Western rivisitato con quel fascino Disney che incanta
Dopo Django e la rivisitazione
cruenta del west di Tarantino, ecco che arriva la risposta Disney tutta mito e
ironia: The Lone Ranger. Con un Johnny Depp – indiano dal nome comico, un bello
che ha tanta strada da fare per diventare eroe e dei cattivi leggendari, the
Lone Ranger si svolge in quel tempo fatto di polvere, innovazione per le cose
che oggi riteniamo più lente e tanta spavalderia.
Devo dire che il western non è
proprio il mio genere preferito. Sarà che quando ero piccola mio papà, fan
sfegatato del genere e di Sergio Leone, amava vederne mentre io reclamavo
qualcosa di più principesco, ma non mi hanno mai appassionato così tanto. Invece,
The lone ranger, con quella sua piccola impronta Disney che ti attira inconsapevolmente
anche se ormai hai più di dieci anni, ti cattura.
Sin dai primi minuti in cui l’eroe
/ non eroe impersonato da Johnny Depp, Tonto,
appare sullo schermo e inizia il suo racconto dei tempi indietro e di quando era
l’inseparabile braccio destro del protagonista a sorpresa Lone Ranger-Armie
Hammer, lo spettatore viene catturato. Spettatore che si ritrova in un lunghissimo
flash back e un po’ si identifica con il bambino che mangia noccioline e cerca
di apprendere tutti i dettagli della storia del suo super eroe.
Si, questa tecnica di racconto è
quello che più esce dagli schemi classici del western regalando davvero un bel
film che per due ore e trenta filate
scorre senza appesantire la palpebra e senza sfiorare l’assurdo. O meglio: l’assurdo
è sfiorato, ma grazie alle doti da camaleonte di Johnny Depp e agli spettacolari
effetti che ci dona il regista Gore Verbinski, diventa semplicemente un mezzo
plausibile.
Che altro dirvi senza svelarvi
neanche un’unghia di trama per non farvi perdere la sorpresa? Beh che Helena
Bonham Carter si conferma una certezza
nei film di Depp entrando sempre come spalla sagace. Allo stesso modo un plauso
va a coloro che hanno seguito la fotografia rendendo il vecchio west un posto
dove ci si concederebbe volentieri una cavalcata anche ai giorni nostri.
Per cui, senza impegno ma con l’animo
puntato al divertimento, galoppate verso il cinema e godetevi un po’ di spara
spara in vecchio stile cari ranger!
Qualche giorno fa scorrendo la mia affollata
home di Twitter sono incappata in un aggiornamento di Exposure Guide che ho
iniziato a seguire da quando ho iniziato a twittare con gli hashtag #photography
e #reflexista le mie riflessioni sul mondo della fotografia.
Il tweet rimandava ad una pagina del loro sito in cui
vengono annunciati tutti i vincitori del concorso di foto lanciato da National
Geographic riferito appunto al mondo dei viaggiatori come dice il titolo. Da
curiosa ho cliccato il link e sono approdata su questa pagina (http://www.exposureguide.com/inspiration/2013-winners-of-the-national-geographic-traveler-photo-contest/)
dove ovviamente ho tralasciato il testo per innamorarmi degli scatti dei
vincitori.
Neanche a dirlo che i miei preferiti ovviamente sono
diversi rispetto alle scelte della giuria… per cui ecco la mia personalissima
classifica degli scatti:
Sarà il successo dell'estate o il pre-fall di Justin?
Il mese di agosto porta tanta musica e JT, che è un gran
volpone dei tormentoni estivi, ha pubblicato il video della sua nuova Take back the night
dal sound trascinante.
La prima volta che l’ho sentita ero tornata a casa tardi,
stanca e attanagliata dalla calura cittadina. Cercando di rilassarmi un po' ho aperto facebook e dalla sua
pagina è spuntato un aggiornamento con la foto di un’auto vintage americana che richiamava
particolarmente il mio sguardo da reflexista. Un click al video ed ecco che iniziano il groove della canzone che ti riporta ai migliori anni del grande Michael Jackson e le immagini della città
più fascinosa del mondo: New York.
Dieci secondi dopo appare il cantante più attraente del
mondo dello show biz americano: Justin Timberlake. Tra il divertimento generale, qualche balletto in strada e qualche immagine della sua tournée, Justin incanta lo spettatore al punto che ti verrebbe voglia di vederlo dal vivo e cantare a squarciagola le sue canzoni. Ecco non ho ancora capito se arriverà in
Italia e quanto potrebbe costare il biglietto...voi avete news?
Digressioni a parte, nei restanti 5 minuti e 46 secondi il video
mi ha fatto tenere il tempo, mi ha iniziato a far canticchiare il ritornello e, come vi ho detto, mi ha trasmesso una grandissima voglia di
assistere ad un evento live per scatenarsi un po’. Si vede che qualcuno da
lassù mi ha sentito visto che il 31 luglio è arrivato il biglietto a sorpresa per
Robbie Williams che decisamente si prende lo stesso titolo di Justin ma nel
mondo dello show biz UK.
Tralasciando questi aspetti e tecnicismi da gossip estremo,
Take back the night è decisamente un pezzo estivo che ci accompagnerà nelle
calde sere d’estate e, secondo me, anche
in quelle autunnali. Non a caso la data d'uscita del pezzo (seconda metà di luglio) risulta essere abbastanza inoltrata
per proporre un tormentone (al contrario dei Macklemore)... che forse si sia
messo d’accordo con il mondo della moda che a fine luglio ha presentato il pre-fall
per dettare le regole di stile dell’autunno?
Nel dubbio io inizio ad imparare il testo, inserirla nella mia
playlist da viaggio e a scatenarmi in improvvisate coreografie da macchina. Se voi
siete ancora indecisi, enjoy il video qui sotto e #takebackTN!
Premettiamo che non volevo usare questo blog
per parlare di eventi perché difficilmente si possono consigliare e far rivivere
a qualcuno visto che per loro definizione succedono nell'ora e mai più. In
questo caso però devo davvero trasgredire e raccontarvi dell'esperienza
meneghina nella bellissima cornice di San Siro con lui, l'unico ed inimitabile,
Robbie Williams.
Ufficio accaldato, pc che fa i capricci, 18:05: il mio
cellulare suona e arriva l'invito, del tutto inatteso,a sostituire un'amica che
non poteva andare al concerto per cause di forza maggiore. Dilemma: serata a
casa a leggere scartoffie o sfacchinata fino a San Siro canticchiando
Millennium? Credo di aver preso la decisione più veloce della mia vita e di
essermi organizzata nello spazio di 5 secondi totali. Dopo la chiusura
definitiva di pc, arraffo borsa e annuncio con gioia pura ai colleghi che Robbie
mi aspetta e take the crown. Si il tour si chiama esattamente come
l'ultimo disco lanciato dalla zuccherosa Candy. Per
questa ragione ad
accoglierci sul palco la sua testa dorata posizionata sopra la band
che ci ha tenuto sulle spine fino alle 21.00 quando tutto d'un tratto un
esserino è apparso dopo aver cantato hey oh e si è lanciato giù verso di noi.
Un volo davvero acrobatico altro che storie!
Il palco prima del concerto
Decisamente acrobatico è il termine giusto per introdurre Robbie che ho scoperto essere non solo un bravo
ballerino ma una persona con l'argento vivo addosso: ogni due per tre un
ballettino, una Beyoncé a suo modo, un avvinghiarsi alle varie teste che
apparivano sul palco come coreografia e sopratutto una voce che ha retto a salti
e a tutto.
Per i maligni che sono arrivati fino a qui a leggere ho il
piacere di annunciare che era la sua voce e non era assolutamente playback
perché Robbie quando canta ha due vizi: il primo è quello di rallentare le
parole cercando di cogliere in fallo i fans e il secondo è canticchiare canzoni
di altri come Britney Spears e White Stripes per riempire i vuoti. Particolare
menzione poi a mio giudizio va per l'annuncio finale di Angels cantato sulle
note della stupenda My Way di Frank Sinatra. Ho ancora i brividi a ricordare lo
stupendo momento.
Devo anche ammettere che tra tutti i concerti che ho visto
questo mi ha anche stupito per un altro fattore: più la scaletta si evolveva e
arrivavano i pezzi miliari della carriera di Robbie e noi 75000 li cantavamo mi
sono resa conto che la maggior parte oltre ad essere poesia diventano veri e
propri mantra per riscattare lo spirito e darsi una giusta scossa nell'animo. Lo
è il punto di She's The onedove Robbie ha insistito a farci fare gli acuti su
SMILING e FLYING, la frase "just relax iş what Jesus would do" e ancora "I just
wanna feel real love and love every after" da cantare rigorosamente a squarcia
gola.
Coreografia base in attesa di palloncini, stelle filanti,
fuochi d'artificio, teste e gli sketch di Robbie!
Più continuava il concerto più ci si rendeva conto di essere davanti ad un
vero e proprio fenomeno che oltre a commuovere e scuotere le masse le fa
divertire con simpatici sketch lasciandole andare a casa convinte di aver
trovato in lui un amico di vecchia data, come succede con tutti i grandi.
Inutile dirlo che vi consiglio già ora di metter via, centesimo dopo
centesimo, i soldi per comprarvi il biglietto per il suo prossimo concerto e enjoy
quel fenomeno di uomo che è Robbie. Se invece siete ancora scettici chiudete gli
occhi e schiacciate play al video stra amatoriale qui sotto.
Sono una gran curiosa, un generatore d'idee, una nativa digitale, una English lover, una social media addicted...perchè non unire tutto questo in un blog?