W.E. – Edward e Wallis

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Honestly it can't be fun to always be the chosen one*


Durante il 2012 per un motivo o per l’altro mi sono persa la visione di W.E. diretto da Madonna e presentato fuori concorso alla mostra di Venezia. Da fan di Madonna m’incuriosiva vedere la sua versione cinematografica e da seguace del cinema volevo capire perché la critica l’aveva stroncato così drasticamente (su Wikipedia inglese si leggono delle critiche tutt’altro che leggere).

Grazie a Sky on demand un paio di sere fa ho potuto prendermi del tempo e vederlo per la prima volta lontano da giudizi e polemiche. Devo ammettere, post visione, che è un film complicato: non riesci ad amarlo tutto e neanche ad odiarlo a priori ma di sicuro non lo giudichi un film da poco o scontato. Partiamo quindi ad analizzarne i punti cardine.

Innanzitutto di cosa parla questo film? Astutamente sceglie di raccontare la storia d’amore d’inizio novecento tra la divorziata Wallis Simpson e il re d’Inghilterra Edoardo VIII (che abdicò in favore del fratello ma quello è il film il discorso del Re) dal punto di vista di Wallis e non delle cronache mondane o della corte. Accanto a questo racconto la storia di una Wallis degli anni’90 che sta vivendo la fine del suo matrimonio e, grazie ad un’asta a favore dei duchi da Sotheby's, può entrare a contatto con gli oggetti della duchessa e avere dei flashback sulla vita dei due amanti. Ecco, a mio giudizio questa seconda storia doveva essere trattata più come pretesto che come vicenda parallela perché interrompe un po’ troppo la sequenza di quella d’inizio ’900 che dovrebbe essere il cardine della trama. La continua interruzione del racconto crea ancora più curiosità intorno alla storia d'amore dei due duchi che purtroppo non è mai stata raccontata dall'interno della coppia (come si premette questo film) ma solo a livello mondano. Insomma l'idea di narrare due storie contemporaneamente è un ottimo espediente per celare la poca mole di informazioni sulla storia d’amore, peccato che non soddisfi appieno la curiosità per il fatto storico.

La storia però non è l’unico punto cardine. Anche la tecnica di ripresa è molto importante visto che si parla di una regista che non nasce come tale. Devo dire che rispetto alle mie aspettative la tecnica mi sembra molto buona e anche la fotografia non è male specie se si guarda attentamente la scena iniziale in cui le due donne protagoniste vivono in parallelo una situazione casalinga simile. Quello che invece non ho apprezzato a livello di tecnica e forse anche a livello narrativo è la cura del dettaglio della violenza domestica, forse un po’ troppo brutale e film verità. Nel complesso, però, l’intero parallelismo tra le due epoche e i flash back sono tecnicamente ben curati. Probabilmente l’esperienza di Evita e della direzione di Alan Parker è stata una miniera d’oro per Madonna regista.

Interessante anche la scelta del cast che predilige attori molto bravi, parte di qualche film famoso ma poco blockbuster. Probabilmente l’attenzione voleva essere sulla storia e sulla regia più che attrarre il pubblico per il numero di divi di Hollywood compresi. Astuta mossa perché per tutto il tempo del film ci si concentra più sugli aspetti laterali come i dialoghi, la colonna sonora e i costumi che sul cast. Non a caso c’è stata la vittoria di un Golden Globe per la migliore canzone originale (la stupenda Masterpiece) e, per i costumi, addirittura una nomination all’oscar.

Come avrete capito è un film complesso che contiene tante piccole chicche da analizzare e non è semplicemente un insieme di fatti raccontati in modo scontato. In alcuni tratti forse si trova l’incrocio delle due storie un po’ troppo pesante ma, è comunque ben gestito a livello di regia. Voto finale? Enjoy in dvd o “on demand” in una serata pre-primaverile.


* è un verso della canzone di Madonna Masterpiece che ho capito appieno solo dopo aver visto il film...se l'avete visto: secondo voi non parla anche di Wallis?!?

Pagina Facebook (da cui arriva anche la locandina): http://www.facebook.com/WEilfilm?ref=ts&fref=ts

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