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Always Loyal di Michael Stokes






Se qualche tempo fa Enjoy it or not vi ha fatto intenerire con la fotografia di gravidanza e le famiglie ritratte dalla bellissima Lisa Conti, ora vi propone quello che sta diventando a tutti gli effetti i femonomeno fotografico dell'estate: Always Loyal di Micheal Strokes

Always Loyal è un progetto di fotografia che nasce con l'obiettivo di svelare una bellezza inusuale e che si trova in quello che comunemente non è la perfezione ma il coraggio giocando su un trompe l'oeil purtroppo reale. Michael Strokes ha, infatti, deciso di fotografare i reduci di guerra mettendone in mostra le ferite non nel senso più drammatico ma in quello più estetico. 

Ritratti come se fossero degli dei moderni in pose totalmente affini a quelle dei modelli da calendario o  famosi Dieux du stade, gli eroi di guerra di Michael Strokes riescono nell'intento di riabilitare anche l'eventuale mancanza in modo semplice e naturale. Niente photoshop sul difetto, ma è ben inserito nel contesto e portato con tanto orgoglio che lo spettatore non può che inchinarsi a tanta forza e coraggio.

Chi ne vuole, invece, leggere l'aspetto più goliardico sembra quasi suggerire che spesso ciò che è "mancante" può essere un ottimo spunto per poter far volare la fantasia e creare un effetto che solo la natura, l'esperienza e la forza di cambiare le opinioni comuni possono dare. 

Un po' come la grande rivoluzione creata da #Imnotanangel di Cass Bird, ma che in Always Loyal sposta la realtà un pochino più in là dandole una forma nuova che all'inizio può sorprendere ma a cui, osservazione dopo osservazione, il nostro occhio si abitua e ne vede solo il grande messaggio comunicativo senza più soffermarsi su nient'altro.

Addirittura dopo un po' si arriva a sorridere e quasi voler dire agli eroi ritratti: trattate le vostre menomazioni come piccoli interventi di Photoshop e godetevi questo bagno di autostima perché ve lo meritate!

Ancora una volta, quindi, un progetto fotografico che apparentemente dovrebbe nascondere solo la voglia di dare espressione al bello è arrivato a far parlare quello che la società chiama "difetto" quell'elemento a cui dare risalto in modo pacato. Un modo che alla fine riesce comunque a tirare fuori il bello del soggetto, anche se non è strettamente legato alla forma in sè ma più alla storia che rappresenta.

Se volete Enjoy questo progetto in tutte le sue forme ecco il link dove poter trovare gli scatti: michaelstokes.net

Foto di testata di Michael Strokes e kickstarter.com

Foto di sapone di Lisa Conti





Una delle fotografie più belle e più difficili di sempre. Ecco la fotografia di gravidanza. Trend tra le star intenzionali per comunicare un lato inaspettato di questa fase della vita di una donna, la fotografia di gravidanza o del famoso pancione è oggi un genere che si sta diffondendo rapidamente. Diffusione alimentata dalla tenerezza e simpatia che circonda il pancione della mamma e allo stesso tempo esigenza di molte donne di ricordarsi in una delle trasformazioni più uniche che possano vivere nel corso della loro esistenza. 

Come già delineava la copertina di Vanity Fair con Demi Moore e poi quella botticelliana di Monica Bellucci, il grosso problema di questo tipo di fotografia è riuscire a dare un carattere all'immagine. Dove per carattere si indica sia la capacità di far uscire la personalità della mamma che di farla sentire a suo agio con un corpo che non è il suo solito dove spesso non ne riconosce neanche la bellezza estetica. Come trovare allora piccoli consigli da reflexista per poter conoscere questo tipo di fotografia? 

Dopo aver cercato progetti fotografici a tema gravidanza e newborn, ho scoperto la tenerezza e la bravura della fotografa milanese Lisa Conti, alle mamme conosciuta anche come Foto di sapone. Potevo perdere l'occasione di quattro chiacchiere con una fotografa così? Assolutamente no. Ecco quindi una delle prime e più interessanti interviste di Enjoy it or not!  

Ti sei specializzata nella fotografia di gravidanza da tanti anni. Cosa ti ha attratto di più di questo genere? 
All'inizio la mera estetica: ero attratta dalla rotondità e dalla modificazione della forma che, nonostante tutto, conserva un equilibrio non indifferente. Mi piacciono le trasformazioni importanti e gli sconvolgimenti positivi, e con il tempo ho capito che non sempre le donne sono pronte a vedere il loro corpo modificarsi in quel modo. 
Inoltre mi piacciono le storie, il mio lavoro consiste proprio in questo: la gravidanza è un evento momentaneo, che dura molto poco. Mi piaceva l'idea di raccontare quella storia che persiste solo qualche mese, e che non sempre viene vissuto con piena consapevolezza.

Le mamme spesso non vedono la bellezza della loro trasformazione. Come riesci a metterle a loro agio davanti all'obiettivo?
Come ho detto prima, parlo molto con loro: si tratta di allenamento, non ci sono risposte standard o comportamenti "protocollati". Dopo tante persone incontrate, credo di aver sviluppato una sensibilità che mi consente una risposta pronta di fronte a eventuali smarrimenti. Il loro corpo è bello così com'è, e cerco di valorizzarle con pose naturali e non troppo rigide, rassicurandole spesso sulla bellezza del loro aspetto


La foto che scatti è frutto di un lungo lavoro di immaginazione preparatorio o è dettata dal momento?
Dico sempre che le fotografie (parlo delle mie) devono essere come un abito cucito su misura. Quindi, se non ho la possibilità di incontrare la persona prima del set per una chiacchierata in studio, investo del tempo per una lunga telefonata. Voglio capire quale registro usare durante il set, se la persona che mi troverò davanti ha un'immagine di sé più spiritosa o più intima, più o meno scoperta, più o meno colorata.
Ho notato che affinché il risultato sia soddisfacente e personalizzato, è importante il connubio tra due atteggiamenti: io devo essere aperta e disponibile all'ascolto e, sulla base di quanto raccolgo, fornire spunti prima del servizio; la persona fotografata si deve fidare di me, e lasciarsi guidare.
Per lo stesso motivo, il giorno del set non mi comporto come se si dovesse fare una foto tessera "ciao e via sul fondale": ci prendiamo prima un momento per parlare, per iniziare a respirare l'atmosfera del momento ed entrare reciprocamente in sintonia.

Tra Pinterest e il mondo UK che ama annunciare la nascita attraverso le foto sono nati tanti generi e tipi di pose. Da quella con tutta la famiglia a quella con il papà che imita la pancia fino a quelle come le star senza veli. Quali sono le più richieste tra le tue clienti nella realtà?
Diciamo che le persone che arrivano da me, nella maggior parte dei casi, non hanno un'idea ben definita. Mi fanno richieste generiche riguardanti alcuni mood visti sul mio sito. Soprattutto però si affidano a me e alla mia creatività, un aspetto che apprezzo molto perché mi lascia un margine di interpretazione delle persone, ingrediente fondamentale per l'originalità e l'esclusività del risultato.
Sono richieste le foto della coppia insieme alla pancia (fulcro della famiglia!) e foto con altri componenti del nucleo (fratelli maggiori o amici a quattro zampe).
Diciamo che cerco, a volte, di consigliare e suggerire le diverse richieste mantenendo una base fondamentale di buongusto.

In tanti anni e in tante immagini qual è stato il set che ricorderai per sempre con un sorriso?
Ricordo quasi ogni servizio che ho realizzato. Diciamo che ricordo ancora con il sorriso un set newborn in cui il padre, decisamente rilassato, si è addormentato sul divano mentre il neonato non ne voleva sapere di chiudere gli occhi.

Tra i papà e i bambini quali sono gli accompagnatori più difficili da accontentare davanti all'obiettivo e perché? 
Se si tratta di foto di gravidanza, la regina della festa è (nella mia visione) la futura mamma: quindi in ogni caso è a lei che mi rivolgo per assecondare i suoi desideri. Sarà protagonista ancora per poco, e desidero che si goda questo momento..
I più impegnativi da gestire, in ogni caso, sono i fratellini maggiori, che spesso hanno 2-3 anni e non sono sempre collaborativi con risposte da telecomando. Negli anni, ho sviluppato le mie strategie, specifiche per ogni situazione (ovviamente non pianificata).

Dopo aver fotografato tante pance tu ti stai sempre di più specializzando anche nella fotografia new born. Ci racconti in cosa consiste? 
La fotografia newborn è un settore per me molto entusiasmante. I bambini vengono fotografati tra i 7 e i 14 giorni (meglio se sono sotto i 10) di vita. In questa fase dormono molto, la loro muscolatura è piuttosto elastica e cadono in lunghi momenti di sonno profondo in cui possono essere messi in splendide posizioni.La sessione è piuttosto lunga, impegnativa, e non deve dare retta all'orologio: può durare anche 4 ore!
Da fuori, guardando le foto candide e pure, respiri un'atmosfera rose e fiori, cosciotti morbidi e sorrisini, immagini  che probabilmente profumano di bambini. Non è così, o meglio non solo. Durante la sessione mi ritrovo a gestire pipì e pupù, pianti infiniti, mamme stanche e temperature elevate.. Ecco, diciamo che a me tutto questo piace tanto tanto, ma l'impegno è notevole, sono necessari studio e aggiornamenti, tanta tanta pratica... giusto per dare un quadro completo della situazione.

Se dovessi lasciare tre consigli ai lettori di Enjoy it or not che hanno appena preso la reflex e vogliono imparare a creare un proprio progetto fotografico. Quali sarebbero
La tecnica è fondamentale ma si impara ed è la parte più semplice. La parte più impegnativa è avere un'idea e qualcosa da dire prima di iniziare a fotografare, e sviluppare un proprio linguaggio o stile. E chiedersi chi è il "pubblico" a cui ci si vuole rivolgere: noi stessi? Gli amici su Facebook? Possibili clienti futuri? Gallerie o photoeditor per essere un giorno esposti o pubblicati? Il linguaggio da usare e la selezione delle immagini dipenderanno da questi elementi.
Altro consiglio: poche foto! Nessuno vuole vedere 57 foto della prima sessione del nostro nuovo progetto: una, due per sessione.

Qual è il tuo fotografo preferito e quello che ha segnato l'inizio della tua professione?
Non ho iniziato subito con questo genere: il mio inizio è stato in teatro, con la fotografia di scena.
Diciamo che, nel settore specifico, non ne ho uno preferito, ma esiste tutta una serie di fotografe (eh sì, sono per lo più donne) che seguo, che vivono e operano sia negli Stati Uniti che in Australia. Da loro, c'è sempre molto da imparare, e sono una spinta continua all'ispirazione e al rinnovamento.

Ultima domanda: dopo aver visto tante mamme e tante pance. Qual è il messaggio che vorresti dar loro per enjoy questo momento particolare della loro vita e ricordarselo per sempre con un sorriso?
Scegli con cura il tuo fotografo e ricordati che non è una spesa ma un investimento. Eh sì, perchè ci sono aspetti da non sottovalutare: per garantire un buon risultato, non è sufficiente andare dal proprio fotografo di matrimonio se questi non è specializzato nel settore. Un fotografo di architettura non è detto che realizzi buone foto di gravidanza o famiglia. Per arrivare a determinati risultati sono necessari, come ho detto prima, investimenti in formazione, accessori (spesso molto costosi, come quelli per neonati), spese di mantenimento per garantire la massima sicurezza (ogni accessorio usato va lavato e sterilizzato prima di essere usato per un altro bambino), attrezzatura adeguata, competenze specifiche..
L'associazione di cui faccio parte, AIFB, Associazione Italiana Fotografi di Bambini, è un buon supporto nei vari aspetti della professione, e nell'assunzione di consapevolezza da parte dei professionisti che si vogliono occupare di questo settore, nel rispetto delle regole.




Per scoprire tutto il portfolio di Lisa Conti curiosate su fotodisapone.com

#ImNoAngel di Cass Bird per Lane Bryant





Arrivata con la forza della viralità e la semplicità della bellezza la campagna pubblicitaria #ImNoAngel del marchio di lingerie plus size Lane Bryant porta sullo schermo un progetto fotografico e video decisamente interessante ridefinendo lo stereotipo della fotografia di moda.

Firmato dalla fotografa Cass Bird#ImNoAngel porta in scena l'altro lato della bellezza femminile: quella morbida e rotonda di un corpo perfetto ma non minuto a cui spesso la moda s'ispira. Guardiamo più da vicino le immagini di questa campagna che sta facendo il giro dei social network, del blogging e di tutto il mondo on e offline.

Il primo punto che appare evidente è la dichiarazione di "guerra" nei confronti dello stereotipo degli Angeli di Victoria's Secrets che per anni hanno lasciato senza parole gli uomini e intimidito le donne per la loro bellezza ultraterrena. Ultraterrena perché oggettivamente non si riescono a trovare altre modelle con un fisico e personalità così simile. Tanto che al tempo della "sostituzione" di Heidi Klum fu quasi impossibile trovare una degna erede e probabilmente ancora non c'è.

In #ImNoAngel la fotografa Cass Bird sfrutta la sua esperienza nel mondo della moda per creare scatti esattamente uguali a quelli in cui apparirebbero gli Angeli. La stessa sfrontatezza del famoso calendario Pirelli e l'uso del bianco e nero per mettere in risalto la purezza della bellezza. 

Proprio l'utilizzo sapiente del bianco e nero dona al progetto fotografico quella componente meno canzonatoria e lo rende a tutti gli effetti una provocazione contro il concetto di corpo etereo, perfetto e inarrivabile. Provocazione che finisce per essere un terreno comune di bellezza dove appaiono in primo piano più i sorrisi, la profondità dello sguardo e il generale senso di comfort che neanche i corpi "oversize". Il senso di comfort è poi la chiave che fa virare lo sguardo sulla collezione, la posa e l'esibizione del corpo non manipolata dall'esterno ma naturale e quasi in movimento.

Movimento che rimanda ad una piccola danza di allegria che piace alle donne e cattura lo sguardo maschile confondendolo con i più vecchi alleati di seduzione che una ragazza possa avere: pizzi, merletti, fantasie e fiocchetti al punto giusto. Il colpo vincente di #ImNoAngel che segna una doppia conquista: della libertà che piace alle donne e della sensualità che colpisce gli uomini. Il tutto ancor più spiegato dalla scelta dei pezzi della collezione: dal completo in tulle e ricamo allo spezzato tanto amato dalle donne pratiche e sempre di corsa.



A questa doppia vittoria si aggiunge la bravura e il carattere di sei professioniste del mondo moda curvy: Candice Huffine, Elly Mayday, Marquita Pring, Ashley Graham, Justine Legault e Victoria Lee. Sei ragazze che in #ImNoAngel ridefiniscono il concetto di sexy presentandosi nel loro brio caratteriale e in pose tipiche del mondo moda azzittendo chiunque voglia muovere una critica contro la campagna. 
Un'affronto giocato con le stesse armi della fotografia di moda e che riesce ad essere il giusto contesto per dare il là a tutte le donne del mondo a prendere in mano la situazione e dichiarare il loro stato con hashtag #ImNoAngel scritto con rossetto rosso sul vetro. 

Insomma un progetto fotografico che insegna come spesso il complesso di non poter arrivare a comunicare come fa la fotografia di moda classica è più uno stereotipo che si crea il singolo e non la realtà. #ImNoAngel è un invito a passare quel confine dettato dalla paura e lanciarsi nella prova. Prova che se va male è una bellissima fotografia da esibire a pochi intimi o da cui partire a migliorare. Se va bene, invece, è un vero e proprio invito al valorizzare il meglio di sé e mostrarlo con la sicurezza (confidence per rendere meglio il termine) di avere qualcosa di bello da mostrare. 

Che a vederla un po' più a distanza è esattamente la stessa tecnica che hanno usato gli Angeli di Victoria's Secrets prima di arrivare a calcare quel palco e essere i modelli irraggiungibili che oggi conosciamo.

Per cui non lasciate questo progetto in un angolo ma buttatevi, scopritelo e vivetelo con l'animo Reflexista per poter cogliere quell'invito a valorizzare il vostro talento e metterlo in mostra anche se non siete Angeli ma semplicemente #Enjoyers!;) 

Fonte foto: cassbird.com e lanebryant.com

Panoplies: Barbie vere su Vogue Paris grazie a Giampaolo Sgura



























Il 2014 ha visto una strana tendenza nel mondo della fotografia e della moda. A partire dall'innovativa sfilata di Moschino con Jeremy Scott come stilista e la presentazione della sua linea ispirata alla Barbie c'è stato tutto un susseguirsi di questo trend fino alla consacrazione fotografica su Instagram con il profilo di Barbie e quella di Vogue Paris per mano del fotografo Giampaolo Sgura.

Dambo box life

La fotografia "corale"



La fotografia a figure inanimate (still life), in generale, riesce a tirare fuori un non so che di romantico. Questo romanticismo diventa ancora più forte quando ad interpretarlo è il mini pupazzo di cartone formato da piccole scatole che diventa umana o meglio il "robottino Amazon" o "box life" come lo chiama la rete. Di chi stiamo parlando?!? Di Dambo, alias quel piccolo esserino creato da un insieme di scatole che dal 2012 gira il mondo e si ritrova in tantissime situazioni che imitano i gesti comuni della vita umana dandole, però, quel tocco di sacralità a cui ogni reflexista cede con un sorriso.

Barbie Instagram



È la donna più invidiata della terra e riesce a mettere d'accordo sia "femmine" che "maschi". Ha il record di più tipi di lavoro svolti e quello di avere un'età indecifrabile. Icona di Tarina Tarantino, MAC e Karl Lagerfeld, solo per citarne alcuni. Di chi stiamo parlando? Ovviamente di lei: Barbie.  Proprio lei in questi giorni sta diventando la protagonista della moda nel mondo reale non solo diventando oggetto di capi fashion da collezione ma...nel campo della fotografia 2.0. Barbie ha un suo profilo Instagram ufficiale.

#100happydays: conclusione della sfida




...oppure no?


Eccoci arrivati all'unico post che non volevo scrivere e che ho rimandato a lungo: quello dedicato alla fine della mia sfida #100happydays. Come mai? Perché effettivamente si chiude un progetto che nato per caso mi ha "coccolato" durante tutti questi giorni dandomi una valida motivazione per scoprire e usare Instagram e imparare a scattare con ciò che si ha proprio come dicevo in uno dei primi post di reflexista.

Arriviamo quindi a rispondere alla prima domanda che si lega a questa sfida da #100happydays: si diventa veramente più felici in questi 100 giorni? Cambia qualcosa? La risposta è abbastanza ardua. Da una parte durante i 100 giorni mi sono trovata in una piena atmosfera di sperimentazione senza andare tanto a domandarmi quanto fossi felice. Ero più incuriosita dal capire come avrei retto e da cosa giudicare come "fortuna" da fotografare ogni giorno. Dopo il ritmo della mia vita è diventato talmente frenetico che non avevo voglia di domandarmi se ero felice. Ero semplicemente affaccendata a vivere tanto che verso la fine ero troppo occupata da non riuscire a fotografare con costanza e sono diventata gelosa del momento per condividerlo su Instagram.

#100happydays: tredicesima settimana

Verso la fine dei #100happydays


Sempre più vicina la fine della mia sfida 100 happy days e devo dire che a livello psicologico questo rallenta molto la voglia di fare foto da condividere. Un po' perché qualche amica mi ha richiamato per i troppi post, un po' perché se scatto troppo i giorni finiscono subito e in questo caso non so se sono molto pronta a questo avvenimento. Da una parte sono felice perché è il primo progetto fotografico che intraprendo e compierlo è solo l'inizio di tanti altri. Dall'altra, però, che cosa pubblicherò ora?!


#100happydays: dodicesima settimana

Sutro o non sutro?!



Dopo la scelta di dare prima spazio al filtro Brannan di settimana scorsa, ora è tempo di provare il filtro sutro nella mia sfida 100happydays. Ecco quindi che mi sono dedicata al fratello maggiore del vintage Early Bird.


 

Come si vede dalla seconda foto qui in alto,il filtro Sutro si contraddistingue per un'area molto chiara al centro e una degradazione sfumata verso il nero ai lati. Questo effetto permette di creare una drammaticità importante che rende la foto molto vintage.

#100happydays: undicesima settimana

Brannan: il filtro di stile! 


Come vi avevo anticipato settimana scorsa per questi successivi giorni di #100happydays avrei scelto tra il filtro Brannan e il filtro Sutro di Instagram. Su quale dei due far ricadere il primo esperimento?!? La scelta è stata ardua ma alla fine, un caffè ha portato alla saggia decisione: il filtro Brannan

#100happydays: decima settimana

3...2..1..Lo-fi!

C'è chi lo definisce il fratello maggiore del filtro Hefe e c'è chi lo vede come l'inizio della cartonizzazione della foto grazie al suo aumento netto del contrasto. Ecco il filtro lo-fi che ho cercato di utilizzare durante tutta la mia decima settimana dedicata alla sfida #100happydays.

Impressioni? Ho appunto cercato di utilizzarlo per tutta la decima settimana di #100happydays ma mi sono ritrovata a preferire l'opzione no filtro o a cambiarlo totalmente puntando su Sutro o Brennan che hanno dato delle sfumature più interessanti. 

#100happydays: nona settimana

Il fascino del vintage


Dopo essermi affidata al filtro Amaro di Instagram dedicato a rendere le foto un po' eighties, mi sono totalmente dedicata ad un altro filtro vintage: Early Bird. Dopo una parentesi di due sole foto con il famoso Lo-fi, molto simile al filtro Hefe che ha ispirato la mia quinta settimana della sfida #100happydays, ecco che ho iniziato ad usare questo prezioso filtro. 

Perché prezioso? Ho scoperto che il filtro Early Bird è l'unico in grado di "tirar fuori i colori" anche dove non ce ne sono. L'esempio più lampante? La foto del sipario al saggio di mia nipote. Sala buia, tendone rosso e rifiniture in noce scurissimo...scatto e...niente flash. Risultato? A malapena si vedono le increspature del sipario. Con Early Bird appare qualcosa di molto scenico, o come direbbero gli inglesi "drama". 

Riesce a tirare fuori i minimi raggi di luce immortalati e dare una patina d'insieme piena di stile che non solo da l'effetto antiquato ma esalta proprio la foto. Ho sottoposto il filtro Early Bird anche ad un'altra doppia prova: uno screenshot di Shazam e uno scatto del monitor del pc, notoriamente difficile da immortalare: qualcosa di superlativo anche in questo campo. Grazie al focus nella parte centrale e una leggera sfumatura nera verso le estremità, la foto oltre ad essere luminosa diventa anche molto fashion oltre che vintage

Perfetto anche per marcare colori come il rosso, il blu e l'oro rendendoli ancora più caldi, interessanti e degni di una copertina...per lo meno di facebook! 

Unica pecca? Con il suo lavoro di "resuscitare" i colori rende le foto da tramonto (come quella della lavagna) con una luce molto simile a quella del mezzogiorno levando parte del romanticismo. D'altra parte però è il filtro perfetto per dare quel coté di felicità old style che fa innamorare alla prima applicazione. 

Una scoperta da utilizzare per caratterizzare le proprie foto con quel mood romantico e fashion o per restaurare una foto non proprio eccellente. 
Intanto un applauso alla mia costanza di oltre 70 scatti e ancora voglia di affrontare i 30 giorni successivi...anche voi state scoprendo questa vostra forza nel portare aventi la sfida #100happydays?
Ditelo nei commenti!

#100happydays: ottava settimana

Il filtro amaro e piccoli danni collaterali

Questa settimana nella mia ormai famosa sfida #100happydays ho testato il filtro amaro di Instagram. Primo della lista, subito dopo l'opzione no filter, questo piccolo genietto tende a dare dei colori estremamente di classe alle foto ponendo il focus dell'attenzione nel centro dello schermo.

Non troppo invadente ma nemmeno così scontato, il filtro amaro di Instagram è quel piccolo accenno che riesce a rendere una foto senza arte e né parte, una grande foto. Definito anche il filtro che tende ad invecchiare la foto sbiancandola, Amaro riesce a rendere il bianco incantevole e i colori più scuri più dolci e definiti. 



Altrettanto vero che non ho ancora capito su quale tipo di foto sia più azzeccato. Non sembra il classico filtro da Foodie, anche se con la classica tavola primaverile con vino bianco riesce a dare una nota di eleganza. Al contrario, come si vede nella foto della torta, tende a dare una strana definizione alla torta al cioccolato: come se fosse appena tirata fuori dal freezer in una calda giornata. La realtà era che eravamo in un locale e l'orario di scatto è intorno alle 23.00.

Ecco quindi che mi tornano in mente le parole di un'infografica pubblicata da agenda geek : "il filtro amaro è per tutti i party animals che fanno foto al buio e le schiariscono rendendole visibili dagli altri. L'arma segreta delle foto del gufo notturno."

Sarò diventata un gufo notturno o semplicemente era la settimana di prova dal sapore anni'80 che di tanto in tanto ci ricorda i cimeli dell'infanzia come la famosa illustrazione di Bimbo mix. Eh già mi sono accorta in ritardo che l'utilizzo prolungato del filtro Amaro ha portato a scattare la foto ad un bambolotto in pieno stile eighties. Che sia un effetto collaterale diffuso o è solo il mio inconscio? Voi che dite enjoyers che amate instagram?!? 

#100happydays: settima settimana

Il filtro Valencia

 

Avevo già esplorato casualmente il filtro Valencia nella sesta settimana del mio #100happydays ma... come non dedicargli un intero esperimento? D'altra parte si concorda che sia il filtro instagram che piaccia di più agli ossessionati del colore...secondo solo a Hefe (che ho usato durante tutta la quinta settimana della sfida). Partiamo, però, con ordine.

Il filtro Valencia di Instagram tende ad aggiungere una patina gialla che fa brillare i colori in modo solarizzato. Una sorta di pennellata di luce che accende l'immagine fino a farla sembrare scattata sotto al sole di Mezzogiorno in una piazza molto esposta. Agisce in modo stupendo sia sui colori chiari come  il bianco, il giallo e l'argento che sui colori scuri dando una tonalità calda e invitante.




Secondo la fonte Vogue Australia, è uno dei migliori filtri per rendere la foto vintage, grazie anche alla lieve sgranatura, e l'effetto massimo dell'old school lo si raggiunge se abbinato al filtro Nashville. Secondo il nostrano Grazia, invece, è il filtro dei chiaro e scuri decisi, mentre per Pensieri & Caffelatte (già citato settimana scorsa) è l'effetto fotografico degli anni'80 che rende tutto molto pop e molto più felice della realtà. 

Risultato dell'esperimento? Sicuramente un filtro da tenere in considerazione quando si vuole dare un effetto scenografico alle proprie immagini e, se aggiunto due volte, è la chiave perfetta per rendere uniche quelle foto che di primo acchito non convincono per il taglio o la posa. Alla lunghissima stanca un po' ma mantiene il suo splendore per parecchio tempo...quindi non sorprendetevi se entrerà tra i vostri preferiti in breve tempo.

Un ultimo accorgimento per chi segue la mia sfida sin dall'inizio. In questa settimana le prime due foto a cieli, per l'appunto azzurri, sono scappate senza filtro perché quando il tempo è stupendo e il sole irradia i suoi raggi con così tanta grazia...non si può nascondere la sua potenza dietro un filtro. Mi perdonerete? O le volete vedere in versione Instagram - Valencia filter


Avendo sorpassato la metà dei giorni di sfida decisamente possiamo anche brindare con due chicche piene di sole senza nessun filtro e solo con tanta energia e buon umore tutto da enjoy!

A settimana prossima Igers e Enjoyers!

#100happydays - sesta settimana

Alla scoperta dell'Hudson Filter




Un po' in ritardo sulla tabella di marcia eccomi a raccontare della mia sesta settimana alle prese con la sfida #100happydays che ogni giorno mi sembra contagi sempre più persone o comunque le stuzzichi come ha ammesso anche Ines (ancora grazie) nel commento al mio primo post riguardo questo progetto.

Come la scorsa settimana, anche per i giorni della sesta ho deciso di dedicarmi ad un solo tipo di filtro di instagram e questa volta è toccato al famosissimo e azzurrissimo Hudson. Battezzato con il nome importante di un fiume, questo filtro di instagram è decisamente strano: non semplicemente smorza i colori ma tende in qualche modo a sfalsare la foto aggiungendo toni del blu e rendendola più seventies. Inoltre pone un leggero velo di malinconia stile old school americano dando alle foto una caratterizzazione da Giovane Holden dandy

Un mix che non è propriamente da happy day se vogliamo dirla tutta. Infatti un paio di volte ho dovuto cedere ad un altro tipo di filtro (Valencia) che rendesse un po' più il senso di calore e il tocco d'estate che volevo dare alla foto, come accade con quella dedicata alle nuove zeppe.





Tornando all'hudson filter ho testato la sua capacità su toni freddi e quelli più scuri come il nero, il marrone, il grigio, il blu e l'esatto opposto: il bianco. Il risultato è stato interessante notare l'aumento di espressività dei colori scuri, la sottolineatura egregia del verde e dell'azzurro e lo strano effetto sul bianco.Come vedete dal biglietto della lotteria, il bianco è praticamente trasformato in un argento poco brillante e mantiene la componente grigia anche se la luce è diretta e solare (come nel caso della scarpa). Nonostante Pensieri & Caffelatte, lo definisca perfetto per gli esterni e le architetture in realtà il vostro scatto deve seguire il loro esempio in immagini: solarizzare prima la foto che si sottoporrà ad Hudson

Hudson è, quindi, un filtro che può essere molto interessante per evidenziare qualcosa nella zona centrale dandole quel look un po' pretty e american college che piace di tanto in tanto ma alla lunga tende a stancare e spinge l'utente a cercare altro per vibrare con i colori dei propri scatti.





L'ultima scoperta  della settimana riguarda gli hashtag. Prima di lasciarvi e passare al successivo filtro di Instagram posso dirvi che, nonostante l'ondata di ouftit e corpi perfetti,  il #fitness non è uno sport per igers. Lo dimostra la foto che per dare un cuore alle mie scarpe ultra sportive ci sono volute ore e senza un gran risultato. Contariamente la mia tazzina è brillata nel mondo dell'che home decor e delle amanti dello shabby chic.

Dove mi porterà la prossima settimana di #100happydays? Non lo so ma di sicuro sarà da condividere con voi! Stay tuned!

#100happydays - quinta settimana

Alla scoperta del filtro Hefe


Se settimana scorsa ho iniziato a dilettarmi con Hudson e X Pro II, i due famosi filtri di Instagram, durante questi sette giorni della mia sfida #100happydays ho deciso di esplorare un altro filtro e gli effetti che da sui colori e le foto.

Scorrendo la lunga lista di filtri Instagram e avendo a disposizione una foto tendente a colori molto caldi sono piombata sul filtro chiamato Hefe. In un primo momento non è nulla di che perché tende a rendere i colori più contrastati e dare una leggera patina color seppia aggiungendo una cornice nera intorno all'immagine. Basta però avere del tortora o del marrone nella foto e la possibilità di aumentarne l'effetto con l'icona del sole et...voilà: diventa uno spettacolo.

#100happydays - quarta settimana

La settimana delle conferme 

Eccoci alla quarta settimana della sfida #100happydays. Quali conclusioni sono riuscita a trarre? Quali scoperte ci sono da questa settimana corta che conta solo 5 foto visto che il post della terza settimana ha dovuto aspettare il lunedì di Pasquetta per essere pubblicato?A dir la verità non ha molte scoperte semmai più conferme di quanto visto finora. 

 

#100happydays - terza settimana

Le quattro grandi verità

Dopo le scoperte e le ispirazioni della seconda settimana della mia sfida #100happydays ecco che arriva la terza con il suo altro pacchettino di verità sui progetti fotografici, la fotografia digitale e smartphoniana se si può dire così.






Legographer: la fotografia attraverso l'omino di LEGO!

Il fotografo che è in noi


Foto di Andrew Whyte by longexposure.co.uk
In questo periodo la fotografia  sta regalando tante soddisfazioni. Un po' perché il progetto 100happydays e un po' perché ancora esistono fotografi che hanno idee brillanti. Uno di questi è decisamente Andrew Whyte con il suo legographer.

#100HappyDays - seconda settimana

Tra eventi e idee





Settimana scorsa per rispondere al trend e per trovare un progetto fotografico ho accettato la sfida di #100happydays e ho iniziato ad immortalare i miei momenti felici. Durante questa seconda settimana ho continuato e sono arrivata a due grandi conclusioni:
- Instagram funziona con hashtag geolocalizzati
- ho trovato due idee per un progetto di fotografia futuro.