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The judge



Un gran film


Ci sono sere in cui è bello riprendere in mano la lista dei film che si sono persi durante la stagione precedente e sceglierne uno in grado di toglierti la soddisfazione di averlo visto. Tra quelli della stagione 2014 decisamente The Judge è il film che riesce a dare questa sensazione dando anche la soddisfazione di aver visto un gran bel film. Entriamo però nel vivo della critica e capiamo perché The Judge con Robert Downey Jr e Robert Duvall oltre alla bravissima Vera Farmiga arriva a prendere questo tanto sudato titolo.

La prima cosa che colpisce di The Judge è la curiosità di vedere un cast così intenso unito in quella che sembra essere la classica storia tra figlio scavezzacollo e padre esigente. Interessante notare anche come i personaggi siano delineati con sfumature inaspettate assegnando un'intelligenza fuori dal comune al figlio avvocato di Chicago e una rigidità inspiegata al padre buon giudice di provincia. In un quadretto di opposti si staglia il resto della famiglia dei due che porta sullo schermo delle sfaccettature aggiuntive del problema consegnando tanti punti dove lo spettatore inizia a fantasticare sul finale. Una dote che, si sa, solo i grandi film riescono ad avere.

Non è solo l'interpretazione di Robert Downey Jr o quella di Robert Duvall o ancora di Vera Farmiga (sempre piacevole scoperta del cinema USA) che dovrebbe convincervi ma l'analisi di un problema generazionale unito all'investigazione tipica della legislatura americana. Si ha un padre giudice irreprensibile con anni di carriera invischiato in uno strano incidente d'auto e un figlio, ex ribelle, ma straordinario avvocato che tutti vorrebbero che viene rinnegato finché non diventa l'unica salvezza. Salvezza per il giudice, per la famiglia ma anche per la comunità che per la prima volta riesce a vedere la verità nel senso giusto.

Una trama più complicata del previsto, ricca di riflessioni ma soprattutto accompagnata da una fotografia spettacolare che, come al solito, fa innamorare lo spettatore del paesaggio da sogno dei film americani.

Cast, trama e fotografia. Ecco i tre grandi elementi di qualità di The Judge che lo candidano ad essere il film perfetto per le sere in cui si cerca una pellicola in grado di emozionare come solo il grande cinema sa fare!

Iniziate a enjoy questo film proprio dal trailer qui sotto

Melodramachic di Tess Masazza




Ti accorgi che un fenomeno è tale quando dopo qualche apparizione sulla bacheca sembri non farne a meno e inizi ad indagarne di più. Quando scopri che oltre a te anche altri mille mila stanno iniziano a fare ricerche, commentare e mettere like allora fai la prova del 9. Prendi colleghi a caso con stili totalmente  e diametralmente differenti e gli sottoponi lo stesso fenomeno e vedi le loro reazioni. Nel caso dei video di Melodramachic creati e con protagonista Tess Masazza c'è stata l'unanimità: tutti convinti che sia stratosferica. Chi è però questa ragazza e cosa combina per mettere tutti d'accordo?

Tess Masazza è un fashion editor, attrice e figlia di fotografa che, dotata di una bellezza impressionante, si ritrova ad essere ragazza nel mondo di oggi tra mille cose da fare e mille aspettative. Come tutte noi ha un manie, lamentele da fare e piccole grandi sfide da vincere ma... spesso il risultato non è quello da perfetta ragazza patinata o youtuber incallita, anzi. Da quest'idea e dalla volontà di trovare un altro modo dove sfogare le sue "lamentele", Tess Masazza ha creato un vero e proprio format in grado di convincere anche i più scettici.

Video dopo video, Tess racconta piccoli episodi di manie, modi di fare, disperazioni e spaccati di vita comune con cui tutte le donne hanno a che fare ma rendendole estremamente comiche. Scenette esasperate e portate all'estremo che fanno ridere però con naturalezza e far ammettere qualche piccolo difetto anche alle regine della perfezione. 

Più si guardano i video più Tess è trascinante con il suo accento filo francese e la bellezza da ragazza copertina che si confonde con la smorfia dell'attrice comica che la fa adorare a ragazze e ragazzi. Tanta autoironia che si mescola in un racconto semi serio su facebook, instagram e youtube celebrandola come Drama Queen...ma anche una di noi. 


Proprio questa caratteristica batte 1 a 0 le critiche e da di melodramachic un fenomeno web apprezzato. Tess appare vera e coerente. Anche nelle scene dove è perfetta come appena uscita da una copertina e tira fuori la battuta perfetta per farti dire: "Si si è ancora lei". L'amica e l'insopportabilmente donna con cui andresti a ballare e finiresti a farle un brindisi in suo onore. 

L'anti Carrie e la moderna Ally Mc Beal, Tess Masazza con astuzia e sagacia vi conquisterà e per una volta anche i maschietti ammetteranno che una donna, proprio con i suoi difetti, è un mito. 

Per cui se volete lasciarvi trascinare da questo fenomeno web destinato a crescere e regalare soddisfazioni autoironiche eccovi uno dei video migliori di Tess Masazza tutto da enjoy


Una notte in giallo

Una sfortunata serie di eventi tutta da ridere!


Comincia un nuovo anno cinematografico e allo stesso tempo si inizia a ripescare dalla lista dei film che non si sono riusciti a vedere nel corso dell'anno precedente. Uno di questi casi è la commedia una notte in giallo con protagonista la bionda Elisabeth Banks, apprezzata per i suoi look stravaganti in Hunger Games.

Fiera internazionale dei Sapori a Cesano Maderno

Ad ottobre c'è un appuntamento nel cuore della Brianza che chi si definisce foodie e ama provare le cucine di tutto il mondo non può assolutamente perdere. Parliamo della Fiera internazionale dei sapori di Cesano Maderno che ogni anno travolge la ridente cittadina in quel della Brianza verso il secondo weekend i ottobre di ottobre conquistando i tanti gourmand che la visitano.

Per tre giorni le vie del centro di Cesano Maderno sono letteralmente invase da bancarelle di street food provenienti da tutta Italia, dai paesi di tutta Europa e anche del mondo (si sono state avvistate anche bancarelle di cibo asiatico) in un tour che è un piacere fare e rifare di continuo.

#ALSicebucketchallenge

Il fenomeno ghiacciato a fin di bene






Apri la bacheca di Facebook convinta di essere sommersa di foto di Rodi, Santorini, Formentera e ti ritrovi Gwen Stefani con un con un simbolo di Play. Apri Instagram e Cara Delavigne ha pubblicato un video sotto una cascata e nomina Selena Gomez. Ritorni su Facebook e appare David Backham in ginocchio con sempre il simbolino del play esattamente come Lady Gaga, Valentino Rossi e Jessica Alba. 
Ma perché ogni nostro social è invaso da video di personaggioni famosi che neanche sapevamo di seguire?

Jack Reacher


Cosa si fa quando si è colpiti da un'assurda pioggia estiva e non si sa cosa fare? Ovviamente si scorre la lista dei film non visti della stagione precedente e si sceglie qualche titolo da recuperare. Ecco quindi come è iniziata la mia visione di Jack Reacher con Tom Cruise in grande spolvero!
Devo ammettere che ero un po' carica di aspettative avendo sentito qualche amica che parlava di grande film e recensioni positive che purtroppo non sono state pienamente confermate; ma si sa le aspettative sono i peggiori nemici di una critica no?

Big wedding

Il matrimonio da ridere

Se al cinema ritrovi un cast stellare tra cui Diane Keaton, Robert De Niro e Susan Sarandon ci si può rifiutare di comprare il biglietto? Ovviamente no e da brava cinematic mi sono prenotata il mio posticino per il matrimonio dell'estate: Big wedding

Tutta in ghingheri e dall'alto del mio look casual chic da invitata mi sono lasciata trasportare dalla trama e sono arrivata ad una conclusione: se prendi un cast così basta una trama semplice per scucire una bella risata e qualche riflessione di fondo che ti lascerà andare a casa con un sorriso e il pensiero che alla fine tutto si sistema, anche l'impensabile. Facciamo, però, un passo indietro.

Buffa racconta storie mondiali

I mondiali visti da una nuova prospettiva


Ogni quattro anni succede sempre lo stesso: s'inizia a parlarne un po' in sordina, si cerca di capire chi del gruppo di amici è favorevole e chi è contro, si iniziano a capire gli orari, ci si organizza e in pochi secondi scatta impetuosa come non mai. La febbre da mondiale. Quella voglia di godersi una serata tutti incollati ad uno schermo a condividere grandissime sensazioni. La sicurezza che tutti capiscono il tuo stato d'animo. L'atmosfera che diventa surreale in attesa dell'urlo. Quell'urlo che scoppia per i goal e le azioni più belle. 

Siamo tutti tifosi sotto sotto. Anche se non lo diamo vedere e anche se consideriamo il calcio un noioso sport che papà e fidanzati ci obbligano a sorbire ogni domenica. La Nazionale, però, è diversa e lo sono anche i mondiali. 

Sky sport quest'anno ha deciso di creare una preparazione unica per gli appassionati di calcio: il racconto dei più bei mondiali di tutti i tempi narrato dall'incredibile Federico Buffa
La serie, in onda ogni sabato alle h 23:30 su Sky sport HD e in on demand fino a fine luglio, s'intitola Federico Buffa racconta storie mondiali e mira a raccontare i personaggi, i goal e i momenti storici che hanno contraddistinto i Mondiali più belli della storia. 

Con un ritmo incalzante, scandito da jazz in studio e musica iconica dell'epoca che sta raccontando, Federico Buffa sapientemente unisce aneddoti della storia del calcio a quella della musica, politica e culturale delle squadre che sono nella memoria dei tifosi e degli appassionati.

10 puntate speciali che difficilmente riescono a distrarre il tifoso e a non attrarre il profano di calcio che inizia a vedere dietro ad una coppa e 11 omini che corrono una filosofia e un riscatto sociale solamente ipotizzato. Ogni puntata parte con un piccolo incipit che cattura per poi dispiegarsi sui grandi nomi, fotografie, spezzoni di dirette, facendo trepidare lo spettatore come all'epoca.

Si rivivono le lacrime quando il grande Roberto Baggio sbagliò il calcio di rigore in USA '94. Si ritorna alla "Manos de Dios" di Maradona. L'ebbrezza della vittoria di Berlino nel 2006 in cui tutti ci siamo stretti intorno a quel "vogliamoci bene". Grandi momenti, raccontanti da un narratore unico, Federico Buffa, che mostra un nuovo punto di vista che va oltre al calcio fondendolo con la cultura umana espressa solo nei più grandi eventi collettivi come suggeriscono i più grandi sociologi. 

"I mondiali hanno scandito i tempi della nostra vita, e scandiranno quelli di chi verrà"


Sigla Federico Buffa racconta i Mondiali - Sky... di oldbritishfootball

Con questo incipit, che apre tutte le puntate della serie, non rimane che sventolare la bandiera Enjoy e invitarvi a recuperare le puntate per far salire la febbre mondiale in attesa di quel momento. Quell'unico istante in cui inizieremo a tifare solo ed unicamente per la nostra grande maglia azzurra!

P.s. ragazze non tifose: vi assicuro che per una volta il calcio è raccontanto con una voce ammaliante e non la solita telecronaca che o innervoscise o fa dormire. Provare per credere!



Ti sposo ma non troppo

Un film semplice e ben fatto

Eccoci al primo film italiano dell'anno. Scelto più per caso che per altro, Ti sposo ma non troppo è una commedia che stupisce lo spettatore. Si perché dietro una storia dall'intreccio abbastanza semplice si cela un brio, la recitazione una cura del dettaglio decisamente notevoli che non si direbbero al primo sguardo.

La storia è un intreccio abbastanza classico dove un ragazza lasciata sull'altare (Vanessa Incontrada)per superare l'evento si reca nello studio di un professionista che però,all'insaputa dei suoi pazienti è scappato in Sudamerica. Ad aprirle la porta un fisioterapista single (Gabriele Pignotta) che si finge il grande professore e con tanto amore la cura meglio di qualsiasi psicologo. Ad intrecciarsi a questa coppia la storia di Carlotta (Chiara Fracini) e Andrea che, prossimi al matrimonio, si riscoprono via web senza saperlo.

Vanessa Incontrada, nel ruolo della disperata Andrea, porta una bellezza e semplicità al ruolo che vien voglia di conoscerla nella realtà e la si riscopre piacevolmente come attrice dimenticandosi la sua carriera da showgirl. Nel ruolo del finto psicologo, invece, l'autore della scenografia: Gabriele Pignotta. Bravissimo sia per aver scritto un soggetto scorrevole e sorprendente quanto basta che per il tipo di recitazione che coniuga naturalezza con il sense of humor intelligente e spontaneo. Straordinaria, invece, nel ruolo comico della vicina Carlotta, Chiara Fracini che sorprende con il suo accento, le freddure e il look spigliato che la contraddistinguono sin dai tempi de 

Un film curato anche nei colori e nella sceneggiatura che non stona in una serata tranquilla in cui si vuole qualcosa che ci faccia sorridere e riscoprire la bellezza dei sentimenti. Un film pulito e dolce che si vede con piacere al cinema e che non sfigura nella propria videoteca da tenere a portata di mano ogni volta che si cerca un pizzico di humor e qualche consiglio pratico per star bene.

Enjoy a partire dal trailer qui sotto!



P.s. se vi state chiedendo dove avete visto prima Gabriele Pignotta la risposta è che è un autore di cinema, tv e teatro poi ha recentemente aggiunto la recitazione nel suo portfolio. Se volete scoprire qualche altro suo film da sceneggiatore affidatevi per esempio a Sotto una buona stella con Verdone. 

Suor Cristina e le sfide di The Voice



Nuovo fenomeno? 


E' da un po' che non scrivo di musica e che non porto un po' di ritmo qui su Enjoy. Per ritornare a parlarne un po' ho scelto l'argomento di cui tutti ultimamente parlano e su cui molti si scaldano: la presenza di Suor Cristina a The Voice.

Una suora con voce degna delle più alte note gospel che senza paura affronta il mondano programma come se fosse una sorella di Sister Act. A far il ruolo di "suor Maria Claretta" alias Woopie Golberg, l'impertinente J-ax che come coach la promuove come la sua mosca bianca commuovendosi su i suoi acuti unici e entusiasmandosi come il resto del pubblico guidato dalle sue consorelle.Tolti i cliché, le facce attonite della Carrà nazionale, i riferimenti a "diavolo e acqua santa", com'è la suora siciliana al canto? 

Decisamente stupisce perché unisce la freschezza dei 25 anni e dei gusti musicali soul con la forza di un vero dono nel canto e, come dice Piero Perlù, energia allo stato puro. Dal vivo effettivamente trasmette una buona carica e, anche se l'inglese talvolta vacilla, le note e la voce ben impostata riescono a regalare delle buone emozioni. 



Fin ora le canzoni da lei scelte sono la bellissima No One di Alicia Keys, la frizzante Girls Just wanna have fun di Cindy Lauper e la difficilissima Hero di Mariah Carey che ha cantato tutte con il giusto savoir faire senza essere troppo morigerata o troppo scafata come si vuole agli interpreti dei reality show quando salgono sul palco e vogliono strafare per farsi notare.

Un inno alla semplicità che continua a stupire Noemi, Raffaella Carrà e Piero Pelù che per un soffio l'ha persa dal suo team. Voce cristallina che convince sempre J-ax a promuoverla come la sua mosca bianca. Molti la vedono come nuovo fenomeno da baraccone solo per potare audience come è accaduto con Rachida in Masterchef e recentemente con Giorgia in Project Runway Italia, io la trovo più naturale. 
Naturale perché non sforza pose o ciò che non è, semplicemente è lì per cantare. E cantare non è ha una razza o una religione precisa, è solo festa dello spirito che effettivamente ci rende più divini. In questo J-Ax strumentalizza la sua presenza lanciando delle piccole frecciatine per minimizzare razzismo e odio che sono, un po' a modo suo, ma degli insegnamenti che servono in un programma così seguito e in un mondo che ha perso la sua radice. Eh si sono più pro buone voci e poca immagine che fan della tristissima celebrità di Miley Cyrus.

Sarà anche spettacolarizzata per raccimolare più ascolti ma decisamente la cara Suor Cristina finora sembra aver meritato le sue vittorie alle "battle" visto anche il sostegno incondizionato del pubblico e l'impegno messo che vanno oltre il velo e l'abito. Non si sa ancora se è nata una nuova stella ma di sicuro è nato un nuovo modo di vedere il canto che spero con tutto il cuore inizi a prendere piede nell'ambiente per puntare più sull'originalità della voce che sull'immagine.

Nell'attesa di vedere cosa succederà a Suor Cristina vi lascio enjoy il video della sua ultima battle dove effettivamente scegliere solo una concorrente deve essere stato difficile per il coach visto che erano entrambe molto brave vocalmente. 

Masterchef Italia: decima puntata e i migliori mastermoments

La puntata dei desideri!


Se la nona puntata ci aveva fatto urlare al vilipendio del fornello, con la decima Masterchef si è decisamente ristabilito al livello che avremmo voluto vedere sin dall'inizio. I sei concorrenti infatti si sono sfidati su una mistery box a forma di frigorifero sfoderando dei piatti succulenti e da veri chef! Purtroppo come tutte le favole, vince il Dottorino Federico che si aggiudica il vantaggio nell'invention test ma, si sa, non può vincere per sempre. Infatti a spuntarla, inaspettatamente, è... Salvatore!!! Con un voto di Cracco dal 9 all'8 scherzando sul soprannome del concorrente. Ancora un po' di bocca asciutta per Enrica e un po' di spazio per le cattiverie di Eleonora finché....
Beh lo scoprirete nei #mastermoments qui sotto!

#Mastermoments della decima puntata:

La miglior scenata di Rachida


Photo by Masterchef.sky.it
Questa volta lo scrivo senza nessuna ironia. Rachida, tra i finalisti più forti della competizione di quest'anno, ha provato a destreggiarsi ma, come previsto da tutti i fan del programma, non è riuscita a mantenere il passo con il livello raggiunto dagli altri. Infatti oltre dalla mistery box dove per la prima volta si è cimentata in un piatto vegetariano che non ha passato minimamente la selezione a migliore dei tre (sul podio Almo, Federico e Enrica), la catastrofe si è suggellata nel piatto dell'invention test. Il cuore di vitella dalla chef Cristina Bowerman, oggetto della sfida, viene cucinato da Rachida senza ascoltare i consigli dell'ospite. Ospite che dolcemente, ma senza mezzi termini, all'assaggio le ricorda che in cucina non esiste il "mi dispiace". 
Battuta su un cuore la concorrente "tutto cuore" regala l'ultimo pianto alla cucina di Masterchef, ringraziando tutti per la bellissima esperienza e soprattutto i cuochi che abbraccia con ammirazione. 


Per chi ha visto la puntata...
Sono stata una delle prime detrattrici di Rachida e le ho sempre gufato contro come non mai ma sinceramente sul finale mi ha stupito: mi sono ritrovata qualche lacrimuccia nel lato dell'occhio. Sarà che ero troppo contenta? O forse per una volta il pianto di Rachida che ringraziava del viaggio in Marocco, dell'opportunità e della bellissima esperienza era vero? 
In ogni caso credo che il tweet qui sotto di Cecilia sia il più veritiero di tutti e se anche non la troveremo tra le "quote rosa", decisamente credo che Rachida sarà un personaggio di cui potremmo sentire ancora parlare in tv! Grazi! :) 







Ora sono rimasti in 4 e devo ammettere che per chiunque esca un po' mi dispiacerà perché tutti, con i loro diversi modi di cucinare, meritano un loro posticino sul piatto della vittoria. Vediamo come andrà di sicuro noi di Twitter vi seguiremo passo a passo in questi ultimi giovedì! Forza ragazzi...fateci ingolosire!!!

La vittoria di Enrica e la sconfitta di Federico
No no non sto parlando dell'invention test ma Enrica ha vinto la pressure proprio come si vince la Champions League! (spero di aver azzeccato il paragone calcistico) Spieghiamo meglio: finiscono al pressure test la coppia "disfatta" Federico e Enrica che si devono sfidare per poi battere in duello Eleonora eliminata da Salvatore prima dell'esterna.
Dopo la serie di insulti dell'agguerrita e boriosa Eleonora, su le cloche e....parte la sfida creativa. Si deve inventare un piatto a base di riso bollito che però sia di alta cucina come vuole il pressure. Tutti gridano alla vittoria di Federico ed Eleonora si pregusta la sfida ma... lì nell'angolino della sicurezza del Dottorino, Enrica affonda un piatto decisamente migliore. 
Infatti Enrica si presenta con una rivisitazione della cucina cinese in cui ci sarebbe voluta una lacrima di soia, mentre Federico il piatto della disfatta. Tanto per darvi la misura: Cracco ha urlato come un forsennato, manco l'avessero spennato vivo e Barbieri gli ha fatto una ramanzina che manco con uno 0 in condotta!
Insomma d'accordo sottovalutare l'avversario, ma mai abusare della propria sicurezza.


Per chi ha visto la puntata...
Lo so che non si deve gongolare ma sinceramente  per una volta credo che gli chef abbiano fatto bene a rimettere al suo posto Federico. Non si può passare un intero programma a fare i saputelli e poi arrivare in pressure con un'insalata di riso con sapori forti e basta. Trovo anche che il commento di Barbieri riguardo quando gli dice che ognuno ha la sua insalata di riso sia il top. D'altra parte ci si può immaginare che l'insalata di riso di due chef stellati non sarà mai un po' di riso con rovesciato il condimento già pronto, no? Dottorino...vola basso!

L'uscita di Eleonora


Gran momento e grande sfida. Mi dispiace per i suoi fan ma una serpe così che sa solo insultare e dire parolacce per farsi vedere forte non può stare in cucina. Anche Cracco le ha fatto notare che, come aveva detto, non si insultano i compagni per la persona che sono ma si giudica semmai il loro piatto. 
Infatti Eleonora, da gran signora della cucina, che fa? Inizia ad insultare Salvatore perché l'ha mandata direttamente al duello, poi passa ad Enrica dandole quasi della poco di buono e poi si scatena con un altro paio di parolacce per condire.
Peggio dell'insalata di Federico insomma.
Tanta grinta che però l'ha rosa nel momento in cui si è trovata in sfida con Federico e l'ha rallentata proprio come aveva detto ad Alberto settimana scorsa, l'ha resa più ceca di fronte l'opportunità di fare tutti i piatti e... l'ha portata alla sconfitta.

Per chi ha visto la puntata...





Riuscite a dargli torto? 

Per il resto si può menzionare la bella esterna con il team di Slow food tra cui Oscar Farinetti di Eataly in gran forma che si gustava ogni piatto sprizzando ottimismo contagioso, le simpatiche battute di Bastianich sulla coppia di fatto "Gianni e Pinotto" cioè Salvatore e Almo. Tanti momenti ma che non riescono ad eclissare le due grandi soddisfazioni di vedere uscire Rachida, Eleonora e vedere tra i 4 finalisti Enrica!
Da qui in poi la sfida sarà una delizia da godersi con un bel bicchiere di vino in attesa di brindare allo Masterchef d'Italia chiunque lui o lei sia! Forza ragazzi fateci sognare!
A giovedì via twitter

The wolf of Wall Street

Un film che poteva essere di più




Proclamato film dell'anno, con una delle coppie più spettacolari del cinema degli ultimi tempi e...una delusione grandissima. Di cosa sto parlando? Di The wolf of Wall Street alias la storia di Jordan Belfort interpretata magistralmente da Leonardio Di Caprio e diretta da Martin Scorsese.

Come è possibile che in meno di 20 minuti questo film che ha infervorato positivamente la platea di amanti del cinema "finanziario" e della "truffa" si sia guadagnato un not enjoy? La risposta è nella trama: monotona

Infatti per tutta la durata del film la storia tra eccessi, sregolatezza e genio nella vendita è unicamente basata sul punto di vista del protagonista. Non si ha una sequenza di indizi da seguire per poter capire come riesce ad arrivare a diventare quello che è, non si ha una successione di colpi di scena che ribaltano la situazione tenendo inchiodato lo spettatore alla poltra...no. Si ha solamente un passaggio da un eccesso all'altro, da una donna nuda a venti diverse, dalle droghe fine anni' 80 a quelle della fine degli anni'90. 

Un susseguirsi d'eccessi che fra l'altro sconvolge solo per i primi 20 minuti perché poi lo spettatore si abitua. Infatti sa già che le donne saranno tutte in nudo integrale, gli uomini strafatti e le mogli disperate. Il tutto intervallato da qualche racconto diretto allo spettatore dal protagonista o dall'interpretazione degli sguardi tra due "soggetti" in competizione come quella tra Jordan Belfort e il banchiere svizzero o con la zia. Si anche questo espediente narrativo si ripete.

Si salva a grandi linee il personaggio di Naomi, interpretato da Margot Robbie, che non semplicemente interpreta la bella ma cerca di far valere la propria opinione da donna regalando una bella scena di lite coniugale con tanto di lancio bicchieri d'acqua fredda in faccia al fedifrago marito. 

Per il resto la regia, la fotografia e gli interpreti sono ottimi ma manca proprio un elemento di suspance o di narrativa intrigante alla storia che possa rendere il film memorabile come per esempio i sogni segreti di Walter Mitty o il sanguinolento Django Unchained o ancora l'adrenalinico Rush.

Fra l'altro per tutta la lunghissima durata (sono ben 3 ore) del film non facevo che chiedermi: ma possibile che uno con un minimo di 70.000 dollari al mese abbia dei sogni così banali? Non un volo in capo al mondo per godersi uno spettacolo di fronte all'Opera house, non un giro in uno spettacolare paradiso esotico o una cena toccata e fuga sulla tour Effeil. Niente. Al massimo un giro a Portofino per naufragare ed essere salvati sulle note di Gloria di Umberto Tozzi (ma perché, poi, gli Americani tirano fuori sempre 'sti ruderi per descriverci?). 

Decisamente un film che poteva dare di più visto il cast, la grande promozione e i competitor che si ritrova nelle nomination agli oscar nella categoria miglior film. Non a caso nonostante lo scalpore e qualche entusiasmo di qualche fan, ai Golden Globes è stato premiato con il solo premio a Leonardo Di Caprio che effettivamente nel film non si risparmia.  

Per cui se siete comunque curiosi di vedere perché è il primo not enjoy del 2014 ecco il trailer.



La Scala di Milano

La scoperta del passato



Tante volte ci dimentichiamo dei piccoli tesori che nascondono le nostre città. Siamo talmente impegnati a trovare qualcosa di nuovo ed entusiasmante che non ci accorgiamo delle pietre miliari della nostra realtà. Una di queste pietre miliari è La Scala, il famoso teatro di Milano.

Teatro storico che gode di fama internazionale per tutti gli appassionati di lirica e balletto, La Scala si trova a pochi passi dal centro e dal quadrilatero della moda che ogni anno incuriosisce molti fashionisti e turisti di tutto il mondo. Al suo interno oltre al palco che ha visto le esibizioni di grandi nomi (da Maria CallasRiccardo Muti, da Nureyev alla Fracci e Bolle), un museo che conserva i più grandi cimeli e aneddoti della lirica e del balletto.

Un mondo completamente sconosciuto per la maggior parte dei milanesi che non hanno mai varcato il portone del sobrio teatro, tempio della lirica Italiana. A sorpresa, però, è possibile andare a visitare il teatro con una guida che accompagnerà il gruppo tra i saloni raffinati e i palchi permettendo di vivere un'esperienza scaligera ricca di aneddoti, tradizioni e curiosità.

La bellezza dell'interno riflette un po' il tipico carattere meneghino fatto di sontuosità austera che tende a non mettersi in luce ma farsi ricordare dolcemente. Infatti come ci ha raccontato la favolosa Corinne (la guida), La Scala è uno dei pochi teatri lirici che sin dall'architettura tende a immergersi completamente nella città. Non ha ingressi sontuose, vie che aprono davanti a lui per presentarlo in modo glorioso come accade per esempio all'Operà di Parigi, ma una semplicità che incornicia la perfezione. Elemento non da poco che racchiude appunto una filosofia di pensiero che lo rende unico al mondo per gli intenditori di balletto e lirica e per i milanesi che l'hanno visitato. 

Unica pecca? Purtroppo buona parte del museo racchiude moltissimi cimeli della lirica (dal calco del viso di Verdi ai vari oggetti delle rappresentazioni, come quadri dei grandi artisti) ma poco del mondo del balletto che l'ha reso comunque celebre. Non disperate, però, gli organizzatori de La Scala tendono a creare di tanto in tanto mostre dedicate al mondo delle scarpette a punta e della leggiadria. Non rimane che tenere sott'occhio il sito e cercare il giorno giusto in agenda per enjoy uno dei pezzi miliari che fondano la storia della capitale meneghina

P.s. se vi interessa il tour ecco il sito: http://www.teatroallascala.org/it/index.html

Now you see me

La magia è la logica quotidiana


D'inverno capita spesso che non si abbia voglia di abbandonare il divano a favore di cene e spritz. Quale miglior ragione, allora, per recuperare con i film che si sono persi durante la stagione precedente? Now you see me è quel film che assolutamente dovete vedere per ribaltare la vostra serata da divano!

Con un cast d'eccezione, Now You See Me è uscito nella fortunata stagione cinematografica del 2013 e sin dal trailer ha il potere di attirare qualsiasi spettatore. Infatti, contrariamente a quello che potrebbe sembrare a prima vista, non è un film sui trucchetti della magia come i famosi The illusionist o The prestige. Non è nemmeno un poliziesco scontato come Il genio della truffa. Decisamente è un film che porta lo spettatore a non scollarsi un attimo dallo schermo e a pentirsi di non averlo visto al cinema.

La trama è un susseguirsi di colpi di scena in cui coloro che sembrano essere i "burattinai" della faccenda si scoprono essere più burattini e i buoni sembrano brancolare totalmente nel buio in una sequenza di colpi di genio ed illusioni straordinari. Ha anche il pregio di essere uno di quei pochi film in cui il finale fa rimanere a bocca aperta perché non ci si aspetta minimamente che finisca in quel modo. 


Congegnato bene a livello di trama e soprattutto interpretato magistralmente da un cast con grandi nomi e attori emergenti di cui nessuno risulta essere protagonista assoluto. Isla Fisher (la rossa di I love shopping e il grande Gatsby) è la star della banda di maghi regalando scene spettacolari come quella in cui sorvola il pubblico in una bolla. Allo stesso tempo la poliziotta interpretata da Mélanie Laurent riesce a porsi come alter ego e spalla di un altrettanto integerrimo e perfezionista Mark Ruffalo che si schiera contro la banda di maghi. Interessanti anche i ruoli di Morgan Freeman (che cerca di smascherare i trucchi dei maghi ed aiutare gli ispettori di polizia) e di Michael Caine (elegante magnate della banda) che con eleganza attraggono e incantano lo spettatore durante tutta la trama. I rimanenti ragazzi della banda sono l'interprete di The social network Jesse Eisenberg, il "mentore" di Hunger Games Woody Harrelson e il fratello di James Franco, Dave, che si fa largo nel mondo del cinema.

Decisamente un film da inserire nella propria playlist e da rivedere ogni volta che si cerca di essere catturati da effetti speciali, illusioni e ragionamenti logici più che magici. Infatti oltre ai trucchi e l'indagine poliziesca che fanno da sottofondo alla trama è interessante il messaggio finale che spiega come la lungimiranza sia la vera chiave per poter creare cose impossibili raggiungendo ogni obiettivo. Proprio il riuscire a "vedere l'intero" è la vera chiave della magia che porta ad essere illusi quando si guarda solo un pezzo che si tende subito ad additare come trucco. Ecco perché il payoff del film Guardate da vicino, perchè più vicini sarete, in realtà meno vedrete! diventa un vero e proprio consiglio a guardare al di là del presente e dello scontato.

Insomma aspettatevi 115 minuti da enjoy totalmente all'insegna della magia e del dettaglio che non riuscirete a vedere finché non arriverete alla soluzione del rompicapo!

Per ingolosirvi ancora di più ecco il trailer:




Last Vegas

L'inno alla vita


Quando ci si ritrova con un cast dei quattro uomini più sexy e talentuosi di Hollywood e una trama frizzante si può dire di no ad un film? E se i quattro uomini fossero un po' agé e prospettassero un film all'insegna dell'amicizia e degli addii al celibato? Che mix è? La risposta è Last Vegas.

Commedia romantica e allo stesso tempo piena di grandi vecchi valori che insegnano ai giovani e ai "vecchi" l'importanza del divertimento. Non è un refuso parlo proprio di divertimento non di amicizia. La seconda è un po' la scusa che fa da motore a tutta la trama, ma il vero protagonista, però, è il divertimento. Inteso proprio come la facoltà di poter fare quello che si vuole superando gli ostacoli dell'età e del "non si può fare" per via dell'infarto, delle leggi morali e di quanto sembra impedire un po' di sano divertimento.

Interessante anche l'abbinamento dei caratteri ad ogni personaggio a partire dallo scapolone Michael Douglas che invita tutti al suo addio al celibato per festeggiare il matrimonio con una trentenne (non vi ricorda un episodio vero della sua vita?). A rispondergli dall'altra parte del telefono uno spento Kevin Kline che ottiene il permesso di scatenarsi dalla moglie che lo rivuole quello di un tempo, l'ipercontrollato e quasi infartuato nonno Morgan Freeman che scappa dal figlio e il pantofolaio Robert De Niro fresco di lutto. 

Personaggi veri che si prendono una pausa e si fanno contagiare dalla città del peccato ma, a gran sorpresa, imponendo le loro regole e facendo festa più di rockstar moderne. Proprio questo diventa la base della comicità del film: vedere come i 4 si adattano ai divertimenti moderni ballando con gli LFMO, cercando di corrompere il buttafuori con 10 dollari e lanciandosi in giostre adrenaliniche. Il tutto finché non riescono ad imprimere la loro impronta e consigliare i giovani con "vecchi trucchetti" sempre funzionanti.

Senza rivelarvi molto, una delle mie scene preferite è proprio quando Morgan Freeman si trova ad impartire una lezione di corteggiamento e una di divertimento a due giovani spiazzandoli totalmente e lasciando lo spettatore piacevolmente sorpreso.

Ogni scena sembra suggerire all'occhio "a little fun never kill nobody" (come la famosa canzone di Fergie) e allo stesso tempo di lasciar sfogare la propria vitalità con ciò che più piace. Un insegnamento tanto importante quanto la forza dell'amicizia che lega i quattro protagonisti e dilaga in ogni parte del film.

Non stranitevi se usciti dal cinema avrete voglia di chiamare i vostri amici e organizzare una vacanza tutti insieme. L'effetto e il messaggio del film sono proprio questo: un inno a godere della vita (per questo a me e al mio Enjoy non poteva che piacere). Meglio ancora se su qualche canzone dance,  un paio d'amici e con qualche bella ragazza scintillante al fianco!

Per cui se cercate una buona dose di divertimento e per ispirarvi una nuova avventura da organizzare con i vostri amici di sempre...enjoy last vegas!





Foto da: http://www.facebook.com/LastVegasIT

RED 2


Una delle attività migliori quando ci si imbatte in una giornata di pioggia continua destinata a non fermarsi mai è decisamente recuperare i film della stagione passata che non si sono ancora visti. Dalla fortunata stagione del 2013 ho deciso di scegliere RED 2 ossia il seguito del bellissimo film RED (retired and extremely dangerous) con protagonisti le pietre miliari del cinema come Bruce Willis, Ellen Mirren e John Malkovich.

Come avrete intuito dal nome RED 2 è il fortunato seguito del primo action movie basato sull'intelligenza e l'ironia di ex spie forzate ad andare in pensione dalle rispettive "agenzie" (leggi MI 6 per la britannica Ellen e CIA per gli altri). In questo capitolo oltre ai colpi di scena che s'intravedono già nel trailer entrano in campo altri due grandi interpreti della cinematografia anglofona e si accentua ancor di più il contrasto generazionale oltre che di coppia.

Infatti in questo RED 2 ritroviamo nel cast anche Catherine Zeta Jones (che ufficialmente prende con ironia i suoi soli 44 anni diventando una spia russa tutto pepe) e l'elegante Anthony Hopkins che nel suo ruolo ambiguo sembra essere più in forma che mai, dando quel giusto sapore all'intero film. 

Dicevamo che in questo capitolo, però, si affrontano anche altri due grandi temi: il rapporto di coppia e lo "scontro generazionale". Il primo, già lievemente visto in RED, è interpretato da  Mary Louise Parker (fidanzata di Bruce Willis nel film) che per una volta vuole seguire il suo compagno partecipando in prima linea alle avventure che lui vive. Effettivamente la chiave che viene usata per dare un po' di pepe alla "bella da salvare" è un'idea geniale che ben si sposa con i consigli degli altri "veterani" dando consigli di coppia decisamente divertenti da applicare con il contagocce nel divertimento di tutti i giorni.

Lo scontro generazionale è invece interpretato dal sudcoreano Byung-hun Lee che firma una delle scene più belle con Ellen Mirrer in una macchina spaziale ottenendo un particolare enjoy da me e da chiunque ami le scene d'azione mirabolanti e ben congeniate. 

Nel complesso questo film della DC comics è fresco, ironico e decisamente un'ottima scelta se si cerca azione mista a divertimento per godersi 116 minuti di relax. 
Quindi cari Enjoyers, dvd alla mano, pop corn nell'altra e enjoy questo secondo capitolo dedicato ai pensionati più pericolosi del grande e piccolo schermo!

Ecco il trailer di RED 2 per calarvi già nell'atmosfera ancor prima che arrivi la giornata piovosa!


Masterchef Italia 3: sesta puntata e i #mastermoments da rivedere

Il tredici porta male

Nonostante le premesse della mia parabola che come settimana scorsa faceva le bizze, eccoci al resoconto della sesta puntata di Masterchef Italia 3. Puntata che è iniziata con un chiaro avviso dai tre giudici: "siete in tredici e per chi è superstizioso questo numero porta male". Devo ammettere che a giudicare dal numero delle eliminazioni e dalle punizioni che hanno affrontato i poveri concorrenti non è stata una puntata tanto leggera.

Probabilmente è perché non avendo un'esterna degna delle passate prove hanno deciso di pepare un po' le eliminazioni. Infatti questa volta in esterna  i concorrenti dovevano "solo" cucinare street food in un camioncino per l'anniversario di una centrale idroelettrica quindi non c'è stato il solito pathos da sfida che si è concentrato nel pressure test davvero cattivo.

I sogni segreti di Walter Mitty

Sognare ad occhi aperti 

Eccoci alla prima recensione film del 2014. Il protagonista è il fenomenale I sogni segreti di Walter Mitty diretto ed interpretato dallo strepitoso Ben StillerOvviamente da fan dell'attore/regista non potevo perdermelo.

Partiamo quindi a capire come si arriva a dare un enjoy pieno e quegli aggettivi superlativi ad un film dalla trama molto semplice e dal trailer poco emozionante? Eh già, purtroppo diversamente dagli altri film di Ben Stiller, questo è l'unico a non sembrare subito esplosivo ma essere quasi di nicchia e fin troppo calmo per gli standard a cui ci ha abituato negli anni.

In realtà I sogni segreti di Walter Mitty è un'autentica chicca cinematografica che svela il suo valore solo guardandolo e abbandonandosi completamente alla fotografia che è il tema principale.

La trama, infatti, vuole che un timido e preciso direttore dell'archivio fotografico di Life (rivista monumentale nel panorama USA) riceva un rullino con lo scatto più bello del famoso fotografo (Sean Penn) che per anni ha collaborato con lui. L'inghippo è che manca il negativo della foto più significativa e che ha dovrà apparire sulla copertina dell'ultimo numero della rivista? Che fare allora? La cosa più semplice: cercarlo!
Inizia, quindi, l'avventura di un uomo che ha sempre sognato di essere parte di grandi imprese ma che non si è mai scostato dal proprio posto. 

Questo il punto l'avventura: vista attraverso degli scenari spettacolari, vissuta appieno con un protagonista che sequenza dopo sequenza riscopre il suo centro e il suo valore portando lo spettatore ad emozionarsi con lui. Un viaggio alla scoperta che nessun uomo è inutile e che tutti possiamo compiere mirabolanti imprese se solo abbiamo un obiettivo. 

Chi adora la fotografia, poi, s'innamorerà fotogramma dopo fotogramma fino ad arrivare al culmine della battuta di Sean Penn in cui spiega il rapporto tra il fotografo e il momento. Un pezzo magistrale che in poche semplici parole rende l'idea della bellezza e della passione con cui i fotografi guardano alla vita prima ancora di fotografarla. Questo un importante insegnamento anche per poter imparare ad amare il qui ed ora.

Hey non pensate, però, che sia un film noioso. Al contrario la piccola componente di ironia genuina che contraddistingue i film di Ben Stiller è sempre presente a far da sottofondo alla bellissima fotografia e agli effetti speciali di gran classe rendendo davvero unico questo film.

Vi ho convinto ad andarlo a vedere? Siete ancora in dubbio? Allora vi lascio l'unico trailer che mi ha convinto ad acquistare il biglietto con poche aspettative che sono state poi sorpassate dalla bellezza dei primi 5 minuti.

Enjoy I sogni segreti di Walter Mitty:


Per scoprire altro su questo film:
https://www.facebook.com/WalterMittyIT

Per chi ha visto il film
Questo è il motto di Life:
Vedere il mondo, attraversare i pericoli, guardare oltre i muri. Avvicinarsi, trovarsi l’un l’altro e sentirsi.Questo è lo scopo della vita.

To see the world, things dangerous to come to, to see behind walls. Draw closer, to find each other and to feel. That is the purpose of life.

Warhol a Milano: la mostra da non perdere nel 2014





People need to be made more aware of the need to work at learning how to live because life is so quick and sometimes it goes away too quickly.

Le persone hanno bisogno di essere più coscienti del bisogno di lavorare su come vivere perché la vita è veloce e qualche volta scappa via troppo velocemente.
Andy Warhol


Ve l'ho annunciato con foto sulla pagina di Facebook e vi ho solleticato l'idea di aggiungere un po' di pepe alla sezione "events" ancora inesplorata...e finalmente ecco il post dedicato alla mostra di Warhol a Milano. Mostra che merita per moltissime ragioni e che decisamente deve esser un appuntamento da segnare sulla vostra nuovissima agenda 2014! Perché? Ecco 5 buoni motivi per visitarla:


1 La cornice

La mostra di Warhol a Milano si tiene in uno dei palazzi più belli del centro ma che buona parte dei milanesi non conosce o non ha mai visitato. Palazzo Reale si trova subito a destra del Duomo e sin dal suo ingresso colpisce per lo stile regale ma allo stesso tempo non troppo sfarzoso dando un'idea ben precisa della vera essenza di Milano. Illuminato dal sole invernale, poi, ha quella leggiadria e bellezza unica che ben contrasta con l'arte pop di Warhol e Pollock o, come meglio recita il cartello tra le due ali del palazzo, dell'"autunno americano". Decisamente un posto da vedere almeno una volta nella vita.




2 L'esposizione

Sono esposte tutte le opere della collezione privata di Peter Brant che, non solo è un grandissimo collezionista di arte contemporanea, ma è stato amico di Andy durante il periodo della Pop Art contribuendo con l'acquisto di veri e propri capolavori che sono passati alla storia come la famosissima Campbell’s Soup.
Sistemate in un percorso di circa due ore, si possono ammirare sia quadri che qualche scultura come le famose polaroid che erano alla base di molte sue opere commissionate (con cui Warhol fece gran parte della sua fortuna) per un totale di 150 pezzi unici a disposizione degli ospiti. 







3 Le quote






Quà e là tra un dipinto, un autoritratto e una scultura pop spuntavano le bellissime quote di Andy Warhol che permettono di conoscerlo o riscoprirlo come personaggio dandogli un'aurea a 360°. Molti di noi, infatti, conoscono il pensiero di Warhol sintetizzato nella famosa "In the future everyone will be famous for 15 minutes" ma in realtà ne esistono molte altre che riescono meglio ad interpretarne la filosofia e il pensiero geniale che si adagiava sulla superficie dei suoi quadri. Dalla riflessione sulla Coca Cola e il suo potere di rendere tutti uguali, all'importanza del denaro fino ad arrivare all'esaltazione della vita in tutti i suoi colori e le sue forme. Totalmente diverso dai personaggi anni'60 e '70 che costellano il nostro immaginario, positivo al massimo e grandissimo comunicatore del nostro tempo, del mondo e della verità.


4 L'audioguida


Di solito alle mostre mi piace più gironzolare in giro e leggere dei vari quadri ma devo dire che l'audioguida di questa mostra è davvero un valore aggiunto. Tra un racconto, la voce del doppiatore di Warhol e il commento del critico d'arte Francesco Bonami si riesce a leggere ogni opera in modo divertente ed esclusivo uscendo dai soliti canoni di storia dell'arte cogliendone l'immediatezza e leggerezza astuta che contraddistingue la pop art. Per questo di passo in passo si ha la sensazione che Warhol sia sempre di più un amico di vecchia data che il mito geniale dell'arte contemporanea. 
Altro punto a favore che molte mamme apprezzeranno: esiste un percorso dedicato ai ragazzi dai 6 in su in cui l'audioguida racconta con scherzo e sagacia i quadri migliori dei 150 esposti e diverte anche loro senza appesantirli con discorsi "da grandi" ma regalando qualche aneddoto epurato da qualsiasi retroscena un po' troppo scabroso. Lascia, però, un avvertimento un po' ribelle: "amate la vita, sentite musica rock e disegnate il più possibile". Da zia confermo che è un buon suggerimento... voi da mamme che dite?

5 Le scarpe


Non sono impazzita: l'inizio della carriera di Warhol è stato diventare pubblicitario per le più grandi riviste di moda all'avanguardia dell'epoca (leggi le Bibbie del fashion come Vogue e Harper's Bazar) e buona parte delle sue prime immagini pubblicitarie erano proprio dedicate alle scarpe. Nella prima sala infatti si vedono i primi esempi in oro finemente decorati e con quell'aura di bellezza e regalità ben lontana dalla vivacità dei colori ma che a primo colpo fa innamorare qualsiasi fashionista che si rispetti e qualsiasi donna! Solo nei quadri maturi si trova qualche scarpa in technicolor ma è sempre resa fascinosa dai brillantini sullo sfondo della tela a coronare l'oggetto del desiderio in assoluto.


Praticamente è un'esposizione in cui ognuno troverà almeno un'opera di cui innamorarsi, in cui si scoprirà il genio della comunicazione associato all'uomo che si divertiva a vedere le cose da lontano e in cui il vostro animo assorbirà la positività e la forza del colore. Un invito a vivere la vita, a vedere le cose nel proprio modo, non vergognarsi di momenti di assoluta superficialità e...enjoy delle opere di uno dei migliori artisti degli ultimi tempi. 
Decisamente un evento da vivere e da segnare nell'agenda 2014 se ancora non l'avete fatto!

Per cui ecco il sito con tutte le informazioni da sapere prima del 9 marzo quando la mostra chiuderà: http://www.warholmilano.it