Qualche giorno fa scorrendo la mia affollata
home di Twitter sono incappata in un aggiornamento di Exposure Guide che ho
iniziato a seguire da quando ho iniziato a twittare con gli hashtag #photography
e #reflexista le mie riflessioni sul mondo della fotografia.
Il tweet rimandava ad una pagina del loro sito in cui
vengono annunciati tutti i vincitori del concorso di foto lanciato da National
Geographic riferito appunto al mondo dei viaggiatori come dice il titolo. Da
curiosa ho cliccato il link e sono approdata su questa pagina (http://www.exposureguide.com/inspiration/2013-winners-of-the-national-geographic-traveler-photo-contest/)
dove ovviamente ho tralasciato il testo per innamorarmi degli scatti dei
vincitori.
Neanche a dirlo che i miei preferiti ovviamente sono
diversi rispetto alle scelte della giuria… per cui ecco la mia personalissima
classifica degli scatti:
Sarà il successo dell'estate o il pre-fall di Justin?
Il mese di agosto porta tanta musica e JT, che è un gran
volpone dei tormentoni estivi, ha pubblicato il video della sua nuova Take back the night
dal sound trascinante.
La prima volta che l’ho sentita ero tornata a casa tardi,
stanca e attanagliata dalla calura cittadina. Cercando di rilassarmi un po' ho aperto facebook e dalla sua
pagina è spuntato un aggiornamento con la foto di un’auto vintage americana che richiamava
particolarmente il mio sguardo da reflexista. Un click al video ed ecco che iniziano il groove della canzone che ti riporta ai migliori anni del grande Michael Jackson e le immagini della città
più fascinosa del mondo: New York.
Dieci secondi dopo appare il cantante più attraente del
mondo dello show biz americano: Justin Timberlake. Tra il divertimento generale, qualche balletto in strada e qualche immagine della sua tournée, Justin incanta lo spettatore al punto che ti verrebbe voglia di vederlo dal vivo e cantare a squarciagola le sue canzoni. Ecco non ho ancora capito se arriverà in
Italia e quanto potrebbe costare il biglietto...voi avete news?
Digressioni a parte, nei restanti 5 minuti e 46 secondi il video
mi ha fatto tenere il tempo, mi ha iniziato a far canticchiare il ritornello e, come vi ho detto, mi ha trasmesso una grandissima voglia di
assistere ad un evento live per scatenarsi un po’. Si vede che qualcuno da
lassù mi ha sentito visto che il 31 luglio è arrivato il biglietto a sorpresa per
Robbie Williams che decisamente si prende lo stesso titolo di Justin ma nel
mondo dello show biz UK.
Tralasciando questi aspetti e tecnicismi da gossip estremo,
Take back the night è decisamente un pezzo estivo che ci accompagnerà nelle
calde sere d’estate e, secondo me, anche
in quelle autunnali. Non a caso la data d'uscita del pezzo (seconda metà di luglio) risulta essere abbastanza inoltrata
per proporre un tormentone (al contrario dei Macklemore)... che forse si sia
messo d’accordo con il mondo della moda che a fine luglio ha presentato il pre-fall
per dettare le regole di stile dell’autunno?
Nel dubbio io inizio ad imparare il testo, inserirla nella mia
playlist da viaggio e a scatenarmi in improvvisate coreografie da macchina. Se voi
siete ancora indecisi, enjoy il video qui sotto e #takebackTN!
Premettiamo che non volevo usare questo blog
per parlare di eventi perché difficilmente si possono consigliare e far rivivere
a qualcuno visto che per loro definizione succedono nell'ora e mai più. In
questo caso però devo davvero trasgredire e raccontarvi dell'esperienza
meneghina nella bellissima cornice di San Siro con lui, l'unico ed inimitabile,
Robbie Williams.
Ufficio accaldato, pc che fa i capricci, 18:05: il mio
cellulare suona e arriva l'invito, del tutto inatteso,a sostituire un'amica che
non poteva andare al concerto per cause di forza maggiore. Dilemma: serata a
casa a leggere scartoffie o sfacchinata fino a San Siro canticchiando
Millennium? Credo di aver preso la decisione più veloce della mia vita e di
essermi organizzata nello spazio di 5 secondi totali. Dopo la chiusura
definitiva di pc, arraffo borsa e annuncio con gioia pura ai colleghi che Robbie
mi aspetta e take the crown. Si il tour si chiama esattamente come
l'ultimo disco lanciato dalla zuccherosa Candy. Per
questa ragione ad
accoglierci sul palco la sua testa dorata posizionata sopra la band
che ci ha tenuto sulle spine fino alle 21.00 quando tutto d'un tratto un
esserino è apparso dopo aver cantato hey oh e si è lanciato giù verso di noi.
Un volo davvero acrobatico altro che storie!
Il palco prima del concerto
Decisamente acrobatico è il termine giusto per introdurre Robbie che ho scoperto essere non solo un bravo
ballerino ma una persona con l'argento vivo addosso: ogni due per tre un
ballettino, una Beyoncé a suo modo, un avvinghiarsi alle varie teste che
apparivano sul palco come coreografia e sopratutto una voce che ha retto a salti
e a tutto.
Per i maligni che sono arrivati fino a qui a leggere ho il
piacere di annunciare che era la sua voce e non era assolutamente playback
perché Robbie quando canta ha due vizi: il primo è quello di rallentare le
parole cercando di cogliere in fallo i fans e il secondo è canticchiare canzoni
di altri come Britney Spears e White Stripes per riempire i vuoti. Particolare
menzione poi a mio giudizio va per l'annuncio finale di Angels cantato sulle
note della stupenda My Way di Frank Sinatra. Ho ancora i brividi a ricordare lo
stupendo momento.
Devo anche ammettere che tra tutti i concerti che ho visto
questo mi ha anche stupito per un altro fattore: più la scaletta si evolveva e
arrivavano i pezzi miliari della carriera di Robbie e noi 75000 li cantavamo mi
sono resa conto che la maggior parte oltre ad essere poesia diventano veri e
propri mantra per riscattare lo spirito e darsi una giusta scossa nell'animo. Lo
è il punto di She's The onedove Robbie ha insistito a farci fare gli acuti su
SMILING e FLYING, la frase "just relax iş what Jesus would do" e ancora "I just
wanna feel real love and love every after" da cantare rigorosamente a squarcia
gola.
Coreografia base in attesa di palloncini, stelle filanti,
fuochi d'artificio, teste e gli sketch di Robbie!
Più continuava il concerto più ci si rendeva conto di essere davanti ad un
vero e proprio fenomeno che oltre a commuovere e scuotere le masse le fa
divertire con simpatici sketch lasciandole andare a casa convinte di aver
trovato in lui un amico di vecchia data, come succede con tutti i grandi.
Inutile dirlo che vi consiglio già ora di metter via, centesimo dopo
centesimo, i soldi per comprarvi il biglietto per il suo prossimo concerto e enjoy
quel fenomeno di uomo che è Robbie. Se invece siete ancora scettici chiudete gli
occhi e schiacciate play al video stra amatoriale qui sotto.
Per sfuggire al caldo e alle zanzare che non mi lasciano tregua, nel
weekend mi sono rifugiata al cinema. L'orario proponeva un unica alternativa: Wolverine l'immortale. Nel suo splendore di muscoli ed eroismo, mi sono lasciata abbindolare ed ho acquistato il mio biglietto.
Che dire? Genericamente è un bel film con una trama abbastanza intricata ma coerente, con
un buon numero di colpi di scena, avventura e, a sorpresa, uno spruzzo
d'amore. Personalmente non l'avrei ambientato in Giappone perché ho sempre ritenuto il personaggio un emblema della cultura americana ma tutto sommato il capitolo risulta credibile in quel contesto.
Parlando di cast, invece, Hugh Jackman nei panni dell' affilato eroe, convince, piace e ci
si fa chiedere dove diavolo siano uomini del genere quando serve! Ha quell'allure da Moresco Sammontana (cattivo fuori e tenero dentro come diceva il claim di qualche annetto fa) che a noi ragazze fa impazzire lasciando che i maschietti si godano il film adrenalinico senza nostre lamentele. Peccato abbia già fatto circolare la voce che non vorrà girare il futuro episodio!
Continuando con il cast: degna di menzione la perfida del
gruppo che è altrettanto convincente e letale ricordando un po' la Poison Ivy
interpretata da Uma Thurman qualche anno fa. La sorpresa e quasi stranezza sono la "guardia del
corpo" di Wolverine e la bella da salvare. Entrambe giapponesi come vuole
l'ambientazione per cui appaiono minute, delicate e allo stesso tempo forti. Non ho ancora
capito se mi piacciono di fianco al boscaiolo con gli artigli o se ero fan sfegatata di Jean e Wolverine per cui non mi piace il suo nuovo flirt.
Tirando le somme è un film che merita per la fotografia (curatissima come
in tutti i film Marvel), per l'azione, per la morale e per il cast. Personalmente però l'avventura in
Giappone mi ha convinto poco. Anche il pezzetto finale post titoli di
coda mi ha lasciato il dubbio su dove collocare l'episodio tra gli altri film di
X-Men e Wolverine. Possiamo quindi concludere che voto positivamente il film con un enjoy ma tiro un
po' le orecchie agli autori che non mi hanno legato bene il film con i
precedenti!
Qualche giorno fa mi è arrivata una mail che mi ha stupito: Anne Geddes è
ufficialmente al lavoro per il calendario 2015. Dopo il primo momento di
stupore dato dal trovarmi una mail da un sito a cui mi sono iscritta anni e anni
fa, ho deciso di seguire il link e rivedere gli scatti di una delle mie
fotografe preferite con gli occhi da reflexista di oggi. Aprendo il sito la
prima cosa che si nota è la veste da 2.0 che ha: un insieme di app e link da social
network per vivere a trecentosessanta gradi il lavoro dell'artista australiana.
Approdando sulla sua pagina Facebook ecco la nuova dimensione.
Sono una gran curiosa, un generatore d'idee, una nativa digitale, una English lover, una social media addicted...perchè non unire tutto questo in un blog?