Non esiste estate senza una nuova playlist. Per quanto ci si sforzi a cercare successi dell'anno precedente e dirsi che non importa, tanto la sensazione è sempre leggerezza e ricordi di tuffi in mare... no non si riesce a non creare una nuova playlist dei pezzi che catturano l'attenzione via radio, nei negozi mentre attendiamo i saldi o nei weekend fuori porta.
Ogni estate porta nuove canzoni, ritmi specifici e parole da canticchiare mentre si preparano le valigie o il sole benedice le più grandiose avventure che si stanno per compiere. In questo anche l'estate 2015 ha portato con sé un insieme di canzoni decisamente interessanti che non solo ci faranno entrare nella leggerezza tipica di questa stagione ma ci lasceranno quel ricordo sotto pelle che sarà la nostra abbronzatura e ricarica musicale con cui iniziare i mesi autunnali.
Per cui mettete le cuffie, rilassatevi, schiacciate play e iniziate l'itinerario musicale di Enjoy it or not per questa estate 2015!
Per entrare nel mood leggero e fresco come quello estivo la prima canzone della playlist estate 2015 non poteva che essere la più canticchiabile di tutti: Don't Worry di Madcon e Ray Dalton. Un vero invito a lasciarsi andare, allentare la tensione e iniziare a vivere ogni giorno come se fosse venerdì pomeriggio prima dell'uscita dall'ufficio. Ritmata ma non eccessiva è il perfetto inizio per tenere il tempo con i piedi e mandare in vacanza la mente. Tanto in vacanza che con Want to want me di Jason Derulo potrebbe lasciarsi andare ai "versetti" stile RnB e Michael Jackson contenuti in questa canzone da ombrellone. Salvataggio in corner dal mood eccessivamente rilassato dalla glamour Lean On di Major Lazer, MO e Dj Snake. Il classico pezzo che ti spinge ad ordinare un cocktail anche se sei davanti alla macchinetta del caffè o peggio ancora alla commessa che cerca di capire se stai lasciando libero il camerino. Lecito, invece, sculettare e iniziare a pensare la valigia con El Mismo Sol di Alvaro Soler come il perdersi in un pensiero di sole, spiaggia e ritmo con la bellissima I want you to know di Selena Gomez e Zedd. Sogno che può essere interrotto dalla vocina ironica di Nicki Minaj, Bebe Rexha e Afrojack che si scatenano sulle note di Hey Mama di David Guetta. Insomma le ultime note da sentire per correre in aeroporto e arrivare prima della chiusura del gate. Volo che vi porterà nel cuore di quello che Pitbull e Chris Brown chiamano Fun e per voi potrà avere le sfumature di vacanza grazie e a quel ritmo campionato che sa di spiagge infinite e party di mezzanotte. Ritmo che si sposa bene con l'immancabile nota firmata da Enrique Iglesias in spagnolo con la ballad El Perdòn che vi aiuterà a creare quel look da latin lover perfetto per affrontare la serata. Se siete femminucce non preoccupatevi per ispirare il vostro outfit e farvi brillare nelle serate tra gelato, lungomare, eventi e sagre ci sarà Ariana Grande con la sua One Last Time. Il tutto per arrivare a quelle notti estive passate a guardare il cielo esprimere desideri alle stelle cadenti o vivere l'emozione di fuochi d'artificio ricordandovi che The night is still young come canta Nicki Minaj. Finisce così laplaylist estate 2015 di Enjoy it or not regalandovi un itinerario musicale perfetto per augurarvi che questa stagione possa essere magica e serena come l'augurio di Cremonini di fare un Buon Viaggio. Anche perché per quanta strada ancora avete da fare per le vostre vacanze, eh si, amerete il finale!:) Buona estate Enjoyers! Fonte immagine: Kaboompictures.com
Se c'è una verità legata alla stagione estivaè che l'estate fa sempre e comunque rima con la musica. Che sia l'attenta scelta di una playlist per entrare nel mood allegro delle vacanze o la scelta di un concerto che si è sempre sognato, la musica è la vera protagonista in grado di scandire le giornate e riempirle di quell'atmosfera unica che solo l'estate sa regalare. Quest'anno oltre ai concerti di qualche big e tradizionali kermesse musicali, il 2015 ha deciso di regalare un'esperienza unica per tutti coloro che visiteranno Milano: Estathé Market Sound.
Non un semplice evento musicale, non un palco per qualche artista, Estathé Market Sound è molto molto di più. Pensato come un festival innovativo per dettare il tempo alla Milano ospite dell'Expo, l'evento proposto da Estathé propone sei mesi di musica, street food e "smart entratainment" in una cornice d'eccezione come i Mercati Generali che per l'occasione saranno un vero e proprio terreno di incontro tra culture.
Culture che mixano il sapore della buona cucina di street food (all'altezza dei più gourmand che cercano specialità a chilometro zero), all'intrattenimento di famose band nazionali e internazionali facendo incontrare grandi e piccini in uno spazio che diventa sempre più un "Mall" dove girovagare e godersi appieno l'atmosfera. Addirittura si parla di un'area Fun Park dedicata a piccoli e ragazzi e di show, reading e attività per giovani in affiancamento ai concerti serali e diurni. Curiosando nel calendario si intravedono tocchi di classe del jazz grazie al Blue Note Sunday Music Village, sonorità indie e in ascesa come gli Sheppard di Geronimo e star chiacchierate come Nicki Minaj e le note soul per eccellenza di D'angelo. Sempre nella line up si scorgono anche gli innovativi Subsonica la dolce Annalisa e il fenomenale Francesco Renga e, a sorpresa, Renzo Arbore facendo capire che è decisamente un festival per tutti.
Chi ama, invece, scoprire le novità o assistere a eventi musicali a tema l'Estathé Market Sound ha pensato di aggiungere anche il colorato Holi dance festival e la festa irlandese che sarà anche accompagnata da un grazioso mercatino celtico permettendo di venire a contatto anche con una delle culture più divertenti d'Europa.
Insomma se tra i vostri vari weekend milanesi volete aggiungere una pausa di puro divertimento, Estathé Market Sound è il divertimento tutto enjoy da visitare! Chissà magari ci ritroveremo davanti a qualche ape car a cantare tra un morso di qualche specialità e l'altro.
Intanto prendete come riferimento la pagina Facebook per non perdere i concerti in arrivo e aggiungete tra i vostri eventi fb l'Estathé Market Sound! Fonte immagini: Antinori
Succede sempre allo stesso modo: ogni volta che esce un album di Madonna parte la classica domanda: cedo nell'acquisto o no? Ascolti poi la prima canzone e ti convinci, arriva il primo ascolto e...no non hai capito se ti piace o no però vuoi riprovare. Anche con il nuovo Rebel Heart è stato lo stesso. Indecisione e tanti tanti ascolti prima di capire che, si anche con questo album Madonna ha centrato in pieno l'obiettivo e ancora una volta ha fatto ballare giovani, meno giovani e nostalgici!
Rebel Heart è arrivato con una velocità incredibile dopo una campagna di immagini Istagram infinita e piena di hashtag criptici. Un puzzle lungo mesi e pieno di immagini diverse che si è appianato solo con il "regalo" delle prime 6 canzoni dell'album appena prima delle feste di Natale 2014. Ancora una volta la queen of Pop si è distinta con un gioco che ha in qualche modo fatto ingolosire i fan, criticare i detrattori e dimostrare ai più giovani come imparare a comunicare un'idea. Idee e comunicazione che si ritrovano in ogni traccia di Rebel Heart con un preciso intento d'insegnare a la libertà, l'amore in una forma più autentica (anche e soprattutto un po' di amor proprio) e la necessità di prendere una posizione contro dicerie e pettegolezzi. Insegnamenti vecchi come una generazione ormai passata ma che ad ogni ascolto riescono a inculcare un po' di buon senso e il desiderio di poter finalmente imparare a lottare per la propria libertà, qualunque essa sia. Una ribellione per esprimere se stessi senza paura del giudizio. Lo si sente nel tono ironico di Illuminati in cui Madonna afferma di non essere in nessuna cricca per controllare il mondo e la corretta definizione storica di questo gruppo di intellettuali. Allo stesso modo l'apparenza frivola di Bitch I'm Madonna nasconde la volontà di sorvolare una volta per tutte le solite critiche fatte alla cantante sull'età e l'essere sempre al centro dell'attenzione anche quando ha dovuto sembrare un' Unapologetic Bitch per poter uscire da una dolorosa rottura. Arriva forte anche l'eco di Iconic in cui la regina del pop invita a tirare fuori i propri talenti e diventare delle icone in qualcosa in cui si è bravi. Niente scuse o paura delle pressioni dall'esterno ma solo un gioco di parole stupendo da ricordare I can - Icon 2 letters apart. Gioco che si sposa alla perfezione con una sonorità cupa ma allo stesso tempo innovativa e che cattura come non mai. Allo stesso modo la dolcezza di Joan of Arc ricorda che a volte si è semplicemente umani, anche se si ha un cuore di metallo. Dolcezza che si ritrova in Inside Out, Living for Loveanche nel secondo grande singolo Ghosttown che a sorpresa è dedicato al figlio Rocco (nei precedenti album le canzoni erano sempre per la figlia) e con una sonorità maestosa e leggera allo stesso tempo incanta tanto quanto il video e le performance dal vivo che seguono. Interessante notare che dal terzo ascolto si capisce come tutte le canzoni abbiano influenze di generi diversi uniti, remixati, conditi con toni diversi nel modo di cantare che portano a trovare un senso molto più adulto a tutti i selfie istagram del 2014 in studio, i video di famiglia postati su facebook, le immagini crude della copertina con Madonna tra legacci di pelle e dei fotomontaggi con John Lennon, Elvis e personaggi del passato e presente. Un omaggio ai cuori ribelli che l'hanno preceduta, a quelli che ogni giorno si alzano e lottano per il proprio posto nel mondo e a quelli che un domani saranno gli adulti destinati a scontrarsi con la realtà. Decisamenteun album da assaporare in un secondo momento con calma, ascoltando tra le note, spingendosi al di là di quel che è noto, spingendosi fuori dalla zona di comfort divertendosi ad arrivare al cuore del testo e dell'ispirazione. Ma anche a riconoscere quali tracce contengono quà e là riferimenti alla carriera pluridecennale di Madonna che solo i veri fan che come lei amano andare al cuore delle cose potranno apprezzare. Enjoy questo album con tutto il vostro Rebel Heart ogni volta che vorrete andare al di là del noto e dell'apparente per affermare la vostra voce. Nel frattempo ci lasciamo con lo stupendo video video di Ghosttown che vede protagonista di un balletto sensazionale anche Terrence Howard.
In tutta la settimana esiste un solo giorno in cui ti svegli, rifletti un attimo e ti spunta un lungo sorriso: è venerdì e nulla potrà cancellare quel sorriso. Come tutti gli altri giorni sai che potrà andare bene o male ma sai anche che è venerdì e ha il potere magico di essere l'ultimo giorno che chiude una settimana regalandoti una pausa da ansie, stress e routine quotidiana. Venerdì è quel giorno in cui solo la musica può alzare la voce contro di te. Tutti gli altri sono pregati di stare al loro posto e lasciar scorrere la giornata il più velocemente possibile.
Ecco perché il venerdì ha bisogno di una sua playlist da accendere al risveglio e farci accompagnare durante tutta la giornata fino al fatidico cin cin che inaugura il weekend. Per questo Enjoy it or not vi propone un esclusivo mix di canzoni nella playlist TGIF che possa idealmente accompagnarvi attraverso i momenti della giornata lasciandovi il sorriso del risveglio anche davanti a momenti meno paradisiaci. Si parte infatti con Disneyland dei Five for Fighting perfetta per sottolineare quel momento unico in cui realmente realizzi che è venerdì e davvero il weekend dista non più di una manciata di ore. Un momento che è felicità, calma interiore e buoni propositi verso la giornata. Esattamente come il racconto di vivere un giorno nella perfezione del famoso parco, insomma un sogno realizzato che sembra proprio far largo al Best day of my life come cantano gli American Authors. Il venerdì però è anche quella giornata da tempo di lasciarsi trasportare dalla freschezza di Hold my hand di Jesse Glynne. Il classico pezzo pop che ti prende letteralmente per mano e ti porta a quella sensazione unica di leggerezza tipica di quando si chiudono le ultime cose, si mettono in valigia due vestiti e via, si parte per una nuova avventura. Quel tipo di avventura che magari non ti cambierà la vita ma nel suo piccolo è una rivoluzione in grado di rianimare lo spirito e farti affrontare positivamente anche il traffico del mattino. Un po' come lo spirito con cui All about that bass di Meghan Trainor ti invita finalmente a lasciare a casa il photoshop e dedicarti a te stessa in pieno casual friday e concederti un look po più informale del classico tailleur e iniziare a giocare con i colori e gli accostamenti tra jeans e blazer. Paura di non essere all'altezza della situazione perché troppo rilassati? Ci pensano Mark Robinson e Bruno Mars a darvi la giusta dose di autostima con la grintosa Uptown funk che può scatenare il meglio di voi fino al fatidico momento delle 5:30 in cui s'inizia il countdown è solo una canzone riesce ad interpretare questa stupenda sensazione: four five seconds di Rihanna, Paul McCartney e Keyne West. Leviamo tutta la fatica della settimana e abbandoniamoci alla sensazione che finalmente si può chiudere un altro paragrafo e dimenticare tutto fino a lunedì. Perché come canta Robbie Williams: These are the days you've been waiting for. Ora sono solo da vivere come un dono unico. Anche nel fatidico momento in cui ci si prepara per la serata del venerdì e con una scarica di adrenalina si sceglie il perfetto look da uscita..foss'anche per andare a fare la spesa o un semplice giro cinema. Questo perché finalmente tutta la serietà e il timore di sbagliare può rimanere nell'ansia della settimana, ora è il momento di risplendere. Esattamente come ti suggeriscono le Destiny's child nella loro stupenda Bootylicious, la classica canzone che ti fa prendere in mano il telefono chiamare le amiche e tirare fuori dal niente qualche margarita. Quelle serate che sanno della libertà di Shout e della sofisticatezza di Get down on it (per i maschietti) dei Kool and the gang e Ladies night (per le ragazze) ricantata dalle Atomic Kitten. Serate che qualche volta finiscono in modo grottesco rimanendo però nella storia come la famosa Last Friday Night di Katy Perry. Che dite siete pronti ad affrontare questo venerdì con uno spirito diverso dopo aver ascoltato questa playlist? Oppure volete arricchirla un po'? Se si aggiungete i vostri titoli qui sotto!
Il film dell'anno e lo scandalo generazionale che tutti aspettavano di vedere nelle sale. Si narra di deliri di ragazzini con in mano la carta d'identità per dimostrare la loro età e di adulti che sono scoppiati a ridere alle scene più bollenti. Di stampa che ha deriso il film e di donne che hanno perso il controllo per Mr. Grey e della saga inventata dalla scrittrice EL James. La verità è che il film di per sé non è Nè il film che si aspetterebbero i maschietti né il film che vorrebbero le femminucce. Né un capolavoro, né una versione poco fedele, né tanto meno un film che può arrivare ad un enjoy pieno o un not enjoy totale. Per questo in questo post anziché avere l'ennesima recensione di 50 sfumature di grigio à la cinematic, ci sarà l'unico vero aspetto che colpisce e merita di essere menzionato: la musica. Proprio la musica è l'unico elemento che riesce a catturare lo spettatore e farlo innamorare in un misto di eleganti reinterpretazioni e pezzi nuovi votati alla bellezza della musica pop e ad alcuni ritmi che lasciano spazio al sogno (in qualunque sfumatura vogliate interpretarlo). Ecco perché parleremo del sopraffino capolavoro di Danny Elfman nel comporre una soundtrack degna di un oscar un po' come tutti i suoi lavori precedenti ( La fabbrica di cioccolato, Men In Black e Mission Impossible solo per citarne alcuni). Nella colonna sonora di 50 sfumature di grigio, la prima grande chicca da ascoltare a volume pieno è decisamente l'elegante versione di "I put a spell on you" cantata dalla soave voce di Annie Lennox. Un pezzo di fascino e magia paragonabile solo alla bellissima Witchcraft che spunta a metà del film in originale con The Voice, Frank Sinatra.
Tra le rivisitazioni anche Crazy in love cantata da Beyoncé con una maturità diversa rispetto alla briosa versione originale e ancora più intensa della versione della cover utilizzata in Il grande Gatsby. La colonna sonora continua anche con un altro pezzo della front woman delle ex Destiny's child: Hunted utilizzata spesso nei trailer o teaser del film.
Tra le novità più fresce e decisamente degne di nota l'incalzante Earned it di The Weeknd che è un invito ad un pas des deux per gli addetti alle coreografie e una canzone assolutamente da ballare almeno una volta in salotto con la propria dolce metà. Esattamente come la leggera Love me like you do di Ellie Goulding scelta da Danny Elfman per il momento più adrenalinico del volo in aliante dei due protagonisti. Inutile dirlo che questa diventerà anche la colonna sonora dei vostri un filo più veri viaggi in auto per un weekend fuori porta. Anche il tocco di Sia in Salted wound da quel tocco particolare ad una colonna sonora che pesca dal repertorio, ricanta e ripropone sotto diverse spoglie pezzi che si tendono ad amare ancora prima di sentirli abbinati alla scena madre che sottolineano. Totalmente alla Danny Elfman. Un mix orecchiabile che si conclude con i grandi motivi di Danny Elfman che firmano l'ennesimo suo successo musicale e la certezza che di questo film rimarranno più i dettagli che hanno contribuito a renderlo famoso e desiderato che neanche la trama in sé. L'augurio è che nel sequel (già annunciato dal finale del primo capitolo) ci sia sempre questo straordinario compositore a firmare le 50 sfumature di note che ci aspettiamo di sentire! Enjoy la playlist e attendo il vostro commento per sapere se anche per voi è stato il dettaglio degno di nota di 50 sfumature di grigio!
Sei tu DIVA quando credi in te stesso e combatti per ciò che vuoi
Di tanto in tanto mi piace guardarmi in giro alla ricerca di un bel musical che mi trascini a teatro e mi faccia emozionare come non mai. Tra il buio della sala, le voci degli attori e storie da scoprire, vivere un musical che ti lasci una canzone in testa per un periodo indefinibile è davvero un appuntamento da concedersi una volta l'anno. In questo inizio 2015 ho deciso di affidarmi ad una scelta al buio basandomi solo su nome, qualche interprete e poche note origliate dai video del backstage. La scelta è ricaduta su DIVA - l'amore va in scena con Max Cavallari (parte del duo dei Fichi d'India), Lorenza Mario e Francesco Capodacqua.
Arrivata alla prima, seduta nella sala gremita, alle prime note...si capisce subito che lo spettatore verrà rapito da ritmo e storia senza via d'uscita per tutto il resto dello spettacolo. Anzi si ritroverà a infrangere tutte le regole del teatro e a cantare a voce alta le canzoni note e cercare di canticchiare inedite create appositamente per Diva - l'amore va in scena. Ci si ritrova in un vortice di glitter, storie intrecciate, verità celate, battute spiritose ma soprattutto si è catturati dalle voci del cast che riescono a scuotere anche i più ingessati e a far divertire i più esigenti! Partiamo dalla trama però.
Scatti dalla prima
La storia del musicalDiva si svolge attorno a questo locale notturno dove le inibizioni non esistono e si professa la libertà di espressione in ogni sua forma. All'interno la tosta proprietaria Annabel (Lorenza Mario) tiene le fila del business e uno staff che ormai è diventato la sua famiglia. Accanto a lei lo strampalato braccio destro Renée (Max Cavallari) che l'aiuta e la consiglia ricordandole sempre di cogliere il lato ironico della vita. In una situazione tendenzialmente perfetta arrivano a rompere la tranquillità un'aspirante artista (Francesco Capodacqua) e il padrone dispotico dello stabile dove si erge il locale. Il secondo è totalmente intenzionato a mettere a repentaglio tutto richiedendo indietro il locale e usando tutti i mezzi possibili, anche il vendicarsi sulla figlia di Annabel (interpretata dalla favolosa Margherita Rebeggiani che a soli 10 anni tiene testa a tutti!)
Una trama che è il sottofondo perfetto per riscoprire l'energia di grandi pezzi della disco music dalla Conga di Gloria Estafan a We are family delle Sisters Sladge fino alle nuove musiche di Vincenzo Incenzo che rapiscono con i giochi di parole e un ritmo trascinante*. Se siete alla ricerca di una storia in grado di emozionarvi e tanta buona musica interpretata magistralmente per vivere un musical tutto da cantare e che vi strappi qualche risata con le battute del fenomenale Max Cavallari, enjoy Diva - L'amore va in scena sin dal video qui sotto:
(per chi l'ha visto...state ancora cercando il testo delle "tabelline"?)
Ci sono delle volte in cui si è arrabbiati. Ma tanto e forte. Quei periodi in cui se si avessero un paio di guantoni probabilmente si rischierebbe di fare i Rocky Balboa contro tutto e tutti. Quelli in cui ci si guarda allo specchio e ci si trova più verdi e più simili a Hulk che a noi stessi. Ecco in quei periodi una delle cose migliori da fare è prendersi del tempo, mettersi in un angolo e...tirare fuori la voce. Semplicemente.
Un canto da macchina o nella camera che più vi fa stare bene...ma scaricate la rabbia con la playlist giusta. Quel piccolo insieme di canzoni che non riuscite a non cantare a tono alto e impegnarvi a duettare con il gruppo che le canta. Spesso diverse dal genere che sentite solitamente ma che vi accendono come non mai smuovendo qualcosa nel profondo...e si alla fine vi sentite meglio! Quali canzoni scegliere però? A questo ci pensa la playlist per scaricare la rabbia di Enjoy it or not.
Nessuno può resistere al Natale, nemmeno gli Alternative
Niente e nessuno riesce ad esimersi da una cantantina di una bella strenna natalizia. Ci hanno provato i cantanti del rock e dell'heavy metal ma niente: o una cover o una nuova strenna arrivava sempre alle orecchie dei loro fan. Per non parlare delle star del pop che ormai vedono nel Natale la loro occasione di riscatto. Ovviamente direte voi: si solo loro perché si sono addolciti nel tempo ma nessun altro ha creato cover di questo tipo Men che meno i nuovi hipster, gli alternative alla No Doubt o i più recenti Fun. Cari Enjoyers ricredetevi: anche gli "alternative" a Natale si sciolgono.
O meglio più che sciogliersi vengono presi da quella comune frenesia di iniziare a canticchiare un grande classico e... via di storpiatura o di incisione di un nuovo inedito che presenti il LORO Natale. Proprio questo genere di indie e alternative sembra avere un estremo bisogno di dare la propria impronta alle canzoni natalizie dandogli il loro ritmo o trasformando il testo a loro piacimento.
Se ci sono i rocker che si lanciano negli inediti che riescono ad intenerire tutti e rivelare il loro animo bambino davanti a Santa Claus..è anche vero che i furbetti del gruppo ci sono sempre. John, Bruce e Bono, da gran furbacchioni e sciupa femmine quali sono sanno benissimo che una vecchia canzone di Natale suonata nell'atmosfera giusta e con la voce roca può essere il miglior modo per sciogliere una e centomila fan in tutto il mondo. Largo quindi alle cover famose in versione natalizia e rock!
Ecco quindi che il biondo John Bon Jovi afferra la chitarra e con voce suadente tipica dei tempi di Always, regala a tutte le fan una versione estremamente sexy di Please come home for Christmas che anche la più crudele di noi sul tacco 15 correrebbe come una pazza da lui. Più infimo di Michael Bublé in grande spolvero, ma non meno di Bono e gli U2.
Se il Natale pop è una scusa per creare pezzi inediti e conquistare i fan con l'infinita dolcezza fatta di urletti, buone intenzioni e ballad...beh il mondo rock è decisamente più interessante quando si parla di tirare fuori un po' di spirito natalizio. I rocker, infatti, tendono a far intenerire dando un ritmo e un sapore tutto particolare alle classiche campanelle di Natale confezionando quello che potrebbe essere un "Moresco Sammontana". Sostanzialmente un pezzo ruvido dalle chitarre indiavolate che ascoltandolo bene è solo una letterina di bambini che vogliono apparire bravi come gli impomatati colleghi pop. Ruvidi fuori, ma teneri dentro insomma.
Se esiste un genere che può esprimere al massimo il ritmo del Natale, i buoni sentimenti e soprattutto regalare una melodia nella testa in grado di perseguitarvi tutto il giorno e spingendovi a cantare come non mai...beh questo è il pop. Con il suo ritmo sincopato, le dolci rime e gli acuti da sfidare delle reginette, le canzoni di Natale pop aggiungono quel tocco di leggerezza e di amore nell'aria che fa parte della magia.
L'anno scorso vi ho trasmesso un po' di spirito natalizio con le mie cinque #ChristmasCarol preferite lasciandovi i motivi per cui negli anni lo sono diventate. Quest'anno ho deciso di ritentare il viaggio virtuale attraverso le canzoni di Natale per creare quell'atmosfera unica e fatta di magia che ogni anno si fa protagonista dell'ultimo mese dell'anno proprio grazie alla musica. Ammettetelo anche nel pieno del caldo di maggio e giugno non vi basta sentire due campanelle e qualche nota ben conosciuta di una canzone di Natale per partire a perdervi in una dolcezza che non sembra neanche vostra? Ecco questo significa che la musica è il maggior protagonista del Natale e riesce a dare quel tocco unico che cancella ogni problema per uno spazio di qualche ora o giorno.
Perché talvolta i più grandi fan sono proprio le star
C'è chi le trova uno scempio e un insulto alla versione originale, chi invece le vede come interessanti perché esplorano generi diversi e creano un nuovo modo di vedere i propri idoli. Chi le balle e le canta felice di riconoscerle anche sotto mentite spoglie. Le cover di canzoni famose, se fatte da altrettanti cantanti famosi, spesso danno un fascino tutto nuovo a cui difficilmente si resiste. Come nel caso della stupenda One cantata dalla fan Mary J Blidge con gli U2. Chi di voi è riuscito a sentirla senza cantarla con tutta la voce che aveva in corpo come fa la cara Mary? Un po' la stessa sensazione che si ha quando Miley Cyrus omaggia Cindy Lauper con la sua Girls just wanna have fun in versione rock e Meryl Streep intona Dancing queen degli Abba.
Quale miglior modo per valutare un album se non sentirlo mentre si è completamente distratti? Proprio in quel momento si capisce se una canzone è destinata ad essere tormentone o se ha delle sonorità già sentite o è qualcosa che va bene solo per il sottofondo e non uscirà mai dalla sua componente lounge. Ecco che V dei Maroon 5 è stato sottoposto a questo duro esperimento per 2 giorni di fila.
La playlist estate è decisamente una delle più difficili da fare. Se s'inizia troppo presto si mettono canzoni che poi ci stancheranno. Se s'inizia tardi ci perdiamo a recuperare i titoli di tutte le tracce e... Noooo mi piaceva di più quell'altra e ora non so qual è! Praticamente è un'impresa! Grazie al cielo che con Spotify l'operazione diventa un po' meno complicata e sono riuscita a raccogliere tutte quelle canzoni che hanno accompagnato questa estate 2014. Nonostante non siano stati giorni da caldo torrido, bibite ghiacciate e giornate a prendere il sole, dal punto di vista musicale qualche chicca da canticchiare sull'aereo o durante il viaggio in macchina c'è.
Ci sono delle volte che accendendo la radio si fanno dei tuffi nel passato incredibili. Si sentono canzoni di anni fa che inspiegabilmente sono ancora attuali e che ci fanno sentire invincibili e galvanizzati solo per quelle due note riconosciute e il testo che canticchiamo senza la vergogna di sbagliare le parole. Alcune sono Oldies di vecchio stampo come le Christmas Carol che vi ho raccontato a Natale. Altre sono quei pezzi che non puoi non ascoltare almeno una volta nella vita.
Qual è il dettaglio che non può mai mancare in un viaggio in auto? Ovviamente la musica! Più aumentano le ore di distanza da percorrere più è fondamentale creare una playlist di musica da viaggio che possa tenere allegri i passeggeri e tener sveglio il guidatore.
Nel mio caso addirittura vale anche per il banale tragitto casa-lavoro che se non ha un programma radio trascinante, devo per forza ripiegare su una playlist che possa tenermi sveglia e placare i nervi da traffico. Quali canzoni scegliere allora?
La mia filosofia è scegliere delle canzoni che abbiano un ritmo tale per cui il nostro cervello non si incanti mai. Proprio per questo motivo tutta la musica house nel senso stretto e quella che non ha un'insieme di parole da cantare o mugugnare è totalmente bandita. Molto meglio puntare su canzoni pop trascinanti e leggere o soft rock d'ispirazione anni'70 che in qualche modo riesce a farci concentrare e divertire di più.
Questo perché entrambi i generi permettono sia un ascolto focalizzato (per coloro che ne sono appassionati) che la possibilità di averle solo come sottofondo dimenticandosele completamente. D'altra parte l'obiettivo è tenere il cervello attento sulla strada e non duettare con il vostro idolo.
Partendo proprio da questa base su Spotify ho creato la playlist driving che comprende 20 diverse canzoni che spaziano nei due generi appena descritti. Ci sono sonorità del 2014 (come la superba Burn di Ellie Goulding) e tante piccole chicche degli anni passati con punte di estremo stile come la bellissima More than a Feeling dei Boston che ha fatto storia. Della stessa stregua l'apripista (e anche una delle mie canzoni preferite) la preziosa Everyday is a winding road di Sheryl Crow il cui repertorio potrebbe essere un intero viaggio Milano-Roma!
Più da concerto spudorato con tutti i passeggeri, invece, l'esplosione di gioia Walking on a Sunshine di Katrina & The Waves e la maliziosa carica d'energia dei Roxette, Sleeping in car. Un po' come le più recenti Good time di Owl City & Calry Rae Jepsen e I love it di Icona Pop.
Ammetto che la ritmata Escape di Enrique Iglesias l'ho inserita solo perché da quel senso di frivolezza tipico delle vacanze e fa canticchiare per la disperazione riuscendo a tenerci svegli quanto un caffè dell'Autogrill!
Detto ciò: salite in macchina, inserite la chiave nel cruscotto, play sulla playlist qui sotto ed enjoy la musica da viaggio di Driving.
Quando si scrive spesso si ha bisogno di qualcosa che faccia concentrare e allo stesso tempo possa ispirare post, immagini o noiosissime tabelle Excel. Trovare qualcosa che racchiuda entrambe le caratteristiche non molto facile perché ciò che fa concentrare spesso non ispira e ciò che ispira non ci rende totalmente immuni dal rumore di sottofondo. Quale soluzione allora? Scegliere della musica. Grazie ai suoi toni modulati e al suo scorrere con tempo scandito, la musica riesce ad isolare e allo stesso tempo a suggerire nuovi percorsi alla mente. Il punto però è trovare quell'insieme di canzoni perfette da ascoltare mentre si è al lavoro e non farci trasportare talmente tanto da farci alzare dalla sedia con penna in mano a cantare a squarciagola con il nostro cantante preferito manco fossimo ad un duetto su palco! Come fare allora? La soluzione mi è arrivata da Spotify che ho riscoperto con piacere.
E' da un po' che non scrivo di musica e che non porto un po' di ritmo qui su Enjoy. Per ritornare a parlarne un po' ho scelto l'argomento di cui tutti ultimamente parlano e su cui molti si scaldano: la presenza di Suor Cristina a The Voice. Una suora con voce degna delle più alte note gospel che senza paura affronta il mondano programma come se fosse una sorella di Sister Act. A far il ruolo di "suor Maria Claretta" alias Woopie Golberg, l'impertinente J-ax che come coach la promuove come la sua mosca bianca commuovendosi su i suoi acuti unici e entusiasmandosi come il resto del pubblico guidato dalle sue consorelle.Tolti i cliché, le facce attonite della Carrà nazionale, i riferimenti a "diavolo e acqua santa", com'è la suora siciliana al canto? Decisamente stupisce perché unisce la freschezza dei 25 anni e dei gusti musicali soul con la forza di un vero dono nel canto e, come dice Piero Perlù, energia allo stato puro. Dal vivo effettivamente trasmette una buona carica e, anche se l'inglese talvolta vacilla, le note e la voce ben impostata riescono a regalare delle buone emozioni.
Fin ora le canzoni da lei scelte sono la bellissima No One di Alicia Keys, la frizzante Girls Just wanna have fun di Cindy Lauper e la difficilissima Hero di Mariah Carey che ha cantato tutte con il giusto savoir faire senza essere troppo morigerata o troppo scafata come si vuole agli interpreti dei reality show quando salgono sul palco e vogliono strafare per farsi notare. Un inno alla semplicità che continua a stupire Noemi, Raffaella Carrà e Piero Pelù che per un soffio l'ha persa dal suo team. Voce cristallina che convince sempre J-ax a promuoverla come la sua mosca bianca. Molti la vedono come nuovo fenomeno da baraccone solo per potare audience come è accaduto con Rachida in Masterchef e recentemente con Giorgia in Project Runway Italia, io la trovo più naturale. Naturale perché non sforza pose o ciò che non è, semplicemente è lì per cantare. E cantare non è ha una razza o una religione precisa, è solo festa dello spirito che effettivamente ci rende più divini. In questo J-Ax strumentalizza la sua presenza lanciando delle piccole frecciatine per minimizzare razzismo e odio che sono, un po' a modo suo, ma degli insegnamenti che servono in un programma così seguito e in un mondo che ha perso la sua radice. Eh si sono più pro buone voci e poca immagine che fan della tristissima celebrità di Miley Cyrus. Sarà anche spettacolarizzata per raccimolare più ascolti ma decisamente la cara Suor Cristina finora sembra aver meritato le sue vittorie alle "battle" visto anche il sostegno incondizionato del pubblico e l'impegno messo che vanno oltre il velo e l'abito. Non si sa ancora se è nata una nuova stella ma di sicuro è nato un nuovo modo di vedere il canto che spero con tutto il cuore inizi a prendere piede nell'ambiente per puntare più sull'originalità della voce che sull'immagine. Nell'attesa di vedere cosa succederà a Suor Cristina vi lascio enjoy il video della sua ultima battle dove effettivamente scegliere solo una concorrente deve essere stato difficile per il coach visto che erano entrambe molto brave vocalmente.
Siamo all'ultimo post dedicato alle #Christmascarol cioè le più belle delle feste che ognuno di noi dovrebbe avere nella sua compilation natalizia e cantare a squarcia gola per sentire lo spirito natalizio pervaderlo di buon umore. Come ultimo must have non potevo non scogliere la divina voce di Ella Fitzgerald che ci racconta i segreti di Babbo Natale nella trascinante Santa it's coming to town.
Cantata con la voce profonda e inconfondibile di Ella su una trascinante melodia jazz che difficilmente non richiama l'orecchio e tutti i muscoli del corpo che inspiegabilmente tintinnano contagiati dal ritmo, questa è davvero una delle migliori canzoni di Natale. Con un testo brio so che parla di chi ha visitato personalmente il laboratorio di Babbo Natale e sa delle sorprese che ci sono in serbo anche se si è dei bambini invecchiati, come la maggior parte di noi.
Questa è la classica versione che ogni radio passa ininterrottamente durante il periodo pre natalizio e che puntualmente non si conosce ma si vuole shazammare all'istante per portarsela con sè tra le luci dell'Albero, le tartine e il panettone di mezzanotte.
Dolce e ritmata al punto giusto è anche la classica canzone che tutti riescono a cantare senza assomigliare a campane stonate. Su questo punto posso dirvi che in versione rallentata per anni è stata la ninna nanna natalizia di mia nipote e considerando che si svegliava 8 ore dopo fresca come una rosa decisamente non devo averla cantata così male nonostante assomigli alla Bourdon di Notre Dame impazzita.
Per cui testo sotto mano e stereo sulla più bella delle canzoni del Natale e.... Buon Natale miei cari Enjoyers!!!
Sono una gran curiosa, un generatore d'idee, una nativa digitale, una English lover, una social media addicted...perchè non unire tutto questo in un blog?