I'll be
posting on pic a day in March on instagram (follow @redhongyi), to push myself
to be creative everyday.*
Bene, il lavoro di questo post appartiene a quel tipo di arte che è difficile etichettare. Non è fotografia ma non è pittura, men che meno è scrittura ed è
decisamente lontana dal sacro fuoco del cinema. Cos'è? Eh… dovete deciderlo
voi.
L’autrice Red Hong si autodefinisce un'artista-architetta che ama dipingere ma senza usare nessun tipo di pennello. Infatti, la
sua arte è fatta di tracce create da cibo, macchie di caffè, di
bustine di tea, di semi, fiori… qualsiasi cosa che assemblata o assembrata che dir si voglia, crea un disegno e un preciso soggetto diventando un quadro vero e proprio.
Uno dei suoi lavori che mi ha colpito di più, e anche la
fondamentale ragione per cui l’ho etichettato sotto "fotografia", è food art mini series. Caratteristica base del progetto?
Postare ogni giorno, per tutto il mese di marzo, su Instagram una foto di un piatto bianco con parti di cibo che
raffigurano un soggetto, una scena o un quadro.
Abbiamo già parlato della fotografia dedicata al food
(vedi Pantone Food di Alison Anselot) e di come sia difficile per
via della luce e l’inespressività data dai piatti che in genere sono soggetti inanimati.
Beh, Red va oltre la normale fotografia food: crea proprio un’immagine a partire
dal cibo ritratto. Si può dire che ogni piatto abbia una sua personalità. Non
tanto perché quel che è cucinato è impiattato divinamente ma perché sono
ritratti soggetti veri e propri solo con l’aiuto del cibo e della sua
disposizione su un fondo perfettamente bianco. L’effetto è sorprendente: ad
un’occhiata veloce e distratta si stenta a credere di vedere della salsa di soia a forma
di persona, delle carote come peli di tigre o un ketchup diventare la celebre
Campbell Soup di Warhol.
Se si pensa, poi, che è stato lanciato il primo di marzo
solo per recuperare un po’ di creatività... beh, è un
esperimento che viene voglia di seguire e promuovere. Non dico imitare perché è
tecnicamente impossibile da replicare. Red stessa ammette che ogni tanto la
prima idea del piatto viene bocciata e “riciclata” per il suo cane. (-->).
Insomma un soggetto tutto fuorché facile e un’idea
decisamente dirompente che decisamente si merita un enjoy! Per cui
attendiamo la nuova pubblicazione di domani.
* traduzione quote di
RED: posterò una foto ogni giorno del mese di Marzo su instragram (seguite
@redhongyi), per spingere me stessa a essere creativa ogni
giorno
Ci darà un nuovo genere o sarà vilipendio al 50mm?
Settimana scorsa, mentre su questo blog regnavano 3 post
dedicati alla fotografia (vedi DAU, Follow me to.. e The Regal Twelve) è uscita
una news importante per questo mondo. Non riguarda grandi fotografi o qualche
nuovo progetto interessante ma riguarda un device: Socialmatic. Targata Instagram
e congeniata con Polaroid, questa nuova digitale sarà diversa dalle attuali su
mercato perché avrà la forma compatta e retrò dell’icona del noto social
network, permetterà una condivisione su social istantanea grazie ad una memoria 16 GB e la connettività wi-fi/3G e soprattutto darà modo di stampare
immediatamente quanto scattato. Quello che poi si preannuncia rivoluzionario
sarà la compattezza e la leggerezza che nulla andranno a togliere alla qualità
degli scatti. Insomma una polaroid 2.0, una digitale all inclusive… un nuovo
mezzo.
"Per più di un secolo ho vissuto nel segreto, nascosto nell'ombra, solo al mondo... fino ad ora. Sono un vampiro e questa è la mia storia."
(dal diario di Stefan Salvatore)
Confesso
che ho ceduto: dopo ripetuti inviti a vedere e appassionarmi alla serie Vampire
Diaries, che ho sempre aggirato a piè pari,… mi sono convinta a guardarne i primi
episodi. In un lampo mi sono ritrovata a metà della prima serie e ora sto
divorando gli ultimi episodi prima di passare alla seconda stagione. Come mai
questa voracità? Ecco le mie succulente ragioni per continuare a vederla:
Si parla di vampiri, ma non se ne sceglie un tipo. Ci sono i vampiri buoni alla
Twilight e i vampiri demoni alla Buffy, vampiri che sono prima buoni poi cedono
e viceversa. Vista in questa prospettiva, per quanto assurdo sia, si rendono i
personaggi più credibili e vedendoli a 360° gradi si capisce finalmente perché piacciono tanto i vampiri: ogni loro singola pulsione è amplificata a dismisura
per cui vivono tutto in modo passionalmente estremo. Questa scelta intelligente
e abbastanza furba rende interessante la storia non facendo mai capire quando i
buoni cadranno preda dei cattivi e i cattivi saranno intrappolati dai buoni.
Per capire questa frase intricata vi basterà vedere la seconda puntata in cui i
due fratelli protagonisti, Stefan e Demon, si ritrovano faccia a faccia e
iniziano l’azione del telefilm.
La trama è molto di più di quel che ci si aspetta all'inizio Si parte dalla
storia d’amore teen impossibile tra la coppia umano-vampiro per poi dilagare
nelle leggende storiche della comunità di Mystic Falls. Non ci sono solo vampiri
ma streghe, ammazza vampiri, diari di avi che scoprivano l’occulto, studiosi
attuali della magia che in qualche modo complicano la trama, spiegano le
leggende invogliando lo spettatore a capirci di più e a seguirne il tutto come
un thriller mozzafiato. Anche per la trama ci si avvicina più all'idea del
famoso antenato Buffy ammazza vampiri che agli esempi più attuali. Questo
risulta il punto più vincente: le storie d'amore da telefilm tendono a
cristallizzarsi, le leggende danno più spunti di evoluzione della trama.
I
rimandi e le citazioni sono ben congeniati ed inseriti in modo spontaneo nella
narrazione. Interessante vedere come Demon ride della storia di Twilight o
Stefan parli del personaggio comics Van Helsing con disinvoltura o ancora
Elena che apostrofa l’amica con il nome di Brumilda che è sia protagonista
dello stesso fumetto e recentemente è entrata nel mondo di Tarantino con Django. Secondo Wikipedia, poi, la traduzione italiana non rende molto giustizia ad
altri modi di dire tipici del mondo americano che rimandando a film, libri o
serie tv rendendo i protagonisti parte della vita quotidiana e soprattutto
dando frutto a possibili nuovi modi di dire nella lingua corrente.
Se il tono generale tra leggende, miti, vampiri e morte è quello del thriller,
dell’horror con veri e propri momenti da fiato sospeso… una delle componenti
fondamentali è, però, giocata dall’ironia. Ironia che è quasi tutta istigata da
Demon: tra il vedere la realtà da vampiro (famosissima la scena “sono in
rosticceria” mentre brucia i corpi di alcune sue vittime nell'episodio 1x06), prendere in giro il
fratello (come in quando i due si imitano l’un l’altro per scoprire cosa
tramano nell'episodio 1x09) o semplicemente cercare di affascinare gentili fanciulle, il
personaggio di Demon riesce a dare quel tocco di ilarità che fa “digerire” le
scene più cruente o le più banali.
Il sussulto. Si avete letto giusto. In ogni puntata che siate paurosi o
coraggiosi vi ritroverete a balzare sulla sedia. Non tanto perché vedrete
sangue spruzzato in giro, non tanto per esplosioni ma semplicemente perché il
vampiro si palesa dietro un personaggio umano. Giuro che ogni volta, pur magari
sapendolo perché ho già visto la scena, salto sulla sedia. È incontrollabile. È
il motivo per cui vi accorgerete che questa serie ha quella marcia in più che
vi costringe a guardarla. Fra l'altro il sussulto qui viene utilizzato come
l'ironia: amplifica la suspense e sveglia nelle scene più placide.
Il cast. Non è da sottovalutare come
motivo “goloso”. Se Elena è davvero bella e carina per cui i maschietti
potranno adorarla, la componente maschile è davvero notevole. Dal fratello Demon (Ian Somerhalder) al fratello Stefan (Paul Wesley) fino ad arrivare al quarterback Tyler Lockwood (Michael Trevino), all'insegnante di storia Alaric Saltzman (Matthew Devis) e il piccolo Jeremy Gilbert (Steven R Mc Queen).Nel mio
"gruppo d'ascolto" lo schieramento pro Demon è notevolmente popolato
ma bisogna ammettere che ogni maschietto di Mystic Falls ha il suo perché.
ultimo delizioso motivo sono gli oggetti. A partire dal diario che è il mezzo
sia per scoprire i pensieri profondi dei protagonisti (Stefan e Elena) che
quello per tramandare gli insegnamenti degli avi, ci sono tutta una serie di
anelli di famiglia, grimori di streghe, bussole e gioielli che aiutano nel
trovare vampiri, proteggere umani, affascinare lo spettatore. Molto simile al
mondo leggendario della fortunata serie tv Streghe (Charmed), gli oggetti
spiegano e infittiscono la storia dandole un senso.
Insomma
sette buone ragioni per abbandonarsi alla serie successiva (nel mio caso) o prepararsi
all'appuntamento con la seconda serie il mercoledì a mezzanotte su italia uno oppure con la quarta serie trasmessa ogni giovedì alle 21.15 sul canale Mya.
Finalmente sono riuscita a vedere uno dei film che
aspettavo di più in questo 2013! Devo dire che nonostante la voglia di vederlo
non mi sono preparata granché: non ho letto libri, non ho guardato i vecchi
film con Dorothy dalle scarpette rosse e non mi sono nemmeno lasciata
tentare da trailer e recensioni. Sapevo giusto che sarebbe stato un pre-quel. Motivo? Volevo essere sorpresa fino in fondo.
Obiettivo raggiunto? In parte. Con questo non voglio dire che non sia un film
bello, anzi, semplicemente mi aspettavo più magia ( vietato scrivere di più o
roviniamo la storia).
Detto ciò passiamo in rassegna i temi importanti che
pesano per il voto finale.
La storia innanzitutto. È ben raccontata anche se non
osa grandi intrecci (in fin dei conti è sempre un film per ragazzi), scorre
piacevolmente, affascina quel che basta e rispolvera un po' di buoni valori tipici del romanzo di crescita. Uno degli elementi che più vi colpirà è la buona combinazione tra effetti speciali e narrazione che
decisamente fanno pendere l'ago della bilancia verso la qualità per entrambi i punti.
Peso di qualità va anche per il cast: il
"gallo del pollaio" James Franco con il suo fascino non convenzionale da cattivo con il cuore d'oro centra in pieno il personaggio del mago mentre le streghe Mila
Kunis, Michelle Williams e Rechel Weisz piacciono ancor di più. La prima
dolce ingenua, la seconda più fata più che strega e la terza
di una cattiveria malefica irresistibile. Non stupisce che siano diventate icone di stile ispirando collezioni make up in loro onore. Insomma convincono tutti e quattro senza
nessuna remora. Anche l'altro unico maschietto in carne e ossa, Zach Braff (ex protagonista di Scrubs) risulta essere perfetto nel ruolo da assistente e come al solito mi ispira una grande tenerezza.
Ultimo motivo per cui possiamo dire che
questo film passa comunque l'esame e prende un enjoy pieno? Le musiche. Firmate Denny Elfman, tra
l'altro uno dei miei compositori preferiti, unisce melodie incantevoli e
inusuali come solo lui sa comporre a immagini uniche. Se in mezzo ai colori del regno di Oz ascolterete
bene le note vi renderete conto della loro meravigliosità e vi chiederete se forse non si può iniziare a parlare di Oscar.
Insomma di cose da vedere per controbattere il mio
commento ne avete, quindi enjoy it al cinema!
Le donne della storia per ricordarci chi possiamo essere
Photos from Alexia Sinclair
Per chiudere questa settimana dove la fotografia è stata protagonista (vedi DAU e follow me to...) e per celebrare noi donne nella giornata della nostra festa,
ho deciso di presentarvi il lavoro di questa fotografa australiana che sembra
essere un nuovo nastro nascente nel panorama, Alexia Sinclair. Nonostante il
cognome simile al dj famoso non sembrano condividere molto se non forse il gusto
per la tecnologia nel loro lavoro. Alexia Sinclair è sia un'ottima fotografa che una maga del fotoritocco con cui aggiunge elementi finali ai suoi tableau.
Sono una gran curiosa, un generatore d'idee, una nativa digitale, una English lover, una social media addicted...perchè non unire tutto questo in un blog?