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Wired next fest


Secondo anno di fila che partecipo a Wired Next Fest e secondo che lo promuovo nonostante qualche piccolo nota stridula. Come mai? Perché? Ne vale davvero la pena? Vediamo insieme le tre ragioni per qui l'anno prossimo dobbiamo metterci in calendario una nuova edizione di wnf e visitarla in lungo e in largo.

Location

Il primo punto a favore del Wired next fest è dato dalla location: la stupenda cornice del giardino Idro Montanelli dietro al museo di storia naturale. In uno spazio raffinato e anche dal gusto retrò fanno capolino in un'area circoscritta i capannoni e chioschetti in cui andare a scoprire l'innovazione passo a passo. L'anno scorso organizzata con molti stand che portavano il concetto tecnologia anche oltre il mondo del pc e abbracciavano la casa e la domotica, quest'anno un po' più spostati sul mondo virtuale di app e videogiochi ma ugualmente interessante.
Con il sole si gira tranquillamente godendo si l'atmosfera rilassata e intrufolandosi negli stand e padiglioni per ascoltare panel o presentazioni di novità.
Ultimo pezzetto di esposizione è sempre all'interno delle mura del museo di scienza naturale che in questo contesto ammalia come non mai chiedendosi se forse non è il caso di organizzare una puntati a e rivedere le sale magari in attesa di uno show come notte al museo.

Primo punto a favore insomma.

Innovazione
Chiara l'idea ma di che innovazione si parla? Non è la fiera dell'elettronica e nemmeno una convention di geek in cui la maggior parte del tempo ci si chiede perché si è finiti lì. È un modo per trasmettere e far respirare innovazione un po' in tutti i campi: dalla musica al mondo online, dai robot alla letteratura, passando per app interessanti, fenomeni del momento e qualche videogioco. L'idea è più cercare di passare la voglia di raccogliere buoni spunti e darsi da fare per cambiare qualcosa...foss'anche il modo di chiedere informazioni. Nonostante l'innovazione si conferma però la necessità sociale di incontrasi, vedersi in faccia e conoscersi portando il tutto fuori dal virtuale e questo è un secondo punto enjoy.

Intrecci con altri mondi

L'abbiamo detto prima: ti trovi Asus con i suoi videogiochi ma anche il camioncino retrò di Ape Panella. L'androide che si arrabbia se non gli dai la pallina da stringere e il fossile del museo di scienza naturale. Il timido nerd e l'ancor più timido YouTuber. La simpatica promoter che ti spiega le innovazioni del prodotto e il presentatore che educa a sorpassare le frontiere e, il mitico Gianni Morandi in veste di social media manager. Tutto s'intreccia e si discute per regalarti una parentesi a contatto con la diverse realtà per istigarti a pensare fuori dagli schemi. Altro punto decisamente enjoy.

Un evento totalmente approvato in cui è bello andare a curiosare di tanto in tanto godendosi la leggerezza delle belle giornate milanesi e sognando con gli occhi aperti! 

Estathé Market Sound



Se c'è una verità legata alla stagione estiva è che l'estate fa sempre e comunque rima con la musica. Che sia l'attenta scelta di una playlist per entrare nel mood allegro delle vacanze o la scelta di un concerto che si è sempre sognato, la musica è la vera protagonista in grado di scandire le giornate e riempirle di quell'atmosfera unica che solo l'estate sa regalare. Quest'anno oltre ai concerti di qualche big e tradizionali kermesse musicali, il 2015 ha deciso di regalare un'esperienza unica per tutti coloro che visiteranno Milano: Estathé Market Sound


Non un semplice evento musicale, non un palco per qualche artista, Estathé Market Sound è molto molto di più. Pensato come un festival innovativo per dettare il tempo alla Milano ospite dell'Expo, l'evento proposto da Estathé propone sei mesi di musica, street food e "smart entratainment" in una cornice d'eccezione come i Mercati Generali che per l'occasione saranno un vero e proprio terreno di incontro tra culture. 

Culture che mixano il sapore della buona cucina di street food (all'altezza dei più gourmand che cercano specialità a chilometro zero), all'intrattenimento di famose band nazionali e internazionali facendo incontrare grandi e piccini in uno spazio che diventa sempre più un "Mall" dove girovagare e godersi appieno l'atmosfera. Addirittura si parla di un'area Fun Park dedicata a piccoli e ragazzi e di show, reading e attività per giovani in affiancamento ai concerti serali e diurni. 
 

Curiosando nel calendario si intravedono tocchi di classe del jazz grazie al Blue Note Sunday Music Village, sonorità indie e in ascesa come gli Sheppard di Geronimo e star chiacchierate come Nicki Minaj e le note soul per eccellenza di D'angelo. Sempre nella line up si scorgono anche gli innovativi Subsonica la dolce Annalisa e il fenomenale Francesco Renga e, a sorpresa, Renzo Arbore facendo capire che è decisamente un festival per tutti. 

Chi ama, invece, scoprire le novità o assistere a eventi musicali a tema l'Estathé Market Sound ha pensato di aggiungere anche il colorato Holi dance festival e la festa irlandese che sarà anche accompagnata da un grazioso mercatino celtico permettendo di venire a contatto anche con una delle culture più divertenti d'Europa.


Insomma se tra i vostri vari weekend milanesi volete aggiungere una pausa di puro divertimento, Estathé Market Sound è il divertimento tutto enjoy da visitare! Chissà magari ci ritroveremo davanti a qualche ape car a cantare tra un morso di qualche specialità e l'altro.


Intanto prendete come riferimento la pagina Facebook per non perdere i concerti in arrivo e aggiungete tra i vostri eventi fb l'Estathé Market Sound!  


Fonte immagini: Antinori Buzzoole

Fiera internazionale dei Sapori a Cesano Maderno

Ad ottobre c'è un appuntamento nel cuore della Brianza che chi si definisce foodie e ama provare le cucine di tutto il mondo non può assolutamente perdere. Parliamo della Fiera internazionale dei sapori di Cesano Maderno che ogni anno travolge la ridente cittadina in quel della Brianza verso il secondo weekend i ottobre di ottobre conquistando i tanti gourmand che la visitano.

Per tre giorni le vie del centro di Cesano Maderno sono letteralmente invase da bancarelle di street food provenienti da tutta Italia, dai paesi di tutta Europa e anche del mondo (si sono state avvistate anche bancarelle di cibo asiatico) in un tour che è un piacere fare e rifare di continuo.

Cena in bianco

La Cap. 6 - Non c'è davvero nulla da dire. C'è solo da essere, c'è solo da vivere. 



La prima volta che ne ho sentito parlare ne sono rimasta affascinata. L'ho, poi, rincorsa per anni e sei diverse edizioni prima di riuscire a farne parte. Cos'è? Uno degli eventi più belli e incredibili con cui si possa vivere la bellezza della città. E cos'ha di eccezionale? Beh è la cena in bianco.

La cena in bianco è uno dei flash mob più famosi in Europa per la sua capacità di far passare un grandissimo insegnamento attraverso i nuovi strumenti offerti dalla tecnologia e, se vogliamo, anche il mondo del marketing con un successo strepitoso. L'idea di base del flash mob è di una semplicità talmente disarmante che riesce a contagiare in pochissimo tempo anche i più asociali e a far ricredere sul potere dei social media anche i più anti Facebook del mondo coinvolgendo e movimentando tantissime persone.

Partiamo, però, con ordine a spiegare cos'è questa cena in bianco che a Milano è organizzata da Cena con me e ogni due volte l'anno richiama centinaia di persone e le riunisce con uno scopo comune totalmente apolitico e stra-umano. 

La cena in bianco inizia con un semplice invito di Cenaconme lanciato in larga scala sulla pagina Facebook. Nell'invito è presente un tema e una mail a cui poter chiedere informazioni ed eventualmente comunicare la propria presenza ma nessun luogo. La location sarà rivelata la sera prima o (come nel caso di quest'anno) nella mattinata del giorno stesso.

Ma questa non è l'unica particolarità: la cena in bianco prevede che gli ospiti portino con sé tavoli, sedie, coperto in ceramica o vetro e cibo per arredare lo spazio urbano esattamente come se fosse il giardino di casa propria o un ristorante di classe. Un pic nic vecchio stile e tanto glamour dato anche dal dress code che prevede un look total white e qualche accessorio particolare (rigorosamente bianco) da indossare. Sono ammessi cappelli, fiori, ali, veli, fascinator e quest'anno è spuntata qualche racchetta da tennis e da bagminton.

Palio del Chiaretto

Il rosa che piace e sorprende!



Spesso quando si progetta una fuga di un weekend per staccare la spina ci si perde a fare chilometri e chilometri o a sottovalutare piccoli posti vicini che invece nascondono dei tesori. I più grandi tesori del Nord Italia, in particolare, sono concentrati nella zona del Lago e uno di quelli che merita di essere visitato almeno una volta all'anno è il Lago di GardaDalle rive azzurre e costellato di tanti paesini chic, il Lago di Garda è la culla di uno degli eventi più divertenti a cui partecipare: il palio del Chiaretto


Organizzato ogni anno sul lungo lago della fenomenale Bardolino, il palio del Chiaretto invita tutti gli ospiti del lago a riunirsi per assaggiare il rosé più famoso della zona e passare da uno stand all'altro brindando alla vita. 

Ho scoperto questo evento per caso mentre giravo per le vie di Bardolino con amici e immediatamente ci siamo ritrovati catapultati in un'assoluta festa sulle tinte del rosa in cui le case del famoso vino della zona hanno dato vita ad un piccolo villaggio da visitare. Altra particolarità degli stand a forma di casa erano gli addobbi: tutti diversi ma tutti sui toni del fuxia e appunto del rosa in onore del colore del famoso vino. 

Durante la passeggiata è possibile acquistare un bicchiere, girare per le varie case vitivinicole e assaggiare i diversi tipi di Chiaretto (in genere spumante o vino semplice) facendo un aperitivo itinerante e di stile. C'è anche la variante aperitivo chiamata Chiaré con foglie di menta per poter stuzzicare gli appassionati dei cocktail. 

Peccato aver scoperto dopo che il Palio del Chiaretto si tiene dalla fine di maggio al 2 giugno. Di sicuro, però, ho trovato una data certa per ritornare a visitare la stupenda Bardolino l'anno prossimo e a girovagare armata di reflex tra l'evento del "Rosa che piace".

Su i bicchieri ed Enjoy il Palio del Chiaretto!


P.s. le foto sono state fatte con lo smartphone perché la giornata prevedeva tappa a Gardaland e niente reflex... 

Museo Nazionale del cinema di Torino

Per divertirsi e trovare una nuova prospettiva


Torino è una di quelle città che non si considera mai come una meta da visitare. Invece ogni volta che ci si capita, si ha un insieme di chicche nascoste tutte da esplorare. Una di queste è nascosta proprio all'interno del suo simbolo, la Mole AntonellinaDi cosa sto parlando? Ovviamente del Museo del cinema di Torino che racchiude un bellissimo percorso alla scoperta della settima arte

In una cornice assolutamente da mozzafiato, il museo del cinema di Torino propone un percorso che parte sin dai primi rudimentali esperimenti per di ricreare delle ombre su una superficie e poter animare le storie tramandate a voce. Quello che viene definito pre-cinema che comprende anche esperimenti, lanterne magiche e scatole ottiche che definiscono l'archeologia del cinema fino ad arrivare alle prime sperimentazioni di analisi del movimento e il bellissimo corto dei Fratelli Lumière che lanciò definitivamente il cinema. 

La seconda parte invece è tutta dedicata alle locandine che hanno reso grande il cinema, intervallato da allestimenti che descrivono i vari passaggi e mondi dell'arte che stanno dietro a qualsiasi film. Dagli studios alle dive, dal ruolo dello sceneggiatore a quello dei costumi. In questo angolo si ha anche il piacere di vedere dal vivo i costumi realizzati per Gangs of New York con qualche effetto speciale svelato...come vedete dalle foto del post!

Il grande goal del percorso però è nel finale. Infatti l'ultimissima grande sala, che accoglie anche l'ascensore per arrivare in alto al monumento, è popolata dai più bei set riprodotti in ogni angolo della stanza. Attraversandoli ci si ritrova in un saloon, nella casa di una vecchia zia, in un laboratorio...e così via fino ad uscire addirittura da un frigo!

Decisamente un luogo in cui vale la pena perdersi per comprendere la bellezza e il lavoro che sta dietro alla magia del cinema che riesce sempre ad incantare spettatori su spettatori ad ogni proiezione. Ovviamente poi è un giro che fa divertire grandi e piccini giocando con gli elementi della luce, della prospettiva e della fantasia. 

Un enjoy a pieni voti per chi ama unire un pizzico di cultura ai propri vagabondaggi in giro per l'Italia! 

Per guardare orari, informazioni utili e di tutto di più ecco il sito ufficiale del museo: www.museocinema.it



Ps: Per chi non è così pigro e ama le vedute mozzafiato o vuole giocare con la prospettiva è decisamente consigliato prendere anche l'ascensore panoramico e godersi la veduta di Torino da tutte le angolazioni possibili...come in questa mia foto qui sotto!




Juventus Stadium

Se si è nei pressi di Torino...


Se ci si ritrova a Torino per un weekend a passeggiare in lungo e in largo e si ha un compagno di viaggio juventino come non si può organizzare una tappa allo Juventus Stadium? Questo è quello che mi è successo qualche domenica fa quando mi sono ritrovata catapultata in un tour alla scoperta della storia di una delle più antiche società calcistiche italiane.

A pochi chilometri dal cuore di Torino sorge la nuova "casa" Juventus dove, oltre ad uno stadio avveniristico, ospita un museo che racconta la storia della squadra sin dagli arbori quando due cugini si sono riuniti per creare un club dedicato ai giovani amanti dello sport.

Passo dopo passo e teca dopo teca si scopre come la passione per questo sport importato dall'Inghilterra (eh si sembra che il calcio sia nato proprio lì) sia diventato il vero motore della passione per ogni giocatore che è entrato nella Juventus. Con una tecnologia all'avanguardia e una spettacolarità che permette ad ogni visitatore di ritrovarsi in capo come il proprio idolo o a scambiare due chiacchiere con gli allenatori virtuali, il tour dello Juventus Museum è divertente e pieno di aneddoti.

Se si capita, come è successo a me, in una mattinata pre-partita è possibile comprare un biglietto che oltre all'accesso al museo garantisca anche un tour completo per lo Juventus Stadium. Sarà stato che la guida era particolarmente brava o il fatto che il nostro gruppo abbia avuto la doppia fortuna di incontrare il presidente Andrea Agnelli e vedere gli spogliatoi allestiti...ma decisamente è stato un tour da enjoy.

Siamo riusciti a vedere tutto, dall'ingresso degli abbonati top fino agli spogliatoi, passando a bordo campo e per le sale dedicate ai giornalisti e le conferenze stampa. Il tour dello Juventus Stadium è decisamente pensato per far sentire ogni ospite a casa illustrandogli ogni singolo dettaglio bianconero per il piacere di ritrovare un giusto mix di tecnologiadesign e passione calcistica.

Accogliente, simpatico e soprattutto un'esperienza unica per qualsiasi Juventino che si appresti a scoprire la casa della sua squadra del cuore. Se invece siete si e no simpatizzanti? Beh per voi decisamente sarà una sorpresa scoprire che lo Juventus Stadium è stato curato nel minimo dettaglio per essere, non solo casa Juventus, ma anche un'opera di design al servizio di qualsiasi evento aziendale si voglia organizzare.

Altra grande scoperta è vedere come l'idea del tour e del museo siano incentrate sul far vivere l'esperienza più che semplicemente visitare il luogo. Addirittura per far vivere più pienamente l'esperienza di "entrata" sul campo anche a chi non può visitare lo stadio alla fine del museo, è stato installato un corner altamente tecnologico che permette al tifoso di scendere in un campo 3D e vivere l'esperienza di vittoria con la propria squadra.

Decisamente una bella idea per passare una bella giornata a contatto con la propria passione e... per non essere lasciate da sole di domenica per vedere 22 uomini che corrono dietro ad un pallone!

La Scala di Milano

La scoperta del passato



Tante volte ci dimentichiamo dei piccoli tesori che nascondono le nostre città. Siamo talmente impegnati a trovare qualcosa di nuovo ed entusiasmante che non ci accorgiamo delle pietre miliari della nostra realtà. Una di queste pietre miliari è La Scala, il famoso teatro di Milano.

Teatro storico che gode di fama internazionale per tutti gli appassionati di lirica e balletto, La Scala si trova a pochi passi dal centro e dal quadrilatero della moda che ogni anno incuriosisce molti fashionisti e turisti di tutto il mondo. Al suo interno oltre al palco che ha visto le esibizioni di grandi nomi (da Maria CallasRiccardo Muti, da Nureyev alla Fracci e Bolle), un museo che conserva i più grandi cimeli e aneddoti della lirica e del balletto.

Un mondo completamente sconosciuto per la maggior parte dei milanesi che non hanno mai varcato il portone del sobrio teatro, tempio della lirica Italiana. A sorpresa, però, è possibile andare a visitare il teatro con una guida che accompagnerà il gruppo tra i saloni raffinati e i palchi permettendo di vivere un'esperienza scaligera ricca di aneddoti, tradizioni e curiosità.

La bellezza dell'interno riflette un po' il tipico carattere meneghino fatto di sontuosità austera che tende a non mettersi in luce ma farsi ricordare dolcemente. Infatti come ci ha raccontato la favolosa Corinne (la guida), La Scala è uno dei pochi teatri lirici che sin dall'architettura tende a immergersi completamente nella città. Non ha ingressi sontuose, vie che aprono davanti a lui per presentarlo in modo glorioso come accade per esempio all'Operà di Parigi, ma una semplicità che incornicia la perfezione. Elemento non da poco che racchiude appunto una filosofia di pensiero che lo rende unico al mondo per gli intenditori di balletto e lirica e per i milanesi che l'hanno visitato. 

Unica pecca? Purtroppo buona parte del museo racchiude moltissimi cimeli della lirica (dal calco del viso di Verdi ai vari oggetti delle rappresentazioni, come quadri dei grandi artisti) ma poco del mondo del balletto che l'ha reso comunque celebre. Non disperate, però, gli organizzatori de La Scala tendono a creare di tanto in tanto mostre dedicate al mondo delle scarpette a punta e della leggiadria. Non rimane che tenere sott'occhio il sito e cercare il giorno giusto in agenda per enjoy uno dei pezzi miliari che fondano la storia della capitale meneghina

P.s. se vi interessa il tour ecco il sito: http://www.teatroallascala.org/it/index.html

Warhol a Milano: la mostra da non perdere nel 2014





People need to be made more aware of the need to work at learning how to live because life is so quick and sometimes it goes away too quickly.

Le persone hanno bisogno di essere più coscienti del bisogno di lavorare su come vivere perché la vita è veloce e qualche volta scappa via troppo velocemente.
Andy Warhol


Ve l'ho annunciato con foto sulla pagina di Facebook e vi ho solleticato l'idea di aggiungere un po' di pepe alla sezione "events" ancora inesplorata...e finalmente ecco il post dedicato alla mostra di Warhol a Milano. Mostra che merita per moltissime ragioni e che decisamente deve esser un appuntamento da segnare sulla vostra nuovissima agenda 2014! Perché? Ecco 5 buoni motivi per visitarla:


1 La cornice

La mostra di Warhol a Milano si tiene in uno dei palazzi più belli del centro ma che buona parte dei milanesi non conosce o non ha mai visitato. Palazzo Reale si trova subito a destra del Duomo e sin dal suo ingresso colpisce per lo stile regale ma allo stesso tempo non troppo sfarzoso dando un'idea ben precisa della vera essenza di Milano. Illuminato dal sole invernale, poi, ha quella leggiadria e bellezza unica che ben contrasta con l'arte pop di Warhol e Pollock o, come meglio recita il cartello tra le due ali del palazzo, dell'"autunno americano". Decisamente un posto da vedere almeno una volta nella vita.




2 L'esposizione

Sono esposte tutte le opere della collezione privata di Peter Brant che, non solo è un grandissimo collezionista di arte contemporanea, ma è stato amico di Andy durante il periodo della Pop Art contribuendo con l'acquisto di veri e propri capolavori che sono passati alla storia come la famosissima Campbell’s Soup.
Sistemate in un percorso di circa due ore, si possono ammirare sia quadri che qualche scultura come le famose polaroid che erano alla base di molte sue opere commissionate (con cui Warhol fece gran parte della sua fortuna) per un totale di 150 pezzi unici a disposizione degli ospiti. 







3 Le quote






Quà e là tra un dipinto, un autoritratto e una scultura pop spuntavano le bellissime quote di Andy Warhol che permettono di conoscerlo o riscoprirlo come personaggio dandogli un'aurea a 360°. Molti di noi, infatti, conoscono il pensiero di Warhol sintetizzato nella famosa "In the future everyone will be famous for 15 minutes" ma in realtà ne esistono molte altre che riescono meglio ad interpretarne la filosofia e il pensiero geniale che si adagiava sulla superficie dei suoi quadri. Dalla riflessione sulla Coca Cola e il suo potere di rendere tutti uguali, all'importanza del denaro fino ad arrivare all'esaltazione della vita in tutti i suoi colori e le sue forme. Totalmente diverso dai personaggi anni'60 e '70 che costellano il nostro immaginario, positivo al massimo e grandissimo comunicatore del nostro tempo, del mondo e della verità.


4 L'audioguida


Di solito alle mostre mi piace più gironzolare in giro e leggere dei vari quadri ma devo dire che l'audioguida di questa mostra è davvero un valore aggiunto. Tra un racconto, la voce del doppiatore di Warhol e il commento del critico d'arte Francesco Bonami si riesce a leggere ogni opera in modo divertente ed esclusivo uscendo dai soliti canoni di storia dell'arte cogliendone l'immediatezza e leggerezza astuta che contraddistingue la pop art. Per questo di passo in passo si ha la sensazione che Warhol sia sempre di più un amico di vecchia data che il mito geniale dell'arte contemporanea. 
Altro punto a favore che molte mamme apprezzeranno: esiste un percorso dedicato ai ragazzi dai 6 in su in cui l'audioguida racconta con scherzo e sagacia i quadri migliori dei 150 esposti e diverte anche loro senza appesantirli con discorsi "da grandi" ma regalando qualche aneddoto epurato da qualsiasi retroscena un po' troppo scabroso. Lascia, però, un avvertimento un po' ribelle: "amate la vita, sentite musica rock e disegnate il più possibile". Da zia confermo che è un buon suggerimento... voi da mamme che dite?

5 Le scarpe


Non sono impazzita: l'inizio della carriera di Warhol è stato diventare pubblicitario per le più grandi riviste di moda all'avanguardia dell'epoca (leggi le Bibbie del fashion come Vogue e Harper's Bazar) e buona parte delle sue prime immagini pubblicitarie erano proprio dedicate alle scarpe. Nella prima sala infatti si vedono i primi esempi in oro finemente decorati e con quell'aura di bellezza e regalità ben lontana dalla vivacità dei colori ma che a primo colpo fa innamorare qualsiasi fashionista che si rispetti e qualsiasi donna! Solo nei quadri maturi si trova qualche scarpa in technicolor ma è sempre resa fascinosa dai brillantini sullo sfondo della tela a coronare l'oggetto del desiderio in assoluto.


Praticamente è un'esposizione in cui ognuno troverà almeno un'opera di cui innamorarsi, in cui si scoprirà il genio della comunicazione associato all'uomo che si divertiva a vedere le cose da lontano e in cui il vostro animo assorbirà la positività e la forza del colore. Un invito a vivere la vita, a vedere le cose nel proprio modo, non vergognarsi di momenti di assoluta superficialità e...enjoy delle opere di uno dei migliori artisti degli ultimi tempi. 
Decisamente un evento da vivere e da segnare nell'agenda 2014 se ancora non l'avete fatto!

Per cui ecco il sito con tutte le informazioni da sapere prima del 9 marzo quando la mostra chiuderà: http://www.warholmilano.it

Robbie Williams - Take the crown tour


Spettacolo nello spettacolo


Il mio biglietto a sorpresa!
Premettiamo che non volevo usare questo blog per parlare di eventi perché difficilmente si possono consigliare e far rivivere a qualcuno visto che per loro definizione succedono nell'ora e mai più. In questo caso però devo davvero trasgredire e raccontarvi dell'esperienza meneghina nella bellissima cornice di San Siro con lui, l'unico ed inimitabile, Robbie Williams.

Ufficio accaldato, pc che fa i capricci, 18:05: il mio cellulare suona e arriva l'invito, del tutto inatteso,a sostituire un'amica che non poteva andare al concerto per cause di forza maggiore. Dilemma: serata a casa a leggere scartoffie o sfacchinata fino a San Siro canticchiando Millennium? Credo di aver preso la decisione più veloce della mia vita e di essermi organizzata nello spazio di 5 secondi totali.
Dopo la chiusura definitiva di pc, arraffo borsa e annuncio con gioia pura ai colleghi che Robbie mi aspetta e take the crown.

Si il tour si chiama esattamente come l'ultimo disco lanciato dalla zuccherosa Candy. Per
questa ragione ad accoglierci sul palco la sua testa dorata posizionata sopra la band che ci ha tenuto sulle spine fino alle 21.00 quando tutto d'un tratto un esserino è apparso dopo aver cantato hey oh e si è lanciato giù verso di noi. Un volo davvero acrobatico altro che storie!
Il palco prima del concerto

Decisamente acrobatico è il  termine giusto per introdurre Robbie che ho scoperto essere non solo un bravo ballerino ma una persona con l'argento vivo addosso: ogni due per tre un ballettino, una Beyoncé a suo modo, un avvinghiarsi alle varie teste che apparivano sul palco come coreografia e sopratutto una voce che ha retto a salti e a tutto.

Per i maligni che sono arrivati fino a qui a leggere ho il piacere di annunciare che era la sua voce e non era assolutamente playback perché Robbie quando canta ha due vizi: il primo è quello di rallentare le parole cercando di cogliere in fallo i fans e il secondo è canticchiare canzoni di altri come Britney Spears e White Stripes per riempire i vuoti. Particolare menzione poi a mio giudizio va per l'annuncio finale di Angels cantato sulle note della stupenda My Way di Frank Sinatra. Ho ancora i brividi a ricordare lo stupendo momento.

Devo anche ammettere che tra tutti i concerti che ho visto questo mi ha anche stupito per un altro fattore: più la scaletta si evolveva e arrivavano i pezzi miliari della carriera di Robbie e noi 75000 li cantavamo mi sono resa conto che la maggior parte oltre ad essere poesia diventano veri e propri mantra per riscattare lo spirito e darsi una giusta scossa nell'animo. Lo è il punto di She's The one dove Robbie ha insistito a farci fare gli acuti su SMILING e FLYING, la frase "just relax iş what Jesus would do" e ancora "I just wanna feel real love and love every after" da cantare rigorosamente a squarcia gola.
Coreografia base in attesa di palloncini, stelle filanti,
fuochi d'artificio, teste e gli sketch di Robbie!
Più continuava il concerto più ci si rendeva conto di essere davanti ad un vero e proprio fenomeno che oltre a commuovere e scuotere le masse le fa divertire con simpatici sketch lasciandole andare a casa convinte di aver trovato in lui un amico di vecchia data, come succede con tutti i grandi.

Inutile dirlo che vi consiglio già ora di metter via, centesimo dopo centesimo, i soldi per comprarvi il biglietto per il suo prossimo concerto e enjoy quel fenomeno di uomo che è Robbie. Se invece siete ancora scettici chiudete gli occhi e schiacciate play al video stra amatoriale qui sotto.