinta che però l'ha rosa nel momento in cui si è trovata in sfida con Federico e l'ha rallentata proprio come aveva detto ad Alberto settimana scorsa, l'ha resa più ceca di fronte l'opportunità di fare tutti i piatti e... l'ha portata alla sconfitta.

Per chi ha visto la puntata...





Riuscite a dargli torto? 

Per il resto si può menzionare la bella esterna con il team di Slow food tra cui Oscar Farinetti di Eataly in gran forma che si gustava ogni piatto sprizzando ottimismo contagioso, le simpatiche battute di Bastianich sulla coppia di fatto "Gianni e Pinotto" cioè Salvatore e Almo. Tanti momenti ma che non riescono ad eclissare le due grandi soddisfazioni di vedere uscire Rachida, Eleonora e vedere tra i 4 finalisti Enrica!
Da qui in poi la sfida sarà una delizia da godersi con un bel bicchiere di vino in attesa di brindare allo Masterchef d'Italia chiunque lui o lei sia! Forza ragazzi fateci sognare!
A giovedì via twitter

Masterchef Italia: nona puntata e i migliori mastermoments

All'odor di spezia e bruciato...


Se l'ottava puntata è iniziata con un po' di dolcezza e qualche lacrimuccia, la nona puntata di MasterChef Italia che è andata in onda pre San Valentino era decisamente più speziata! Infatti si parte con una mistery box a base di zafferano per finire a Marrakech, patria di Rachida. Inutile dirlo che qui la sfida è basata sulla cucina marocchina e sulle spezie favorendo inevitabilmente la "concorrente piangina" del gruppo, che anche questa volta ci regala altri momenti di arrabbiature e scenette imbarazzanti. Vedendo le sfide però il popolo di fan twitterini inizia a sentire puzza di bruciato e vedere un certo favoritismo degli autori nei confronti appunto di Rachida. L'infervorarsi diventa ancora più esplicito quando prima Michele C. e poi Alberto devono rinunciare al loro sogno Masterchef
Decisamente ci sono stati molti momenti che hanno fatto sobbalzare il pubblico e infervorare più che mai. 

Masterchef Italia 3: ottava puntata e i #mastermoments da rivedere

Rane, anguille e lacrime sono servite!


Eccoci al resoconto dell'ottava puntata che all'apparenza appare molto meno eccitante rispetto alle precedenti ma in realtà è piena di tanti piccoli colpi di scena che ne decretano la genialità della puntata. Devo ammettere che nelle prove dei due episodi i concorrenti hanno dimostrato parecchio "fegato" gestendo ingredienti non molto facili come rane e anguille dando il loro meglio coloro che fin ora sono risultati i "debolucci" come Michele, Rachida (si avete letto bene), Salvatore e Beatrice. Tra l'altro i primi due si sono distinti anche in esterna regalando dei #mastermoments inversi che nessuno si sarebbe mai aspettato. Per quanto riguarda gli chef...beh... Carlo Cracco si conferma un super uomo, ma lo chef Philippe Léveillé (l'ospite) purtroppo gli ha soffiato la frase della serata. Unico appunto di rammarico l'uscita di Emma. In effetti lei è sempre stata brava su piatti che conosceva ma non si è mai lanciata oltre e questo l'ha penalizzata delle volte, ma di sicuro fuori da quella cucina tornerà a brillare!

Masterchef Italia 3: settima puntata e i #mastermoments da rivedere

Cattiverie e coltelli

Eccoci al nuovo appuntamento con il programma tv più seguito on e offline dal Bel Paese: Masterchef Italia 3. S'inizia la settima puntata con solo 10 concorrenti e l'alta aspettativa di svoltare la gara totalmente per poter mettere alla prova seriamente chi è rimasto e trovare il vero masterchef d'Italia. Si inizia quindi con una mistery box che in parte svela alcuni ingredienti e le confessioni dei concorrenti che vedono in Enrica una temibile avversaria anche se "non vince mai" e per questo Federico inizia a fare un po' troppi complimenti. D'altra parte si sa..se i maschietti sono in difficoltà iniziano a cercare di sedurre! Peccato per lui che la serata, invece, è pro Almo e sarà proprio Federico a stupire il popolo di twitter con la sua incapacità di fare una grigliata. Esatto l'esterna di oggi riprende un po' lo stile americano dei cow boy e fa scoprire al resto d'Italia l'esistenza dei Butteri che in Maremma fanno lo stesso lavoro. Ahimé l'esterna fa anche scoprire l'incapacità di Salvatore nel tagliare la carne, la scena isterica di Chef Barbieri di fronte allo spezzatino di Fiorentina, l'acidità senza eguali di Rachida (da farla ribattezzare Ràchida) e le solite mille parolacce di Eleonora
I mastermoments di questa settima puntata però sono altri, infatti eccoli:

Masterchef Italia 3: sesta puntata e i #mastermoments da rivedere

Il tredici porta male

Nonostante le premesse della mia parabola che come settimana scorsa faceva le bizze, eccoci al resoconto della sesta puntata di Masterchef Italia 3. Puntata che è iniziata con un chiaro avviso dai tre giudici: "siete in tredici e per chi è superstizioso questo numero porta male". Devo ammettere che a giudicare dal numero delle eliminazioni e dalle punizioni che hanno affrontato i poveri concorrenti non è stata una puntata tanto leggera.

Probabilmente è perché non avendo un'esterna degna delle passate prove hanno deciso di pepare un po' le eliminazioni. Infatti questa volta in esterna  i concorrenti dovevano "solo" cucinare street food in un camioncino per l'anniversario di una centrale idroelettrica quindi non c'è stato il solito pathos da sfida che si è concentrato nel pressure test davvero cattivo.

Masterchef Italia 3: quarta puntata e i migliori #mastermoments

Ricchi e poveri 

Finalmente è arrivata la nuova puntata di Masterchef e anche se l'ho seguita in diretta sfalsata rispetto alla puntata numero tre della scorsa settimana, l'ho comunque adorata. Più va avanti il programma più devo ammettere che rimango piacevolmente sorpresa dai piccoli dettagli e dall'intelligenza dell'organizzazione delle esterne che rendono davvero grande questo programma. Mi è piaciuta molto il tributo alla frittura napoletana con relativa sfida in piazza e l'idea di far votare con dei cornetti colorati unendo la raffinatezza della cucina con la vera bontà dello street food che oggi va moltissimo. Allo stesso modo intelligentissima la prova con cestino ricco e povero che ha dato il via alla vera sfida della puntata. L'altro grande plus, che più guardo la trasmissione più mi fa diventare fan, è la conduzione di Barbieri. Con quel misto di coinvolgimento bonario emiliano (famose ormai il suo commento "sbadilata" e come richiama a i "ragassi") e il fare da maestro mi piace moltissimo.
Altra piccola menzione va all'interazione con l'avvocato e alla battuta di Joe Bastianich che faceva il finto geloso del libro di Tiziana. Ma quali sono stati i veri #mastermoments di questa puntata?

Masterchef Italia 3: terza puntata e i migliori #mastermoments

L'inizio di una passione

Devo dire che ho sempre amato i programmi di cucina e che mi hanno sempre incantato le sfide ai fornelli. Ho sentito parecchio parlare di MasterChef Italia e nelle edizioni precedenti ho guardato qualche puntata qua e là assaggiando la cattiveria della giuria e i loro tormentoni. Quello che non sapevo è quanto è divertente seguire la diretta e commentarla su #masterchefIT insieme a centinaia di altri spettatori che contemporaneamente soffrono e ridono con te. Ieri, di fronte alla prima puntata con classe al completo e inizio delle sfide vere e proprie, ho provato questa bellissima esperienza che ho intenzione di condividere con voi durante tutto il programma. Ecco perché ho deciso di fare uno strappo alla regola di questo blog (in cui in genere si descrivono i buoni motivi per cui seguire le serie e basta) e commentare con voi settimana per settimana le puntate e i mastermoments con voi.

Vma 2013 – Katy Perry e la sua ROAR

Sulla scia di Firework un gran bel pezzo per animare la folla



Si sono appena conclusi i vma 2013 e non si fa altro che parlare della performance di Miley Cyrus sulla canzone già di dubbio gusto We can’t stop. Sinceramente guardando qualche video qua e là su youtube ho trovato qualcosa di meglio della triste performance di Miley Cyrus e in particolare mi ha colpito quella di Katy Perry dedicata al suo nuovo singolo ROAR.
Innanzitutto premetto che sin da quando ho sentito per la prima volta questa canzone e ho visto il video “preview” fatto solo di testo, mi ha colpito tanto quanto Firework ai tempi. Non so se vi ricordate il testo di quella canzone del 2010 ma ogni singola parola ha il privilegio di dare una certa scossa all’animo dell’ascoltatore oltre ad essere un inno alla vita e all’autostima. Roar, allo stesso modo, cerca di tirar fuori il nostro lato da campioni per affrontare la vita a testa alta e vittoriosi. La performance dei vma rende bene l’idea.
Infatti Katy Perry si trova sotto al ponte di Brooklyn su un ring vestita come una moderna Rocky Balboa post giro nella savana (eh già il top tigrato stona un filino con il resto del look). Da lì intona la sua canzone e trascina una mega folla nell’eye of the tiger per poi arrivare a fare ROAR tutti insieme.
Balletto energico, ritmo orecchiabile, molto oro, vibrazioni positive e un po’ di classe nell’animare la folla. Unico difetto l’audio che era un po’ disturbato..colpa del microfono con tirapugni o del video che ho scelto io? Mah… di sicuro è un’ottima presentazione per il pezzo e l’effetto curiosità nel vedere il nuovo video è garantito.
Altro che Miley e i mezzucci sexy per essere guardata, Katy Perry dimostra che gli annetti in più portano a dare al pubblico quello che serve veramente: un po’ di carica per alzarsi la mattina e combattere questa vita che ogni tanto ci lavora un po’ troppo ai fianchi.
Decisamente un enjoy per la canzone e uno per la performance che trovate qui sotto.


The X Factor USA

La scoperta dell'home visit...durerò fino allo show?


Sabato a mezzogiorno mi sono ritrovata a pranzo da sola e per combattere la tristezza di tonno e pomodori ho acceso la tv. Davanti ai miei occhi è apparsa una puntata già iniziata di x factor usa. Non essendo amante dei talent show (nel senso che reggo metà puntata poi vado a vedermi i video originali dei cantanti citati) ero molto scettica se rimanere su quel canale o no, finché non ho visto che i quattro giudici erano Britney Spears, Demi Lovato, Simon Cowell e LA reed.

Curiosa più di capire come si comportano questi personaggioni di fronte a queste future star e non avendo altre valide alternative ho deciso di lasciare su cielo e godermi questa puntata che credo si chiamasse home visit.


In un primo momento nessun scalpore:si alternavano i quattro giudici nei rispettivi luoghi da lavoro mentre esprimevano la categoria di cantanti preferita, poi hanno risposto tutti a delle telefonate che gli comunicavano ufficialmente i loro "futuri pupilli" da gestire. Mi ha molto  sorpreso la coerenza di LA Reed che ha ammesso di non apprezzare la sua categoria di over 25 e appena li ha visti glie l'ha comunicato senza rimorso. Gli altri in parte sono stati accontentati e in parte hanno fino che andasse bene. Non è stato però questo il mio unico wow.

Il secondo (e più vero) wow di stupore, invece, è arrivato quando ho capito cosa intendessero per "home visit". Prendendo letteralmente il termine, le varie categorie (under 25, teenager, gruppi e over 25) popolate da 6 talenti l'una ( nel caso dei gruppi ovviamente 6 diversi e dal numero di componenti vari...praticamente uno squadrone), si sono presentati nella vera casa di ogni giudice. Mi correggo: si sono presentati in quei paradisi di edilizia che ogni giudice definiva casa.
Per farvi capire il tono, la casa di Simon Cowell  dava su tutta Miami e i gruppi si sono esibiti di fianco alla piscina e stavano belli larghi. A casa di Demi in una stanza suonava una band e c'era posto per esibirsi comodamente mentre i giudici guardavano dal divano.

A casa dei loro mentori, poi, i vari concorrenti sono stati "pesati" anche da alcuni amici dei giudici in modo che la decisione fosse la più giusta. Anche in questo caso gli amici erano da far rimanere senza parole i gossippari / music-addicted come me: da Joe Jonas che si è presentato per dare una mano a Demi a Will I Am che è arrivato in soccorso di Britney, passando per Marc Antony che da re di Miami si è presentato in piscina da Simon e Justin Bieber + manager  che sono arrivati davanti alla  vista mozzafiato di Los Angeles per consigliare La Reed.

Devo ammettere che le varie esibizioni sono state davvero buone e piacevoli e solo forse un paio non apprezzabili. Lo stesso si può dire dei giudici...anche se ancora sono sotto shock per l'associazione La Reed / Bieber!

In ogni caso mi ha fatto venir voglia di rivederlo...il che per me riferito ad un talent è qualcosa di raro. Per cui gli affibbio un enjoy sulla fiducia, sperando di riuscir a far entrare la prossima puntata nelle corde dei miei commensali!;)


Link al sito di cielo: http://theapprentice.cielotv.it/programmi/x_factor_usa.html

P.s. ho scoperto da sounds blog e dalla scheda di cielo che sono incappata nella stagione 2012...quindi se sapete il vincitore non svelatemelo!

Scandal

Se hai un problema guarda Olivia Pope!


Lunedì scorso ho scoperto che il finale di stagione del mio adorato Grey’s anatomy è alle porte e come ogni anno provo a trovare un valido sostituto anche se so che è una missione impossibile. O meglio “Impossibile” perché fin ora non avevo mai conosciuto Olivia Pope.
Messi in stand-by per un momento vampiri e personaggi del mondo delle fiabe,sono incappata in una puntata di Scandal che ho dovuto troncare a metà per cause di forza maggiore (non mi ricordo quale partita è arrivata a sollevarmi dal divano) e mi sono sempre ripromessa che avrei cercato di capire di cosa si trattava.
Finalmente sono riuscita a vedere l’intera prima stagione e i primi 5 episodi della seconda per un totale di dodici puntante in meno di tre serate. Questo già vi dà il peso della straordinarietà di questa serie, ma non lesiniamo una bella analisi come quelle che si vedono di solito nella mia sezione Serial Tv, per cui ecco i miei validi motivi.
  1. La trama. Come ho detto dimentichiamo il paranormale e ributtiamoci nei giorni nostri fatti di politica, reputazione e crisi. In questo scenario tra il “lusco e il brusco” lo studio Olivia Pope e Associati si muove nell’arena per difendere i propri clienti solo al mero livello legale quanto a quello di reputazione e intrigo. Un po’ perché loro sono prima gladiatori in doppio petto poi avvocati, un po’ perché i loro clienti sono tutti vicini al potere e talvolta sono anche interni alla Casa Bianca ma soprattutto perché Olivia è una splendida spin doctor che sa come trattare l’opinione pubblica. Non a caso è stata allieva di Cyrus, il consigliere del presidente Grant, che in un passato non molto remoto Olivia ha contribuito a far votare dirigendo magistralmente la sua campagna voti per la corsa alla Casa Bianca. Non aspettatevi di vedervi il freddo telefilm di intrighi e basta, qui la parte più interessante è scoprire i vari legami che tengono uniti tutti i personaggi a partire dai gladiatori in doppio petto di Olivia fino al presidente Fitz che lei ha contribuito a far eleggere.

  2. I personaggi. Come avrete capito tutta la storia è basata sul personaggio chiave della misteriosa quanto talentuosa Olivia Pope, interpretata magistralmente da Kerry Washington (vista in Django unchained), che grazie ad un intuito sopraffino e una micidiale dose di coraggio riesce a risolvere casi apparentemente impossibili e soprattutto a far trionfare ovunque il bene. Ciò che è ancora più straordinario di lei è il carattere: tanto deciso quanto dolce e comprensivo. Penso di non sbagliare a vederla come nuova icona del periodo perché anche il suo look (meno eccentrico delle girls di Sex and the city e meno casalingo delle Desperate Housewives) è decisamente da 10 e lode con vestiti e tailleur mozzafiato. Non sottovalutate però il resto del cast. Infatti noterete che molti volti vi sembrerà di conoscerli bene come l’Amanda della prima stagione (che era l’odiosa e arrivista Paris di Una mamma per amica) o Gideon Wallace (si era in Lost) o Cyrus Beene (l’ex papà alcolizzato di Meredith in Grey’s Anatomy) o il presidente Fitz Grant a cui tutti gravitano intorno (anche per me è stata una scoperta capire che era il cattivo di Ghost!). Non solo il vago ricordo ve li farà piacere, sarà il modo in cui sono ben delineati nel carattere, nello stile, come parlano, si muovono e soprattutto come interagiscono tra loro creando un’ancora più interessante e fitta trama che vi porterà spesso a chiedervi quale altra carta abbiano da giocare personaggi così.

  3. Lo sfondo di verità. Puntata dopo puntata mi rendo conto che tra le storie e i personaggi presentati ci sono molti riferimenti ai big della politica statunitense. Il vice con quel taglio di capelli stile Laura Bush, la first lady perfettina che si scopre essere un avvocato con una dose d’ambizione incredibile (molto stile Hilary Clinton), il presidente CIA che viene dimesso dopo aver falsificato una foto, il problema del programma che spia i cittadini americani… insomma sono tutti elementi che rendono ogni storia, perfino la più assurda, credibile e ai nostri occhi abbastanza “scandal” da chiederci come farà Olivia a sistemare tutto per bene.

  4. Le quote di Olivia. Se più di una volta ho decantato i pensieri d’inizio e fine di Grey’s anatomy e adoravo lo slang dei ragazzi di GG, devo ammettere che certe battute di Olivia & co sono veramente da far proprie e da riscrivere ovunque invadendo home di amici e malcapitati che osservano le nostre board “quote” di pinterest! Come non citare la famosa “Io mi fido del mio intuito e il mio intuito non sbaglia mai”, l’esortativa “se non altro ci proviamo” e la stupenda “c’è sempre un’altra carta da giocare”.  Ah! Su pinterest non scherzavo: ho scoperto che esiste un album Scandal con foto e quotes, guardate qua!

  5. L’effetto foto. Si, nonostante sia un serial molto attuale e molto poco colossal (ci pensa la storia a mettere gli effetti speciali) in realtà c’è un effetto filmico che adoro. Di solito viene usato quando Abby (della squadra di Olivia) inizia a spiegare il caso e a presentare il nuovo cliente. Sullo schermo appaiono una serie di fotografie in sequenza della persona che vengono sovrapposte quasi uno sopra l’altro creando un movimento scattoso accompagnato dal classico rumore dello scatto della reflex. Effetto narrativo che ti catapulta nell’indagine in prima persona. Davvero riuscito e davvero coinvolgente. Inutile dirlo che il successivo richiamo sonoro tra una scena e l’altra è qualcosa che definisce e sancisce la caratteristica fondamentale di questo serial.

  6. Il ritmo. Per essere una serie firmata Shonda Rhimes c’è davvero poca musica ma quello che ho notato è che buona parte dei dialoghi mantiene un buon ritmo talmente concitato che alcune volte le canzoni di James Brown a malapena riescono a star dietro ad inquadrature e effetti filmici. Questo è un punto positivo perché lo spettatore non si annoia mai anzi tende a rimanere sveglio e attento a capire se non si è perso qualche pezzetto e magari a superare Olivia nel pensare la soluzione.

  7. L’autore. Vi ho già rivelato il nome dell’autrice sopra…l’avete riconosciuta? È la stessa di Grey’s Anatomy e Private Practice. Devo dire che andando a vedere bene i dettagli di Scandal c’è un bel po’ in comune con il parente ospedaliero come la sigla cortissima, l’idea di avere personaggi così a tutto tondo, donne forti e ambizione ma allo stesso tempo amabili, le relazioni amorose più intrigate ed ostacolate del mondo e quella bella analisi del modo di lavorare in team di una squadra che non è affiatata, di più. Sarà forse questo che mi incanta di Scandal e non mi fa rimpiangere troppo la fine di Grey’s?
Allora cosa dite? Vi affidate all’on demand di Sky o aspettare di vedere la puntata delle 16:15 su Fox Life ogni pomeriggio? 
In entrambi i casi enjoy i gladiatori in doppio petto! :)

P.s. per chi è già fan: keep calm che la terza stagione è stata confermata!

Pagina di Fox life per tutti gli orari:http://www.foxlife.it/scandal
Pagina di Scandal ufficiale (inglese): https://www.facebook.com/ScandalABC
Pagina di Facebook di "Scandal Italia": https://www.facebook.com/pages/Scandal-Italia/398901870120291
Sito ufficiale della ABC: http://abc.go.com/shows/scandal
Pagina su Wikipedia Italia: http://it.wikipedia.org/wiki/Scandal_(serie_televisiva)

Vita da vaschette, nuovo spot di Algida


L'esperimento riuscito!


Immagine presa da Pubblicità Italia
Dopo l’iniziale delusione di Carosello mi sono abbastanza disabituata a guardarlo…ma ieri sera, per puro caso, sono incappata nel contenitore Reloaded e dopo i soliti spot…eccola: la nuova pubblicità dell’Algida.
Concept semplice, grafica pulita e minimal, il nuovo spot Algida presenta “vita da vaschetta” in cui una famiglia di contenitori dialoga sul futuro della figlia che si scoprirà essere una vaschetta di fior di fragola adorata da tutti.  Proprio come le vecchie glorie di Carosello, dopo la storia di un minuto circa, segue lo spot di trenta secondi dal sapore famigliare e amichevole come solo Algida e il suo gelato sanno far pensare.

Mi ha colpito perché finalmente c’è qualcosa di nuovo che ricalca a grandi linee gli ideali del primo Carosello fatto di creatività e storytelling ma non rispolvera qualcosa di già visto o anacronistico come il Jo Condor di Nutella. Interessante anche l’uso del linguaggio: quello de “i genitori”della storia viene ripulito da ogni influsso dialettale e moderno strizzando l'occhio alla funzione educativa dell’epoca caroselliana, mentre alla parte più giovane viene affidato lo svecchiamento fatto di “wow” e “yuppi”.

Questo è un esperimento riuscito visto che al mio gruppo d’ascolto di 5 enni  è piaciuto al punto di tirare fuori il riservato-ai-cartoni “rivediamolo”. Per cui ora sono curiosa di sapere cosa dirà il mio gruppo d’ascolto virtuale. A voi il video da youtube e lo spazio commenti in cui dirmi la vostra mentre io mi chiedo se nelle tre settimane di permanenza faranno anche una seconda versione con altri gusti come fa intendere questo articolo tecnico di Youmark

Enjoy la vita da vaschette Algida.


Carosello Reloaded

Il mito in versione reloaded e il commento da ragazza anni 80!



Uno dei miei primi ricordi televisivi è un enorme ippopotamo blu che ballava e parlava con bambini che gli giravano intorno con i pannolini. Mi ricordo anche che quando ho chiesto cosa ci facesse quell'ippopotamo in uno spot per bambini i miei genitori hanno assunto la classica faccia da “oh che ricordi” e addolciti hanno sospirato: <<Carosello…>> per poi pronunciare la famosa frase “tutti a nanna dopo Carosello”.  Anni dopo all'università tra sociologia della comunicazione, nuovi media e marketing ho capito il vero fenomeno di questo programma tv, culla dei più grandi talenti della storia della pubblicità italiana nonché campo di prova televisivo per registi, attori, miti dell’epoca. Una rivoluzione targata 1957 che per vent'anni ha contribuito a creare l’immaginario, il gusto e l’arte pubblicitaria della nostra nazione. Aggiungerei anche diffondere una certa dose di sicurezza perché si sapeva che Carosello aveva delle regole ferree per dividere siparietto e pubblicità nessuno cercava di abbindolarti senza essere palese. Tutti cercavano idee innovative per accederci altrimenti lasciavi proprio perdere.
Ieri sera, dopo trentasei anni, il cugino 2.0 di Carosello ha debuttato su Rai Uno alle 21.12 con qualche minuto di ritardo che “fa molto divo”. Sigla originale per l’inizio incorniciata da grafica reloaded e puff siamo nel bianco e nero. Dopo qualche secondo capisco che non è novità ma riciclo di una storia frammentata che non fa ridere di cuore come m’immagino abbiano fatto i miei in versione bambini ma mi lascia abbastanza spiazzata. Finita la sequenza contorta del “gigante”, che ci pensa lui, appare il solito spot della Nutella e la mia domanda: “Mamma ma era così?”. Prima dell’arrivo della risposta attacca lo spot wind con tanto di scritta pubblicità nell'angolo. Tale e quale a quanto abbiamo visto in questi giorni. Solo Adam Levine e la sua daylight mi danno un po’ di sicurezza nel caos. Arriva poi lo spot di Eni con la storiella della lucertola alla ricerca di una luce continua. Lì finalmente intravedo qualche sprazzo di racconto dei bambini del ’50 e lo sforzo di Conad di continuare la sua storia della freschezza che nello spot classico è resa in breve. Nel giro di tre minuti si conclude e appaiono le informazioni utili pre puntata commissario Montalbano.
Decisamente mi aspettavo di più. Più glamour, più storytelling, più novità. Forse perché ho assistito al lancio stile primissima tv dello spot di Chanel n 5 girato da Baz Luhrmann nel 2004?   Forse perché sono cresciuta con la lunga storia delle tre ragazze vagabonde della Tim che si facevano inseguire per mezza Italia e dovevi veder lo spot per capire quale sarebbe stata la prossima tappa? Forse perché dopo questo Carosello ho girato su Fox Life e sono rimasta incantata vedendo lo spot Dior che tira fuori le icone del passato nella splendida sala degli specchi di Versailles dicendomi “Questo è reloaded”?
Caro Carosello, mi rifiuto di andare a nanna dopo la tua trasmissione e ti do io (ragazza targata anni’80 e cresciuta a pane e mtv) un consiglio: osa. Osa dando un buon esempio di creatività, storia e innovazione, cerca di dare un po’ di sogno a noi disillusi del 2013. Sei tornato per questo no? Un mito quando torna deve avere un’entrata trionfale in grande spolvero, non un timido approccio. Ce l’ha insegnato Chanel con Baz Luhrmann nel 2004 non possiamo restituirgli il favore? Poi, Caro, se non osi tu che sei un mito e hai fondato l'arte pubblicitaria in Italia chi dovrebbe farlo? Sei tornato per insegnare non per passare inosservato no?
Per cui Caro Reloaded ti aspetto domani alle 21.10 su rai uno sperando che il mio messaggio ti sia arrivato forte e chiaro. Non si accettano altre delusioni.
AGGIORNAMENTO DEL 7/05/13 h 23:27... non ci siamo, il cugino di Carosello prende un not enjoy categorico. Spero che qualcuno in Rai mi ascolti e mi smentisca con i fatti!

Articolo "aspettando Carosello" di Vanity Fair: http://www.vanityfair.it/show/tv/13/05/06/carosello-reloaded-torna-in-tv
Profilo su Twitter: http://twitter.com/CaroselloRai

Made in Jersey

La piacevole sorpresa


Ieri sera come ogni lunedì sera mi sono seduta sul divano alle 20.52 per potermi gustare la mia puntata di Grey’s anatomy e a dir la verità ero anche pronta a scattare sul canale Fox per la prima di Da Vinci’s demons. Purtroppo la mia idilliaca serata da serial addicted è stata bruscamente interrotta dallo schermo blu con messaggio fin troppo chiaro: “NESSUN SEGNALE DALLA PARABOLA”. Dopo un quarto d’ora di panico, stati facebook, ricerca d’aiuto, prove di registrazione fallite e di settaggi vari, sconsolata come non mai mi sono abbandonata a Sky on demand. Quello è stato il momento in cui la serata mi ha regalato due sorprese: la prima è che ho scoperto che ogni puntata di una serie il giorno dopo la sua trasmissione viene rilasciata su sky on demand per un certo periodo, la seconda invece si chiama Made in Jersey.
So che tre puntate non fanno un giudizio su una serie, ma in milanese c’è il detto: “dopo tre piatti è risotto” per cui ecco i punti che mi hanno colpito della serie di Martina Garretti:
  1. trama: siamo a New York e una giovane rampante figlia di italoamericani si fa riconoscere per la sua perspicacia durante una riunione importantissima dello studio legale in cui lavora. Da lì a poco le viene affidato il ruolo da assistente di un caso importante di omicidio. Banale? Per niente perché la Martina Garretti di cui sopra è una tosta senza eguali: in tacco dodici non si fa problemi ad andare a cercare indizi, testimoni, scene del crimine e a ritirare i cupcake per il compleanno del nipote. Divisa tra indagini, arringhe al foro e pranzi della domenica difficilmente si riesce a spegnere la puntata e non essere coinvolti.

  2. i richiami. Con questa espressione voglio dire che guardando le puntate ho intravisto un po’ l’impronta di tanti bei telefilm degli scorsi anni che un po’ ci hanno fatto rivalutare il genere. C’è il sapore di Ally Mc Beal ma con più focus sulle vicende giudiziare che sull’amore e i pensieri dell’avvocato, c’è la sagacia della signora in giallo che va oltre i suoi limiti e fa le indagini in prima persona, c’è l’occhio femminile attento al dettaglio come l’avvocato di Legally Blond impersonato da Reese Whiterspoon ai tempi, c’è l’italianità dei Sopranos ma soprattutto la tranquillità e l’amore della famiglia alla Ugly Betty. Insomma prende il meglio di tutti e lo shackera sapientemente ottenendo un background, un personaggio e una storia appassionante.

  3. L’ambientazione. Più guardo telefilm ambientati a New York più mi innamoro della fotografia che sa sprigionare quella città. Già in Gossip Girl avevo decantato come la città fosse vissuta e ritratta in modo egregio, qui in realtà è più di sottofondo ma quando appare è un’immagine da levare il fiato. Fra l’altro ci fa anche conoscere il modo di vivere appena fuori la grande mela grazie ai continui avanti e indietro della protagonista dalla casa dei suoi in periferia.

  4.  i personaggi. Ovviamente il maggior sforzo è stato fatto per la protagonista che ben coniuga la voglia di ambizione, la passionalità italiana e l’intelligenza fuori dal comune di noi giovani che ci impegniamo a fondo. Non sono da sottovalutare, però, anche i colleghi arrivisti o meno che insegnano l’antica arte del foro e il rigore in netta contrapposizione con il pensare fuori dagli schemi e il ragionamento di Martina, la protagonista. Ho apprezzato poi in particolare il personaggio che interpreta il capo dello studio che alimenta la perspicacia della protagonista e le dona ottime possibilità e insegnamenti. Sarà che Kyle MacLachlan  (ex interprete del marito di Bree in Desperate Housewife) è decisamente ottimo nel ruolo…ma un capo così rende bene nella serie. Ultima menzione va alle “ragazze Garretti” che sono la mamma e le sorelle della protagonista: un po’ Jersey Shore e un po’ toste sono l’esatto completamento del personaggio principale facendo capire da chi ha preso la testardaggine. Proprio nel vedere come è dipinta la famiglia italoamericana di Martina mi ha fatto dare un punto in più alla serie: finalmente non c’è troppo trash, non ci sono delinquenti ma persone che con le nostre caratteristiche italiane migliori affrontano la vita e le vicende spiacevoli con tenacia. Finalmente una sfumatura positiva su noi italiani all'estero!;)

  5. Last but not least: mi piacciono le vicende narrate. Non sono così semplici da far indovinare dopo un minuto il vero colpevole. Sono quel giusto mix di complicato e intricato che attira lo spettatore che alla fine deve sapere perché effettivamente potrebbe essere stato quel tizio e non l’altro e soprattutto come farà la protagonista a farlo arrestare o crollare durante l’interrogatorio.


Insomma sarà l’entusiasmo delle prime tre puntate (anche se non credo si spegnerà così presto) ma questa serie mi piace e merita un enjoy netto per come fa vedere noi giovani, come ritrae noi donne latine e soprattutto perché ci ridà quella forza e tenacia quotidiana che non si vede in tv dai tempi del fantastico Ally Mc Beal. 

Link utili:
Sito ufficiale: http://www.cbs.com/shows/made_in_jersey/
Fox Life: http://www.foxlife.it/made-in-jersey?gclid=CJyy7L6P4bYCFU5b3godW2MAow
Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Made_in_Jersey
Google + : http://plus.google.com/u/0/102728364621024910480/posts

Affari al buio


Il valore degli oggetti dimenticati


Ieri sera, durante l’orario di cena, su Cielo mi è capitato di vedere due puntate di questo nuovo reality o meglio docu-reality: Affari al buio. Come tutti i prodotti di Cielo (che arrivano da Sky) va a seguire quelle realtà che sono abbastanza improbabili ma così caratteristiche da incuriosire lo spettatore. In questo caso ripresi “da vicino” sono un banditore d’aste e quattro suoi migliori compratori. Vi state già immaginando la sala retrò con tutti elegantemente seduti e allineati sulla sedia con paletta in mano? Ecco cancellate questo ricordo e sostituite il tutto con una fila di garage abbandonati, un tizio che spacca il lucchetto e l’intera asta gestita in piedi davanti alla saracinesca aperta dove gli acquirenti che puntano hanno potuto solo “buttare un occhio” al contenuto.

Alcuni garage sono pieni zeppi, altri semi spogli e solo una gran fortuna o un occhio esperto può capire cosa si potrebbe celare dietro tutto quel marasma di oggetti ammassati. Una volta finite le aste solo il vincitore può entrare nel proprio garage, vedere cosa ha acquistato a scatola chiusa e decidere se farlo stimare da esperti o no. Lo spettatore da casa intanto si chiede come diavolo sia possibile agguerrirsi così per un garage che non è stato neanche valutato a priori e s’incuriosisce a sapere quali cose potrebbero avere un valore così elevato da poter ripagare la somma spesa per l’intero acquisto al buio.

Incredibilmente poster anni’70, chitarre e statue di legno di dubbissimo gusto risultano essere i migliori affari e tendono a far fruttare bene gli acquisti di questi moderni Indiana Jones dei box. Caratteristico è anche il modo in cui fanno le puntate: ogni personaggio ha il suo che rende ancora di più il carattere celato dietro alla faccia da compratore. C’è Berry Weiss che già dal nome vi dovrebbe ricordare un sessantenne che non ha smesso di fare il rockettaro piacione e si aggira con un certo savoir faire tra un box e l’altro in attesa di scoprire cosa ha comprato con i suoi guantini a teschio. Accanto a lui c’è Darrell, il duro che punta strizzando l’occhio e cercando di placarsi per poter fare gli affaroni che in realtà si rivelano sempre gran buchi nell'acqua una volta che fa valutare il pezzo trovato. Il più preciso del gruppo è invece l’esperto rigattiere Dave che con la torcetta e il suo accento strano “tip” sulle occasioni migliori per il suo negozio vintage. Mi dispiace solo che sia incappato in una bellissima macchinina giocattolo degli anni’50 che non poteva rivendere perché arrugginita. I due “giovani”, invece, sono la coppia formata da Jarrod e Brandi. Nelle due puntate che ho visto non hanno fatto molto ma ho intuito che loro sembrano più in un casinò che ad un’asta: lei che suggerisce a lui alle spalle in vestitino verde, che incassa i 100 dollari delle scommesse nel reggiseno…fa molto finta bond girl, altro che compratrice! Insomma questi quattro sono uno spaccato dell’America che recupera i vecchi cimeli e si rifà ai suoi tempi d’oro in ogni epoca ed occasione. A voi l'onore di riconoscerli nella foto qui sopra!;)

Giudizio finale? Sarà stato il mio stupore nei confronti delle valutazioni degli esperti (come fa a costare meno un cinematografo di inizio ‘900 rispetto ad una testa di legno orribile degli anni’70?), sarà che tra gli estimatori è comparso il chitarrista degli Aerosmith, sarà che mi ha incuriosito questo ridare un valore a qualcosa di dimenticato in un box ma sono rimasta letteralmente incollata alla tv durante entrambe le puntate. Per cui meritano un enjoy sulla fiducia e una vostra "puntata" per capire se durante quell'oretta di visione avete fatto un ottimo affare o no.

P.s. probabilmente ho beccato una replica ieri sera perchè qui nei siti ufficiali potete trovare gli orari corretti!:)

Sito canale History Channel Italia:http://www.historychannel.it/affari-al-buio#anchor